INTRINSECA

E voi
che se avessi braccia di paradiso
accoglierei per sempre e non soltanto
un giorno o un’ora rattoppata a metà
voi che sostate
conosco la tua sete, amico
la tua fame d’amore, amica
e il germinare delle croci
che non hanno platee né golgota
ma solo scene di silenzi orfani
parole vedove

Eden di mele e di serpenti
irragionevolmente amato
che nelle sottrazioni di coscienze
abbina vivi e morti
ai transeunti noi
convogliati alle pietre

voi che se non ci foste
non mi conoscerei
e che perfino quando mi uccidete
siete sussulto e vita
voi dalle labbra intinte nel vinsanto
un bacio rosso
e ancora voi da dirsene di notte
o tracimare risa

voi che se dico tu
mi diventate
sfera di pulsazioni e di scintille
sulla fronte d’un io
che siamo noi.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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