Come gardenia

fiorebianco-by-cribo

 

Cinque petali d’avanzo
sul bavero dell’abito da notte
essenza rara (qui riporto un nome)
l’uomo scopriva il viso dito a dito

nello scandire dei pensieri
al centro
pareva fosse il gran segreto. Invece
morivano i minuti
senza una vera storia da narrare
o un rimasuglio di vaghezza. Niente
che fosse testimone di un vissuto
niente che trapanasse il muro della fronte.

Senti
diceva il giocoliere affranto
risposte non ne avrai se dai pensieri tronchi
si staccano parole come foglie:
autunno incombe.

S’era perduto il nesso
a volte il senno a volte
il senso ripiegato nell’armadio
sottochiave i riflessi rubati alle ametiste
il viola tace
ha spine e crepe longitudinali
un cappello di feltro sopra gli occhi
con mosse da gitano si sottrae
alla carezza minima. A rigore di logica
traspare
il niente ch’era l’ombra d’una mano.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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