Sfera di sera s’era

bolla di sapone sul bronzo di una mia scultura

la biscia d’acqua morde alle caviglie
non avvelena ma scompone il passo
e di narcolessia
in una bolla di felicità ci ottunde
 
effimera così l’iridescenza
che c’imprigiona nella superficie
in perenne tensione di molecole
 
ci confortano minimi interludi
effrazioni di sibili tangenti
inavvertbili
che non ci accorgeremo dello sballo
_________ quando sarà il momento
di stendere in sequenze orizzontali
il manto sferico.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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