Suggestione

tempo fa, su Letteratitudine, fummo invitati a scrivere un breve racconto

ispirato a questa foto di Yves Klein

yves-klein-salto-nel-vuto

 

io scrissi questo

Il volo

Era da un po’ che lo spiavo. Ogni mattina, quando lo vedevo sorvolare i tetti delle case.
Cercavo di capire in che modo si sollevasse in volo e, se possibile, carpirgliene il segreto.
A dire il vero non è che non ci avessi provato anch’io, anzi, erano anni che mi esercitavo, ma niente, nemmeno da un paio di metri ero riuscito a decollare. Il risultato era poco più che un salto.
Mi dicevo, se lo fa lui posso farlo anch’io.
L’ultima volta  mi sono lanciato dalla ringhiera del primo piano. Una gamba rotta, il risultato.
Ieri sono stato tutta la notte a sorvegliare il muro di cinta, ho bevuto tanto di quel caffè da tener sveglio un elefante. Quindi mi sono appostato e ho aspettato.
Era appena sorta l’alba quando l’ho scorto già in volo, coi piedi che quasi sfioravano i comignoli. Quel suo volare sghembo mi ha ricordato l’ange bleu di Chagall.
Ho deciso, stanotte ci riproverò, mi organizzerò al meglio, ormai conosco bene il punto da  osservare.

Dal mio sacco a pelo vedo la luna impallidire e le prime luci dell’aurora tingere il cielo al di sopra dei tetti.
Vedo la figura stagliarsi sulla sommità del palazzo, è in bilico sulla sporgenza della grondaia. Ecco, apre le braccia, il corpo tutto proteso in avanti. Sta per staccarsi.
-Ehi!- grido, alzandomi di scatto e dirigendomi sotto di lui. – Ehi!-
Lui volge il capo verso di me, ha un attimo di esitazione, vedo le sue braccia annaspare, i suoi piedi staccarsi dall’appoggio e poi, come una marionetta disarticolata, precipitare al suolo.
E ora è qui, davanti ai miei piedi, esanime.
O mio dio! E adesso chi mi insegnerà a volare?…

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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15 risposte a Suggestione

  1. poetella ha detto:

    fantastico!
    e noi che cerchiamo maestri…
    forse dovremmo invece provare a far di più da soli…no?

    o forse no.
    Non so mai…
    Non so…

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  2. Bianca 2007 ha detto:

    Bello! Essere sè stessi,sempre, pur osservando il volo di altri ma “amando” il proprio fosse solo un salto alla corda.Ti ricordi,Cri,quei salti felici fatti quando ancora si era bambini rossi in volto e con la lingua fuori ma con gli occhi che sprizzavano gioia gioia?…Un bacio a te,grande veramente di tutto.Mirka

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  3. massimo botturi ha detto:

    non bisogna avere esitazioni, mai

    complimenti Cris

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  4. theallamente ha detto:

    chi non ha attitudine al gioco d’azzardo non può capire…
    un abbraccio

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  5. usignolamimma ha detto:

    È stato sempre l’anelito umano, ma chissà di quale volo sentiamo un così estremo bisogno. Scritto molto bene. O volare o morire.

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  6. frantzisca ha detto:

    Certamente tu non hai bisogno di maestri, sai che la pesantezza della materia non sostiene ali, quello che si evince dalle tue poesie è che hai trovato un’alternativa sicura per alzarti in volo…
    🙂

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  7. elis19mr ha detto:

    Ecco, vedi che i labirinti di Escher tornano utili?
    Potrebbe essere l’incipit di un racconto vero e proprio…

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  8. cristinabove ha detto:

    poetella, non sappiamo…

    Mirka, ricordo ma forse sarebbe meglio, per me, non ricordare.
    la gioia allora non era il mio stato abituale.
    un abbraccio

    Massimo, vero, eh? mai voltarsi se stai per spiccare il volo!

    the, all’azzardo non ci avevo pensato, che forza!

    Mimma, o vivere come se non fosse accaduto niente.

    frantzisca, nun llo so mica!… ‘sta materia mi sa tanto di tapis roulant, massimo deltaplani.

    Elis, la mano che dipinge la mano, i labirinti, ecc… ma pure Gödel col suo teorema…l’ncompletezza affascina, ecco.

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  9. guido mura ha detto:

    Ci sono cose che dobbiamo apprendere da soli, Cristina, anche a costo di farci del male. Seguire un modello va bene, per un po’, ma poi il resto del lavoro spetta a noi, e se vogliamo volare bisogna provare a farlo e capire così se abbiamo ali e penne e piume.

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  10. Riyueren ha detto:

    Eccomi,con un po’ di problemi (agli occhi) che mi limitano la possibilità di seguire gli amici…sai quanto amo i voli, con l’anima, con le parole..fa lo stesso.Tu sai volare sempre, Cri: hai piume infinite.Namastè.

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  11. cristinabove ha detto:

    Guido, a volte nemmeno i voli sperimentati realmente, bastano a convincersi di saper volare…

    Riyu, prepariamoci a sorvolare oceani… sulle ali della poesia. Namastè.

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  12. graziagardenia ha detto:

    Qui ho già capito che mi si ruba il mestiere . . .
    Bravabravissima
    g*

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  13. robertomeister ha detto:

    Davvero brava… ho letto avendo davanti agli occhi alcune scene de ” Il cielo sopra Berlino ” di Wim Wenders.

    Una bella serata mia cara Cristina

    Roberto

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