Dalle terre di mezzo

y cassiopeiae

Noi di giornate brevi
scanditi in giravolte di clessidra
sabbia tra vuoto e pieno
noi dalla parte oscura della silice
imprigionati dalle trasparenze
presi dall’infinito _e non capirlo_
cerchiamo il nesso nella congiunzione
il punto in cui la luce è prigioniera
ed ogni stella ridiventa nova

noi che sembriamo interi
siamo la doppia identità dei vivi
_ai morti è dato un cuore di cristallo_
nascemmo dalle pietre
ma una lama di sole ci trafigge
mentre nell’ombra frantumata al suolo
ci sparpagliamo in nugoli di nomi
e tuttavia
di mille luci popoliamo il cielo

 

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Idrogeologica

barca-2-by-cribo

Arrotondare per diletto
linee di contraffatte asperità
disporle alle dogane portuali
degli addetti ai favori

io mi diressi al largo _essendo goccia
acqua nell’acqua mi divenni mare_
ignota alle cartografie sillabiche
apparsa come un’isola ferdinandea
fulmineamente emersa e risommersa

 

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Di tarature e cavità sommerse

cestino - by criBo

 

Da quando scrivo ho cestinato il mondo
e mi nascondo qui per scomparire
come un bambino che si copre gli occhi

ho scritto cose già contaminate
le sedie sono vuote
_ la presenza è un referto d’attenzione_
devo imparare l‘arte del non dire
vissi
nella perfetta lingua del nonsenso
pensando che si è buchi di ciambelle
_coperte d’entusiasmo: adipe e affini_

io sono qui
tragitto d’aria e metri cubi di…

mi lascio sola
prima che il mondo mi separi da…

 

 

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Precipizio di transito

senza-paradiso-by-crbo

T’invito a scendere
dove non sei mai stato
nel buio delle invenzioni _diaboliche e divine_
dove i ladri saccheggiano pianeti
s’invertono figure in occhi a perdere
_la temi già quella discesa agli inferi_
e tuttavia saprai che risalire
sarà un’arrampicata su pareti

ti troverai nascosto sotto i cieli
penserai maggio e fiori
mentre l’inverno ghiaccia sui gradini
:il fuoco è un falso storico
_dai tempi di Prometeo è sempre fatuo_
tu solitario come un sole estinto
sarai la cavità incolmabile d’un dio
perso nelle sue stelle
ignaro di cunicoli e di scale

essere umani è stare sempre in bilico
senza ringhiere e senza corrimani
allucinati da visioni futili
_ paradisi che aspettano inquietanti_
destinati a portoni e pianerottoli

perciò t’invito a scendere dove non sei mai stato
per farti ritrovare il senso illogico
la sarabanda di speranze inutili
la fede che per vivere
si deve anche morire

 

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