Forse miraggi

 

il faro - by criBo

Isole senza sponde
nel mareggiare di relitti
sassi e merli di torri diroccate
il faro è morto
ci stanno a guardia procellarie stanche
sopravvissute al naufragare intorno

noi che imparammo a vivere a strapiombo
aggrappati alle cose irrilevanti
custodi e prigionieri delle ombre
non indichiamo porti ai naviganti
siamo profili d’isole pietrose
senza moli d’attracco

 

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Perché dis-trarsi è inutile

marecielo in una stanza - by criBo
si soccombe lo stesso
anche se ci si esercita in poltrona
da guerrieri in pantofole
a vincere battaglie tra fantasmi

ci si veglia di notte
compagni d’arti ingenue
disadattati a viversi di giorno
perché incapaci d’arraffare il mondo
_ci coprono armature di cristallo_
e siamo soli
benché ci sembri d’essere affiancati
in questa moltitudine sommersa

 

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Transatlantico

 

onda-e-vele-by-cribo

Che se ne voglia dire bene
è il desiderio pio dei noncuranti
che pensano sia tutto regolare
se sulle gradinate e sugli scranni
siedono giovinastri arruffapopoli
vecchiacci ridanciani imbalsamati
illusionisti e illusi _pravi e ignavi_

Che se ne voglia dire bene
è desiderio pio dei disarmati
di chi non ha più forze per combattere
di chi può solo assistere impotente
a cannonate d’imbecillità
sparate a fiori col silenziatore
dal bastimento con bandiera nera
sulle scialuppe prossime al naufragio

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Questa la metto qui

per non dare nell’occhio
perché parlo di morte e carnevale
della bellezza della vita andata
di come la vecchiaia sia una schifezza
_questa parola allappa i benscriventi_
io me ne infischio e penso ai casi miei
d’altronde chi può mettersi nei panni
che cadono già male a chi li veste?
Forse “la vita è bella”
per chi sgranocchia favole e popcorn
bevendo alla tv messaggi e film
false promesse e varie amenità
di malavita e malamorte
_anch’io mi ottundo con le serie e i quiz_
e più che mai mi sento estranea ai fatti
desiderosa di finire in fretta
per smettere di stare sulla breccia
inutilmente logora e loquace
a scrivere di mille superfici
schivando abissi di natura logica
sulla barca che affonda in mari equivoci
senza nemmeno un dio per salvagente

 

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Usucapione

 

in una stanza tutto l'universo - by criBo

 

Una casa da viverci d’inverno
talvolta riluttante a essere casa
spifferi alle finestre
tra pareti dipinte a cianofiori
e nomi pronunciati a bassa voce.
Un che d’inafferrabile nell’aria
rallenta gesti _qui l’imprecisione_
sospende nell’esilio dei pensieri
una richiesta d’ore.
Avviene che le regole sbiadiscano
al progredire della confusione
_lallazioni gergali incomprensibili_
pensieri di bambini in corpi stanchi
sorpresi dentro gli abiti appassiti
e poi si muore

 

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