Esseri umani

farfalla nella teca - by criBo

esseri umani
vissuti come meglio si poteva
in spazi angusti
__il corpo stringe fino a fare male__
nel panorama di quattro pareti
anime chiuse intorno al proprio cielo
un punto di cobalto
e un dio di carta che nasconde Dio
__si va per convenienze e convenzioni__
il tempo disfa ciò che si tramanda
voci e fiumi
se la vita è un ciclone
l’eternità è un silenzio senza fine

 

 

 

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Finché si accade, anche si vede il mondo

 

sulla scala wp - by criBo

poi ci si può fermare
smettere il filo e a capo
nella stasi
abituarsi al bianco dell’assenza
e quindi stare
nell’invisibilità dei punti omessi
nell’abbagliare della sparizione

dismessa al movimento
essere il foglio
senza nessuna traccia di scrittura
senza

 

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Il mondo senza volontà, né rappresentazione

 

diamond

in una folle corsa al muro cieco
il palio ha l’inquietudine dei vinti
la brutale acquiescenza delle orde

un metacarnevale di viltà:
mascherati da bravi cittadini
moriamo fianco a fianco
coriandoli di melma
in apparente singolarità

siamo inclusioni fossili
d’un cielo screditato che simula il diamante
anime prigioniere
in questa densità così asfissiante
che ci costringe a vivere da ombre
e a non poterci amare

 

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Manifesto

via Manifesto

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Dis_soluzioni

 

 

sul viso-lago sembra agonizzare
ogni livello, ma
chi sta morendo veramente è il tempo
si cancellano date e appuntamenti
si sta fuori da calendari e santincielo
in fondo
la vita è come un fiore di ciliegio
muore per dare vita a un frutto rosso
un nòcciolo nel centro
il cuore a spasso

ore tatuate sulla pelle
fingono il senso della rotazione
spariscono alle feste obbligatorie
finiscono in un pianto di parole
mentre un tergicristallo
passando e ripassando sui dolori
elimina ogni traccia dal quadrante

 

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Eros, Hypnos, Thanatos

La Vie et la Mort de Gustav KlimtSiamo avvezzi al concetto dell’ineludibile conflitto tra Eros e Thanatos, ma forse è più realistico pensare che il vero conflitto è quello tra Hypnos e Thanatos.
Il sonno spegne quotidianamente l’azione e se non fosse per l’attività onirica, anche l’immaginario si disattiverebbe. L’immaginario che possiamo verificare solo al risveglio.
Ma nella morte questo risveglio non ci sarà, e quindi chi potrà testimoniare d’essere stato vivo?

Quelli che restano sperimentano l’assenza, chi è morto non saprà di essere assente.
Allora c’è da chiedersi in che cosa consiste la morte veramente.
Una disconnessione dal mondo degli eventi di chi sa e non può opporsi al disgregamento?
Un senso di inanità di chi assiste ma non può sapere di quel disfacimento?
Scriveva la mia amica Lucia Tosi:

“di che parla la poesia?
della morte.
solo della morte?
della morte, sicuro.
ma non è vero: c’è di tutto nella poesia.
c’è di tutto, sì: ma lei è sempre lì.
ci sono alberi e vento e acque…
…ma lei è sempre e ovunque: in quegli alberi in quel vento e nelle acque.
non posso pensare che i poeti mi parlino solo della morte.
se i poeti sono poeti ti parleranno sempre e soltanto della morte
che la nominino o la tacciano, la morte di tutti, la loro stessa morte
è sempre e ovunque.
non ci credo.
ora non lo pensi: ma poi lo penserai.
e quando?
quando incontrerai davvero un poeta. e lo incontrerai dentro di te e dentro
di te ti parlerà con parole che non si leggono che non si possono sentire.
e dietro gli alberi i volti le case la guerra l’amore sentirai che si nasconde lei.
ti prenderà un brivido una vertigine ti stringerà alla gola.
sarà terribile, sarà spaventoso?
sarà scoprire che si può amare la vita.”

E questa è l’acquisizione del poeta, che della finitudine ha la cognizione ma vede uno spiraglio oltre il mistero.
Ci si può accontentare? Ci si deve.

 

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Dormire

 

balaustra sull'irreale - by criBo

il sonno ci conduce sul confine
quasi una morte in prova
_ poi si torna_

ma quando resteremo addormentati
in un mattino che non ci vedrà
che non vedremo
avremo perso il giorno
e non sapremo della nostra assenza
_né che non si ritorna_

 

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Apologia del falso in abito mimetico

nell’indeterminato è da s-piazzisti
vendere sottobanco gli ideali
di eroi da videogame e da fumetti
i giochi bellicosi
per meglio allontanare i tempi neri
le valli delle lacrime
i mari opposti ai cieli
il buio dei cuori

ti erigeranno un monumento
soldato che uccidesti altri soldati
ti eleggeranno martire e leggenda
avrai la storia dei sopravvissuti
una medaglia
così non saprai mai
che sei anche tu una vittima di guerra

e le armaturemaschere
faranno da esoscheletri in musei
a ricoprire il nulla che rimane
delle battaglie vinte

la storia è scritta a sangue dai potenti
l’alloro è uno specchietto per allodole
i corpi           vuoti a perdere

 

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Fuga da un divano

via Fuga da un divano

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Là fuori

via Là fuori

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OICSEVOR LI

via OICSEVOR LI

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il mio nuovo libro

http://www.arcipelagoitaca.it/wp-content/uploads/2018/11/scheda-la-simmestria-del-vuoto.pdf

#arcipelagoitaca #cristinabove #lasimmetriadelvuoto

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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Tentare è l’infinito d’un verbotranello

in volo - by criBo

Sotto i portici della città bianca
guizzavano pesci venuti dal mare
_ avevano appreso a volare da soli_
non sapevano che
l’insidia può essere un concavo azzurro
dipinto da un folle pittore
un’esca nell’arco
nel varco dei suoni

un coro di uccelli
diretti a paesi lontani
diceva di vita oltre muri e bastioni
oltre fumi d’incenso e colonne di chiese
mezzelune di sangue
_di pinne o di ali si va controsole_
si cade, si sale, si muore

i pesci non hanno mai sete
non sanno il sapore dell’aria
e annegano in volo

 

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Di genere

*Abbiamo un modo così particolare
di scriverci la vita addosso
certificati d’esistenza in cui pezzi mancanti
più o meno visibili
ci sottraggono peso (dimagrimento garantito)
ci squalificano fino a dimostrare
che non siamo più stelle dipinte belle

continua qui  Di genere

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Le inaspettate assenze

 

in una stanza tutto l'universo - by criBo

Il tempo fa strani scherzi
a chi si dona e a chi si nega
senza dare segnali
_ un bip d’avvertimento, anche via mail_
pertanto ci si adatta a fare finta
che tutto vada ben (signora mia)
un muro di caselle
o colombari
a mettere un po’ d’ordine
_un frego nero sopra il cuore_
per barattare amore con la morte

e poi tradirsi di comune accordo
leggere storie travisate
(signora mia, che ridere)
mentre chi tace sa
che tutto andava fatto
tutto vissuto perché niente dura.
Un decennio da ricordare è tanto
è più di una costanza fatta corpo
è l’intimo che viene rivelato

il tempo abbia riguardo
per questa pietra incisa
e mi sorprenda
smettendo di restarsene alla porta

 

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Ritorneremo fieri

 

la macchia rossa - by criBo

siamo rossi
rose imperfette dalle spine tante
_non ne faranno un fascio_
nell’onda di bitume che dilaga
custodiamo memorie
forse verranno giorni come allora
che si credeva nella libertà

a poco a poco
tradendoci la vista
sono precipitate nuvole di fumo
_sembravano d’organza_
e adesso piove il cielo
le stelle son cadute nelle fogne
il verde vira al nero
e nei roseti mangiano le foglie
milizie di tentredini assetate
di potere e di sangue

ma l’anemia non appartiene al sole
e una falce di luce
sventolerà sulle città risorte
a un refolo scarlatto

 

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Scritture all’acqua pazza

che c'è nella stanza - by criBo

quel numero assassino
contato alla rovescia
ti ridisegna a ghirigori ciano
_una bellezza strana, disarmante_
e una follia d’inverno
ti ricompatta per non farti andare
prima dell’ora ics

comunque andrà
la mietitrice cieca avrà i tuoi occhi
punterà il dito in un registro d’ombre
_in una scelta a caso, o forse no_
ti falcerà di netto

poi scriverà il tuo nome sulla sabbia
verrà l’alta marea
e sparirai nell’onda di risacca

 

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La beffa dell’arca

barca-2-by-cribo

Avremmo visto il luogo
in cui si nasce dalla propria morte
e si continua a vivere in esilio
_quando inventammo il cielo_
ciascuno immerso nelle proprie nuvole
con la testa al di là delle montagne
un santo scalatore
o un imbecille

ma non si può guardare oltre le stelle
per noi soltanto punti luccicanti
noi che sfidiamo il danno e l’impostura
percorrendoci a tratti di matita
in un quaderno squinternato
i fogli allo sbaraglio

a leggerli saranno angeli imbelli
caduti dalle sfere e tratti in salvo
da noi mortali indottrinati a morte
_ geni o decerebrati_
figli di qualche nume intestardito
illusi da un Noè
che ci fa stare in piedi sulla tolda
per poi buttarci tutti quanti giù

 

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Consegne inverse

 

 

fantasime 2 - by criboMi mancano le ore strampalate
i gesti noti
le confidenze amene su quelli di là fuori
_ascoltavo per ore_
le sospendevo ai margini
e le dimenticavo
ponevo l’attenzione ad altre cose

sfilavano ritratti singolari
di amori, non amori, amori meno
_non lo sapranno mai_
ed io non tradirò questo silenzio
nemmeno ad occhi spenti

anni che riparavano l’esilio
della ragazza morta e poi rinata
con tenera allegria
“si merita un autunno d’altre rose”
veglie di capodanno giorno e notte.
Scritture in anteprima
_le ho conservate tutte_
alcune rimarranno a me soltanto

 

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Non sempre presente nel corpo

in una stanza tutto l'universo - by criBo

a volte chissà dove sto
se non m’incontro
ho provato a chiamarmi
coi nomi che mi dava un forestiero
_i nomifiori che si fanno specchi _
ma quel suono
è diventato un flauto muto
perciò nessun apostrofo mi avvera
né mi rende reale

pesanti primavere a datazione
sarà per questo che non mi rispondo
_udito selettivo: soltanto ticchettii_
il corpo è sordo
lo posso attraversare e non mi sente
l’anima invece dista dai quadranti
e scrive un lungo amore, universale

 

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