Megaride

sprazzo-azzurro-by-cribo3.jpg

                                 
Sta occupando il mio spazio dalla fronte
alla punta dei piedi
pietrose lische
contamina di piombo isole agglomerate
liquefacendo vita
mi divento metallica, cromata

E fredda
pelle congela i miei vapori

All’apparenza simulo una forma
braccia d’avorio
perimetri di sangue e di respiro
ma dentro è lei che avanza
con precisione e squame
di cemento

sotto il vestito
una marmorea coda

sentirò l’onda battermi sull’orma
cancellare i miei piedi

aprile 2008

 

 

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S_personal computer

 

pc tra le finestre - by criBo

Il mondo in un rettangolo
appare l’Arte e l’arte della guerra
il cibo per chi ingrassa e per chi impara
un tourbillon di meraviglie e orrori
balli di terra e cuochi da vetrina
gare di chi non sa di non sapere

Con incauta pazienza
si coltivano campi di parole
sperando in fioriture di stagione
ma nei palazzi di ruffianerie
si fabbricano maschere antilogos
_un buco nero senza stella intorno_

si sfrattano dai marmi gli abusivi
_ospiti in ossa e ossa da traslare_
bisogna sgomberare dalla polvere
restituire il letto di granito
ai rispettivi proprietari

e noi, che tumuliamo amori nelle nuvole
sparpagliandoli in cenere e memoria
ci dedichiamo a siti da gestire
per incontrarci vivi anche a distanza

 

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Haute cuisine

fumo in padella

 

un pot-pourri di piattifogli
serviti su una tavola di carta
in questa trattoria d’inconsistenze

nelle cucine altolocate
si pelano le bolle di sapone
si passano al setaccio intrighi e imbrogli
ricette d’aria fritta
da tramandare ai posteri

sui ripiani di polvere
le foto scolorite
di garzoni e maestri delle pentole
dileguano tra gli ultimi avventori
_qualcuno ha gli occhi lucidi di sale_

dalle porte vetrate esce lo chef
offre menù sapienti di svolazzi
in odore di santa dissolvenza

 

 

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Desintonizzazione

 

scala-in-blu-by-cribo

Ho una lacuna di conforto
per chi piange d’amore andato a male
e cerco un’amarezza più incisiva
un pianto a farmi viva
magari senza troppa convinzione
o forse inadempiente
come un riparo di coperta corta

Sono parole astruse
quelle che sento battere alla porta
parole in una cesta abbandonata
orfane nella ruota degli esposti

La mia pietà è finita
e sono sola con le mie magagne
ma vorrei
quadrare cerchi nelle logoteche
disegnare diagrammi di certezza
essere un genio che trascriva il vero
in equazioni sopra una lavagna

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Considerando il dentro e il fuori

https://ancorapoesia.files.wordpress.com/2015/04/scala-verso-by-cribo.jpg?w=360&h=231via Considerando il dentro e il fuori

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