Spunti di riflessione

Nessuno può dire di sé “io sono” riferendosi al proprio corpo, che si trasforma di continuo, che non è lo stesso neanche un attimo dopo averlo pensato. Nessuno di noi sarà mai come prima, nessuno potrà mai fare due volte lo stesso respiro.
Siamo transeunti e mutevoli.
Attraversiamo il Tempo e ne siamo ogni attimo trasformati: allora, chi dice “io”?
L’anima, direbbero i credenti, configurandola esterna al corpo.
Quid, si potrebbe dire, nell’indefinitezza del termine.
Sapendo che la materia di cui consistiamo è un insieme di particelle, fotoni, muoni, bosoni, riconducibili tutte a luce, energia quantica vibrante, non siamo già da ora, nell’attimo presente, “altro”?…

La percezione di quel che siamo è il risultato dell’esperienza fatta, quindi del passato che, in quanto tale, non è più esperibile; tuttavia è stato il gradino che ci ha permesso la conquista di quello successivo. Quindi continuo movimento.
Eppure l’io di ciascuno tende a cristallizzare il sé in un concetto statico.
Un artificio che è funzionale all’addomesticamento della coscienza. I sistemi religiosi se ne servono per il controllo dei seguaci.
La storia, con tutto ciò che vi è connesso, alternanza di regnanti, sistemi filosofici, ideologie teoretiche e dogmatiche, è il risultato di adattamenti relativi al periodo in cui viene scritta.

Spaesati, per essere riconosciuti e accolti nel tessuto sociale, abbiamo dovuto conformarci alle regole e ai dettami dell’ambiente in cui viviamo, fin dalla nascita. E perfino quando conquistiamo la consapevolezza del condizionamento, ne siamo irrimediabilmente fagocitati e portatori.

Essere liberi è accettarsi nei molteplici aspetti della personalità e può essere frutto solo di una evoluzione costante. E la coscienza del bene e del male, conquista e retaggio dell’umanità dagli albori della sua comparsa sul pianeta, dovrebbe sostituirsi a qualsiasi credo cieco, essere la sola forza propulsiva dell’ulteriore cammino verso la Conoscenza.

Dovremmo rispettare ogni esistenza, riconoscerci in ogni manifestazione di vita.
E se pensassimo che una traccia di noi, fosse pure soltanto una serie di coordinate quantiche, è destinata all’eternità, è già nell’eternità, sentiremmo soltanto la necessità di amarci. E non certo di quell’amore sdolcinato e menzognero che il romanticismo storico suggerisce da secoli.

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Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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26 risposte a Spunti di riflessione

  1. maria d'ambra ha detto:

    Purtroppo il potere dei condizionamenti è fortissimo, tutti ne siamo vittime per il solo fatto di vivere in società e anche perché si può trovare, sotto mentite spoglie, perfino in aspetti della vita che pensiamo immuni dalle influenze o sui quali addirittura crediamo di essere noi i soli ad avere il controllo… Ma non è poi tutta questa sofferenza per chi è ancora cieco, diventa insopportabile invece per chi vede e sa che non può accelerare, neanche di un istante, i tempi del risveglio altrui…
    Chi ha lavorato all’elaborazione di questo piano a lunghissima scadenza, che prevedeva il dominio di pochi su un immenso gregge, nei secoli dei secoli, è stato davvero abile nello sfruttare le debolezze umane… e cosa si può fare di fronte alla desolazione, violenza gratuita, prepotenza, contro il furore che ci circonda? Accolgo il tuo invito all’attenzione, al rispetto e all’amore come unica possibilità verso il ritrovamento di sé, verso il ricordo dell’unità che il potere dominante ha voluto dividere e verso il ripristino dell’armonia, dell’equilibrio…
    un abbraccio

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    • cristina bove ha detto:

      infatti, cara Maria, il potere del condizionamento è così potente che mentre si sta “dentro” non ce se ne accorge.
      ricordi il mio post sul labirinto? è solo quando si riesce a sorvolarlo che lo si può osservare in tutta la sua insidiosità.
      per fortuna, una volta assaporato il volo e “visto” dal di fuori, non è più possibile tornare ad esserne prigionieri.
      e finalmente si può andare incontro a tutto l’universo
      nel tempo e fuori dal tempo…
      e quando tutti avranno guadagnato l’uscita, finalmente i cialtroni approfittatori saranno stati messi in condizione di non nuocere.
      al futuro equilibrio.
      un abbraccio, grazie.

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  2. lallaerre ha detto:

    Cristina, in una pagina hai riassunto un intero trattato di “vera” psicologia. Apprezzo moltissimo e condivido totalmente le tue parole.

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  3. rossella ha detto:

    Cristina, che meraviglia incontrare lungo il corso della vita qualcuno che la pensi esattamente come noi. Non a caso in splinder il mio blog era METAMORFOSI. Non posso che sottoscrivere in toto tutto ciò che esprimi in questo prezioso post. Hai fatto benissimo a divulgare tali teorie e spero che in un futuro non troppo lontano attechiscano, perché sono stufa sentirmi dire, ogni volta che ne parlo, che sono una ” fuori di testa”. Grazie cara, un sereno sabato un bacio

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    • cristina bove ha detto:

      sì, Rossella, conosco il tuo pensiero. Ma, ti chiedo, chi sono quegli sciocchi che, ignorando di cosa è composta la materia, ti considerano fuori di testa?
      sai che ti dico? se essere fuori di testa significa appartenere alla schiera di scienziati e uomini illuminati, allora sì, siamo, certamente e orgogliosamente, fuori di testa.
      e via i beghinaggi dalle nostre case interiori, dalle nostre menti.

      un bacio e buon pomeriggio

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  4. aitanblog ha detto:

    Copio e incollo da un mio post di qualche tempo fa per mostrarti la mia condivisione:

    Somos lo que hacemos para cambiar lo que somos. Siamo quello che facciamo per cambiare quello che siamo. Dice così Eduardo Galeano, e ci ricorda che l’identità non è un pezzo da museo esposto tutto tranquillo in vetrina, ma la straordinaria sintesi delle nostre contraddizioni di ogni giorno; ed è proprio con questo magmatico coacervo di contraddizioni che dovremmo imparare a vivere e convivere; perfino dovremmo alimentarle le nostre contraddizioni, perché without contraries is no progression. Attraction and Repulsion, Reason and Energy, Love and Hate, are necessary to humane existence. Senza contrari non c’è progresso e si perdono i contorni del senso. E questo era Blake. E questa è la vita, che cambia ogni momento sotto l’azione del tempo, cambia, cambia, todo cambia, y así como todo cambia que yo cambie no es extraño. Cambia lo superficial, cambia también lo profundo; cambia el modo de pensar, cambia todo en este mundo. Cambia el clima con los años, cambia el pastor su rebaño; y así como todo cambia que yo cambie no es extraño.

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    • cristina bove ha detto:

      il grande Galeano! grazie di averlo riproposto!
      hai provocato anche in me un’associazione con Einstein, ricordi quella specie di proclama?

      “La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

      Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
      Senza crisi non c’è merito.
      È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze.
      Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro.
      Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa,
      che è la tragedia di non voler lottare per superarla.
      — Albert Einstein

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  5. domenica luise ha detto:

    Essere liberi, per l’essere umano, è raggiungibile come la voglia di volare, anzi direi che le due cose coincidano. Siamo fatti per il volo, ma impossibilitati sia fisicamente che psicologicamente per il bisogno che abbiamo degli altri con i quali condividiamo il pianeta. Tutti ci pressano intorno per ottenere quello che vogliono: il predominio. Piace avere discepoli e umili ancelle così non è libero e non vola chi compie la prepotenza, ma nemmeno chi la permette.
    Abbiamo bisogno degli altri: dei genitori, dei figli, degli innamorati e di un amico-a. Che un supermercato ci rifornisca di pasta e di latte e il fruttivendolo delle nespole, è una continua, vicendevole dipendenza a partire dalle cose elementari per passare ai rapporti interpersonali o viceversa. Ma c’è una violenza intrinseca all’essere umano, che si manifesta nella prepotenza maschile e nel lamento femminile fino a passare alla violenza materiale e psicologica sui più deboli o comunque meno aggressivi ed addirittura alla religione imposta con la paura dell’inferno per addomesticare il gregge. Tutto ciò è un costante assassinio della libertà altrui e, automaticamente, della propria libertà. Credo tuttavia che si possa ottenere una libertà interiore parziale, forse momentanea, ma gustosa e vera, perché la libertà è come la felicità: a breve termine.

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    • cristina bove ha detto:

      “Ma c’è una violenza intrinseca all’essere umano, che si manifesta nella prepotenza maschile e nel lamento femminile fino a passare alla violenza materiale e psicologica sui più deboli o comunque meno aggressivi ed addirittura alla religione imposta con la paura dell’inferno per addomesticare il gregge. Tutto ciò è un costante assassinio della libertà altrui e, automaticamente, della propria libertà. Credo tuttavia che si possa ottenere una libertà interiore parziale, forse momentanea, ma gustosa e vera, perché la libertà è come la felicità: a breve termine.”

      ho voluto riportare la conclusione di questo tuo lucido commento perché sintetizza perfettamente tutto quanto.
      la libertà è pensare con la propria testa, mettersi in ascolto della propria parte divina che parla incessante, ma inutilmente, se non prestiamo attenzione, se ci facciamo trainare da idee preconcette, e non ci arrendiamo nemmeno di fronte all’evidenza.
      e così facendo aggiungiamo fascine alle pire erette per i roghi.

      che possa nascere una nuova umanità consapevole, nella quale non sia permesso a nessuna ideologia oppressiva farsi oscurantismo e misitificazione! al più presto.

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  6. marzia ha detto:

    Cristina, c’è una mutevolezza alla quale nessuno sfugge.
    C’è una immutevolezza alla quale nessuno sfugge.
    E’ quella che prende kairos come parametro di riferimento.
    Invece di cronos.
    Che ne pensi?

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    • cristina bove ha detto:

      cara Marzia, l’immobilità è solo apparente, come teorizzava anche Plotino.
      su Kairos e Kronos scrissi, non molto tempo fa, un post su cui ci furono parecchie dissertazioni e un interessantissimo scambio di opinioni.
      ciao, e grazie del tuo intervento.

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  7. annitapoz ha detto:

    Ottima riflessione!

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  8. annitapoz ha detto:

    Dimenticavo: davvero spassoso il riassunto storico di Bruno Bozzetto 😉

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  9. pieramariachessa ha detto:

    “Essere liberi è accettarsi nei molteplici aspetti della personalità e può essere frutto solo di una evoluzione costante. E la coscienza del bene e del male, conquista e retaggio dell’umanità dagli albori della sua comparsa sul pianeta, dovrebbe sostituirsi a qualsiasi credo cieco, essere la sola forza propulsiva dell’ulteriore cammino verso la Conoscenza.

    Dovremmo rispettare ogni esistenza, riconoscerci in ogni manifestazione di vita”.

    Tanti gli spunti per la riflessione in questa tua nota, Cristina, tanti i pensieri che sento anche miei. Il passo che ho riportato credo sia centrale nel tuo approfondimento e lo condivido con forza. La società sarebbe ben altro partendo da questi presupposti, sarebbe realmente una società “civile”, costituita da uomini “liberi”, dentro di sé e fuori, convinti sempre che la propria libertà abbia i suoi confini in quella del prossimo. Ma senza un difficile percorso personale portato avanti per tutta la vita non ci “si avvicina” a questa consapevolezza.
    Concordo anche sulle ultime frasi, se si ha amore per gli animali e per l’ambiente non si può che avere per loro cura e rispetto.

    Grazie.
    Piera

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  10. cristina bove ha detto:

    cara Piera, è ben per questo che bisogna resistere e non farsi scoraggiare dalle chisure censorie che tengono prigioniere le menti.
    e magari mostrare a chi non ha mai riflettuto abbastanza, la ridicolaggine di certi orpelli, vesti, funzioni, ecc…
    Ovunque, come diceva a ragion veduta Marx, la religione è l’oppio dei popoli.
    Umberto Eco, invece, in una delle sue “bustine di minerva”, ipotizzava che fosse la cocaina dei popoli; adducendo la motivazione del bisogno della gente di drogarsi per non pensare realisticamente alla propria condizione di schiavi.
    il dolore, la malattia, il disagio, fanno il resto, è più facile credere che soffrendo qui si andrà poi Lì…
    e non ci si rende conto che in questa maniera si favoriscono i potenti, i detentori delle risorse del pianeta.

    ciao

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  11. theallamente ha detto:

    amore: sa ridere, come l’universo
    baci

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  12. rossella ha detto:

    Cristina cara buongiorno. Eccomi a rispondere alla tua domanda. Tranne qualche amico che si è addentrato in studi di quantistica, praticamente tutti , Ogni accadimento va ricondotto alla creazione, alla divinità, nella la versione più comune. Creati come pupazzi in creta,un soffio per darci vita, solo a Dio (quello che ci butta nelle fiamme, non energia cosmica) è dato decidere, rinnegando quindi anche il libero arbitrio. Guai a parlare di onde magnetiche, lì scatterebbe il ricovero coatto.
    Bisognerebbe introdurre queste conoscenze nelle scuole, al posto o a completamento di altre discipline, ma…..figuriamoci. Buona domenica, un bacio

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    • cristina bove ha detto:

      cara Rossella, è da secolii che l’oscurantismo regna sovrano, pur di far collimare “sacre scritture” si negano scoperte scientifiche e si mettono al rogo coloro che provano ad aprire le menti.
      il gregge è più governabile e controllabile se lo si lasci nell’ignoranza e nello stato di bisogno.
      si sostituisce alla giustizia, la riprovevole carità.
      si permette a una minoranza di epuloni, di sfruttare le risorse che dovrebbero essere di tutti.
      insegnare la verità, nelle scuole! ma scherzi? e come farebbero ad avere il controllo sugli spiriti liberi?…
      baci

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  13. annamaria49 ha detto:

    La libertà completa non esiste: dipendiamo sempre da qualcuno o da qualcosa. Sin dalla nascita il nostro destino è segnato, ma sinché sono gli affetti il nostro legame, trovo che il dipendere non sia poi male, è solo il predominio che toglie la libertà e ci tarpa le ali. L’uomo avido ha manie di possesso e nei suoi progetti per raggiungere lo scopo, è capace di ogni sorta d’azione. La religione intesa come condizionamento genera marionette nelle mani di chi sposta i fili, la vera religione non condiziona, non impone, non sfrutta, ma parla di verità, di umanità, di valori veri messi a disposizione del prossimo, di “amore”.

    Interessanti le tue argomentazioni, quanto i commenti dei tuoi lettori.

    Grazie, cara Cristina, per il ricco post.
    Ti auguro un buon proseguimento domenicale.
    con affetto
    annamaria

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    • cristina bove ha detto:

      “la vera religione non condiziona, non impone, non sfrutta, ma parla di verità, di umanità, di valori veri messi a disposizione del prossimo, di “amore”.

      Se fosse così, cara Annamaria, questo mondo non sarebbe nel disastro irreversibile in cui l’avidità e l’ipocrisia lo hanno condotto.
      Sono pochi gli uomini che vivono di quei valori da te elencati. Troppo pochi per salvare tutti.
      Ma è bello pensare che se così fosse, avremmo ancora una minima chance.

      affettuosamente buona settimana

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  14. lementelettriche ha detto:

    Fra la tua riflessione e i vari commenti, ha ragione @lallaerre 🙂 meglio di un trattato in sintesi.

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