Dimenticanze funzionali

fiorebianco - by criBo

                                     

La memoria degli uomini
ha buchi d’occasione
in offerte speciali programmate

l’anima mia ha ricordi che non sono
di questa terra
a prova di terrazzi e davanzali
ha le sequenze logiche dei quanti
stabilisce passaggi
e perdite non ha che non sia il cuore
a viverne riflessi.

il cuore stabilisce dei contatti
troppo suadenti, troppo imprigionati
in battiti che assegnano respiri
e sa che al rimanere immoto
sarà finito l’io dell’occorrenza

e quanto all’importanza
di un viso di una mano di un’azione
non sarà che
non sarà più
non sarà

Della memoria
unica identità che riconosco
è un grido infisso in me
l’urlare t’amo e temo
a quell’irraggiungibile divino
che schioda ogni residuo d’esistenza

Conosciamo le tenebre e la luce
oltre le indagini
del semplice pensiero.

E non sappiamo darci
nemmeno una carezza a compassione.

                          

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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8 risposte a Dimenticanze funzionali

  1. aurelia ha detto:

    “Conosciamo le tenebre e la luce
    oltre le indagini
    del semplice pensiero.

    E non sappiamo darci
    nemmeno una carezza a compassione.”

    Mi colpiscono molto questi due ultimi versi… grazie Cristina per la tua profonda poetica. Buona giornata, ciao
    aurelia

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  2. cristina bove ha detto:

    cara Aurelia, grazie delle belle parole.

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  3. lementelettriche ha detto:

    Io ci provo ma – evidentemente – non so carezzare.
    Devo comunicare qualcosa che somiglia al niente.
    E’ la sola spiegazione.
    Sono riusciti tutti – con quel niente come lama affilata –
    a farmi avere un desiderio solo, di nuovo, quel desiderio:
    non essere mai esistita.

    Hai ragione.
    Alla fine resta solo passione – patire – e non è mai compassione.
    Quella sarebbe patire con…

    Liked by 1 persona

    • cristina bove ha detto:

      cara Paola, nessuno comunica il niente, ciascuno fa parte di un tessuto esistenziale in cui ogni filo conta, altrimenti non ci sarebbe il tessuto.
      so bene come quel desiderio di non esserci sia determinato dalle circostanze della vita, dolorose, a volte tragiche, ma so anche che non bisogna arrendersi, che tenendo presente il dolore degli altri si esce dal proprio io e si “vedono” le sofferenze del mondo.
      questo vedere è già compassione.
      a volte ne scaturisce l’amore.

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  4. fattorina1 ha detto:

    Come mi è vicina questa consapevolezza…! L’assenza di compassione e sopratutto di empatia ci separa e vanifica come petali di fiori sfatti. Torneremo a tenerci per mano? Sentiremo il tuo, nostro , grido senza temerlo ma con solo il desiderio di farne un sussurro….

    Liked by 1 persona

    • cristina bove ha detto:

      è per questo, cara amica, che tentiamo almeno con le parole un avvicinamento.
      non a caso scegliamo la poesia come modalità di interazione, la più efficace nella sua sintesi che, ossimoricamente, può abbracciare il mondo e l’infinito.
      in fondo è il nostro sussurro…

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