Puntatori

era una foglia morta, sembrava filigrana, l'ho fotografata e sovrapposta ai cuscini

Desinenze imperfette
congetture
delle cose intangibili e sornione
biforcazioni audaci di radici e di rami
ostentazioni di

per ricucire il cielo a questa sfera
di valori sommari
le toppe d’una festa edulcorata
zenzero e cinnamomo
sulla pece

era prevista l’ora oscura a tempo
caricata la sveglia
ma i secoli trascorrono e sui giorni
tornati sempre uguali
dormono gli imbecilli e i rassegnati

il trillo si fa attendere

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in poesie. Contrassegna il permalink.

39 risposte a Puntatori

  1. aitanblog ha detto:

    Quando sarà l’ora dell’apocalisse, io spero di essere da un’altra parte.

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  2. massimo botturi ha detto:

    che meraviglia tutto l’ultimo capoverso Cristina

    un abbraccio

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  3. lucypestifera ha detto:

    e meno male che il trillo si fa attendere: così come siamo finiamo tutti all’inferno. io spero almeno in un mondo piovoso e malinconico, a guardare pecore

    è come spruzzarsi il profumo senza essersi lavati, la vita, ormai

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  4. …sono versi le tue foto, arabeschi i tuoi pensieri prendono forme surreali, in questo caso da una foglia quasi disfatta di vita hai ricavato la sua bellezza interiore quasi inaspettata che hai immortalato per sempre…continuerà così a vivere.
    Grazie Cristina per questa emozione. Cettina

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  5. Bianca 2007 ha detto:

    DRINNNNN
    ecco che squilla il trillo gioioso per festa un poco ritardata.
    Grande lirica di sogni di filigrana Terra, a TE il mio abbraccio d’affetto anche se dovrà valicare i Cieli per raggiungerti lì dove fisicamente sei..Mirka

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  6. ultimobacio ha detto:

    Scrivi un pò…difficilotto!! (si può dire? mah!)…almeno per questi versi, però la musicalità riesce a sopperire questa “soltanto mia “carenza …
    ciao marco

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  7. robertomeister ha detto:

    Sempre mi stupisce come il linguaggio possa muoversi nei territori abbandonati dalla ” ragione misurante “, scavando tra cose umane e antagonismi, lasciando a questa, come sua unica formula, una negazione. Parafrasando qualcuno, niente sarà la perpetua epigrafe dei suoi tentativi. Per andare oltre, è necessario scoprire il linguaggio che lo parla e tu questo linguaggio lo conosci bene.
    Un caro saluto

    Roberto

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    • cristinabove ha detto:

      e io rimango sorpresa invece di come tu riesca a cogliere risvolti anche hegeliani in alcuni miei versi, non totalmente inconsapevoli, questo no, ma scaturiti da un mio io nascosto e affiorati spesso senza precisa volontà.
      e su questo ci sarebbe da scoprire perché mai la poesia…
      perché mai la necessità di far diventare parola l’esistenza.
      grazie
      un caro saluto anche a te

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  8. Fausto marchetti ha detto:

    nonostante la corsa
    non raggiungiamo il sole al tramonto
    domani riemergerà dall’altra parte
    e noi saremo più vecchi di un giorno
    stanchi dei i nostri progetti
    piccoli frammenti sull’intelaiatura
    continuiamo l’attesa
    con le dita ficcate sulla terra rossa della pista
    la schiena ad arco
    pronti allo sparo.

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  9. theallamente ha detto:

    essenza di foglia che torna alla terra
    donando al cielo ciò che è del cielo
    come gli imbecilli, i rassegnati e i saggi
    (e forse, chissà, anche i cuscini…)

    un caro abbraccio

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  10. graziagardenia ha detto:

    Sarà dura fatica “ricucire il cielo”, amica mia.
    Alla tua Poesia è dato di compiere queste magie e a me di stringerti in un affettuoso abbraccio pieno di auguri belli.
    grazia

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  11. marzia ha detto:

    Oh, Cristina, che effetto compie la tua composizione…caleidoscopio di colori tenui, autunnali, rarefatti persino.
    Forse è il sapore della Festa oppure è il volo che sa far compiere una tua opera dotata di “vis”.
    Chissà 🙂

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    • cristinabove ha detto:

      cara Marzia, qui ci starebbe bene l’Autunno di Vivaldi, eh?…
      ricordi la cappella dei Turchini a Napoli?
      sai che da bambina ci ho vissuto, e che mentre l’organista suonava i brani della messa solenne, io mi perdevo a guardare le figure possenti degli affreschi del coro e dell’abside, a viso in su che mi veniva il torcicollo. credo che quel connubio di suoni e colori mi abbia segnata a vita.
      grazie

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  12. Anna Maria ha detto:

    Il trillo si fa attendere
    la sveglia non risuona
    di chiacchiere in melassa
    la festa urta e rintrona.

    Bisognerà aspettare
    il doppio manrovescio
    di chi sul vuoto vigila
    di buffonate ‘fashion’

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  13. rossella1953 ha detto:

    Sai cosa ti dico Cri? In questi ultimi tempi invidio gli imbecilli, quelli che non hanno capito un tubo di ciò che sta accadendo. Staremo meglio? Peggio? Nessuno è in grado di saperlo. Questa attesa ci sta logorando in modo direttamente proporzionale alla sensibilità che abbiamo. <mi capisci, vero???
    Nonostante l'amarezza, come si fa a non dirti che i tuoi versi sono stupendi?
    Bacio. ross

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    • cristinabove ha detto:

      Rossella, in fondo sappiamo bene che a costo di soffrire non vogliamo essere tra coloro che si lasciano vivere senza slanci e senza ideali.
      non è di quiete che abbisognamo, anzi, di movimento di coscienza, di vitale vigilanza.
      l’attesa si prolunga, ma arriva sempre il momento della svolta.
      grazie
      un abbraccio

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  14. guido mura ha detto:

    Sì, Cristina, continuiamo ad abbellire le nefandezze dell’esistenza, a spruzzare profumi sulle feci, a pettinare i lunghi capelli delle mummie, in attesa di una fine annunciata, che arriverà, forse – così dicono i profeti.

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    • cristinabove ha detto:

      Guido, non so se a pettinare bambole o mummie si possa ingannare la mente e distoglierla dallo stato reale in cui versiamo.
      ai profeti non credo, nella storia dell’umanità ne sono state annunciate di catastrofi e fine del mondo…
      ai posteri la verifica.

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  15. ioviracconto ha detto:

    Nella foto, bellissima, c’è la trama elegante del ricamo e il colore di fondo dell’ammonimento.
    Così come nella poesia, del resto. E sai quanto l’indignazione che scoppia all’improvviso, in un endecasillabo, mi sia cara….
    🙂
    Buon anno, amica.

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  16. Mi piace farmi sorprendere dalla tua maniera irriverente (con garbo) di guardare alle cose, filosoficamente, spiritosa e amara come sai essere, è una grande qualità, di cui i tuoi versi risplendono.

    Buon Anno nuovo, Cristina, buon tutto, un grande abbraccio!

    D.

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  17. marzia ha detto:

    Che dici, Cristina, è dissacrante finire l’anno con una vignetta di Vauro? 😉

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  18. lementelettriche ha detto:

    […]
    ma i secoli trascorrono e sui giorni
    tornati sempre uguali
    dormono gli imbecilli e i rassegnati
    […]

    sarà per questo che non mi rassegno e,
    quasi, non dormo più?

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