L’arca non aveva posti a sedere

i mangiatori di salep
ebbero giorni d’acqua
velari aggiunti dalle nubi basse
a proteggere il sonno dei conigli
da sciacalli e leoni
tra_versi a masticare
radici d’orchidea sull’Ararat

le donne ebbero lenze da calare
ai pesci stupefatti sopra il monte
tutto era mare e senza alcuna ombra
attesero il ritorno della terra
per abbigliarsi ancora a fiori gialli

misero sogni in cassaforte e mali
da non saperne i nomi
lordure fino al sommo dei pinnacoli
le vie della discesa o dell’ascesa
fisse in un muto spazio

ardirono  approdare in porti ostili
racchiudere nel cerchio ogni esistenza
eludere le fiere dei gironi
affamate d’inferni e paradisi

i relitti e le impronte degli dei
sulle rotte acherontiche di sangue
affioravano in grembo alla pangea

persefoni in gramaglie
aspettavano il sole.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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35 risposte a L’arca non aveva posti a sedere

  1. carmen ha detto:

    Rovesciate tutte le coordinate spaziotemporali – significati-sensorial-emotive – fantastiche-mitologiche surreal-metafisiche… e altre ancora che neppure so più identificare!
    La tua fantasia è incontenibile
    Ripasserò con più tempo a rileggere
    buona settimana
    car

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  2. elis19mr ha detto:

    E’ vero, “la tua fantasia è incontenibile”…ma direi di più: è inesauribile, con nostro sommo piacere.
    L’arca aveva solo posti in piedi, ma certo è che le persefoni in gramaglie aspettavano da molto prima di vedere il sole!
    Chissà che un altro diluvio universale non faccia inabissare l’arca e possa raccogliere (posti in piedi) quelle pupazze in processione, così imbarazzanti per gli dei… 🙂
    E che dire se contaminassimo il mito di Persefone con quello di Eva? Laggiù la prima mangiò i semi di melograno che l’obbligarono a rimanere per sempre nel mondo degli inferi; lassù la seconda mangiò la mela proibita che la costrinsero a scendere sulla terra: risultato finale, ebbero entrambe una vita…d’inferno!

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    • cristina bove ha detto:

      cara Elis, io lascio che i miei pensieri gironzolino nella mente, poi d’improvviso cominciano ad assestarsi nei versi che poi scrivo.
      mi piace molto il parallelo tra Proserpina e Eva… a ben pensarci, a noi donne la frutta porta proprio sfiga… il pomo della discordia, i pomi delle Esperidi…
      😀

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  3. bruno amore ha detto:

    Intergalattica Signora, sempre eccellente in queste sue perigrinazioni spazio-temporali, mai banali, anzi magistrali.

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  4. D. Q. ha detto:

    Proprio in questo momento una mia amica ha scritto su fb chiedendo se qualcuno ha un’arca da prestargli perchè dallle mie parti sta piovendo a dirotto… Che coincidenza…

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  5. i MITI HANNO ISPIRATO TANTI POETI MA QUI C’E’ UN ANDIRIVIENI TEMPORALE CHE STRUGGE. IL DRAMMA NON è SOLO DELLA DONNA, L’ARCA FA ACQUA PER TUTTI. e LE DONNE CONTINUERANNO A PIANGERE E A RENDERE “FIGLI” GLI UOMINI PERDUTI.
    POVERA EVA, POVERE CARIATIDI A REGGERE IL TEMPIO.., CHE PRECIPITA, VOSTRO MALGRADO PRECIPITA.

    NARDA

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  6. theallamente ha detto:

    L’arca, in ogni caso, approda. Come ogni vita. L’andare delle donne è eterno riprodursi di movimento: danza della vita. Onda d’amore
    Versi bellissimi, Cri. Non c’è limite al tuo creare bellezza

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  7. Bianca 2007 ha detto:

    Insomma,via di salvezza,di perdizione o metafora per un’altra sponda?
    …E intanto il silenzio in silenzio meditava la grandezza dell’uomo fatta poesia.Mirka

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  8. massimobotturi ha detto:

    una genesi apocrifa

    eruttata dal magma della tua mai sopita creatività

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  9. robertomeister ha detto:

    Un rovesciamento spazio temporale molto illuminante… come sempre qui
    Grazie Cristina

    Roiberto

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  10. guido mura ha detto:

    Quanto vorrei essere già sull’arca, perché da qualche parte approda e il sole torna prima o poi; ma qui deve ancora arrivare qualcosa, e spero che non sia il diluvio.

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  11. ciprea ha detto:

    mi ha incantata leggerti Cristina,perché l’arca è un simbolo di alleanza e speranza, un traghetto tra il dolore e l’unione vera, quella che trascende ogni conflittualità, ogni interesse… come ogni artista sei una visionaria e questo si vede nelle tue opere che sanno toccare e mescolare insieme varie dimensioni e realtà,

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  12. carmen ha detto:

    Certo che pensare ai posti a sedere sull’arca è semplicemente geniale.
    Ora ho riletto con la necessaria attenzione la poesia e devo sottolineare quello che ti fa essere “Grande Poeta”: è quell’insieme di profondità delle idee che esponi, modo leggero, quasi ironico, a volte, con cui lo fai (in questo caso no, è un modo serio perché non si disperda l’efficacia!) e ancora, l’accostamento di termini in modo tutto tuo e solo tuo e che nessun altro saprebbe ripetere neanche se si impegnasse con tutte le forze possibili e immaginabili, e l’arricchimento con riferimenti a miti e ancora con metafore tra le più impensabili per un comune mortale… come me, per esempio…!
    Che c’è altro?
    C’è che non si può fare a meno di passare a salutarti ogni mattina, sapendo di trovare non solo un gioiellino ogni volta, ma anche tanta accoglienza che è quella che viene dalla tua anima nobile.
    Sai come mi sento fortunata ad averti conosciuta? Credo che questa sia una delle più belle cose che mi siano capitate in questi ultimi anni.
    Grazie di esistere – anche per me -!
    Ciao, ti abbraccio
    Carmen

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  13. carmen ha detto:

    Questo è un regalo per te:

    per tutte le volte che con leggerezza esprimi pensieri pesanti!

    Ciao
    car

    (PS: non si riesce più a mettere il link che da solo si apra, bisogna fare il copia e incolla o c’è un altro modo che non conosco?)

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    • cristina bove ha detto:

      “Sai come mi sento fortunata ad averti conosciuta?”
      Ecco, anch’io, di aver conosciuto te.
      Cinque anni, carissima, da quel sito azzurro che ci avvicinò.
      Io che ho la memoria di un setaccio, ricordo perfettamente le prime mail e le prime telefonate.
      Adesso posso dirtelo, sei stata la prima mente poetica ad accostarsi alla mia, ne ero sorpresa, stupita, sono certa che lo ricordi anche tu.
      si poteva finalmente comunicare l’ineffabile… nei limiti dell’umano, s’intende.
      da lì poi ne sono arrivate altre di menti che mi hanno affascinata e con le quali è un piacere immenso condividere tutto, poesia, colori, musica…
      Ma tu hai un posto speciale nel mio cuore.
      sono grata alla vita che tu esista.
      grazie di tutto e della musica. il link funziona perfettamente.

      un abbraccio grande
      cri

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  14. domenica luise ha detto:

    Bellissima immagine magistralmente coordinata alla poesia: le donne aspettano di abbigliarsi ancora in fiori gialli, è l’eterna attesa femminile in questa tempesta dove l’arca è una zattera scomoda che regge male la furia delle onde o dolore. Eppure, quanto sole o speranza di sole c’è in quei fiori gialli anche soltanto sognati con coscienza di illusione.Persefoni in gramaglie aspettavano il sole: è il nostro destino, forse la nostra forza.

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    • cristina bove ha detto:

      cara Mimma, le gramaglie verranno abbandonate per vesti fiorite di girasoli?…
      chissà!
      noi donne lo vorremmo, un mondo senza più guerre, oscurità, violenze, noi che la vita la diamo e tutte, credo, vorremmo dare agli esseri nati da noi una realtà senza dolore e lutto, e invece…
      grazie per aver gradito l’immagine.

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  15. falconieredelbosco ha detto:

    “una realtà senza dolore e lutto per i nostri figli “scrivi qui nella risposta a Mimma ,sarebbe bello, io continuo a insegnare loro a sperare ed avere fiducia, la colomba se non arriva devono provare a farla uscire dai loro cuori, nell’arca in cui vivono, in piedi, in ginocchio o seduti.

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  16. aitanblog ha detto:

    Splendida visione, splendidamente resa.

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  17. maria allo ha detto:

    Mi sorprendi sempre !
    Ma sdrammatizziamo…………

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  18. Anonimo ha detto:

    È una magia, parole che portano sapore del mito e significati sommersi che invadono di favola vera. Bella bella!!

    Ciao Cristina,

    Doris.

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