Una storia piegata in quattro

*
Per occupare meno spazio
per farla combaciare ai bordi
scritta soltanto a titoli
e nell’indice
il quanto e il come un foglio
di qualche vita parallela
vissuta di gerundi
endecasillabando le giornate

**
in certe stanze d’accoglienza
stampati alle pareti
sulle sedie sbilenche i viaggiatori
biglietti nella mano
glieli controlla il dazio del dolore
le domande taciute
incerottate fanno il girotondo.
Dietro la porta è il giorno prima
quando non si ponevano questioni

***
si riempiono sacchetti in farmacia
di medicine salvavita
come nel supermarket gli scaffali
non hanno donne nude ad ammiccare
accanto alle vetture
ma piedi in primo piano sui cuscini
giunture e panciasnella
da inclemenza
di maldamore più che malamore

****
ecco perché stratificata insiste
la notte dei ripieghi
il viaggio dalla sedia al comodino
anni di solitudine per scelta
costeggiando riviere moti ondosi
farsi carte da sbarco in un cassetto
e cosa c’entra lei
se in poco spazio accade tutto questo
se mai si ferma il mondo?

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in CriBo, poesie. Contrassegna il permalink.

16 risposte a Una storia piegata in quattro

  1. domenica luise ha detto:

    Il mondo non si ferma ogni volta che Cristo muore dentro ognuno degli esseri umani su questa pallina in equilibrio nell’infinito. Continua a ruotare e a procedere quando una madre piange oppure ha male e non c’è nessuno a tenerle la mano oppure un figlio non trova la tenerezza in cui dovrebbe crescere, quando l’innamorato mentiva regolarmente e non era il primo né l’ultimo ed ogni volta che la donna si snatura in belva a vendetta del male ricevuto. E gira, questa pallottola ridicola, azzurra o sangue che sia, anche adesso, mentre i telegiornali ci ragguagliano sugli orrori quotidiani e le rose sbocciano perché è maggio e gli uccelli cantano. Faccio il mio viaggio anch’io dal letto al comodino e così è per tutti: un giorno in più o in meno, anzi ore, facciamo minuti. Magari una è stata un’ingenua per un po’, una volta che ha capito l’inequivocabile guarda il suo frappè di sogni e lo versa pian piano a sepoltura nella terra che tutti ci accoglie.

    "Mi piace"

    • cristina bove ha detto:

      Cara Mimma, il riferimento cristico è il tuo modo di accogliere l’uomo, l’essere umano con tutto ciò che ne deriva e, anche se non somiglia al mio, ne apprezzo ogni valenza.
      Oltre alla distanza dai corpi, che può essere volontaria, come la mia in questo caso, c’è quella dai sentimenti. Sempre più mi capita di allontanarmi dagli stereotipi romantici, e sempre più sto tentando di spogliarmi di quanto mi zavorra.
      Il mondo esterno è una meraviglia, ma la domanda che mi nasce dentro è: perché non sappiamo collocarci con tutto quanto ciò nell’universo?
      Sono sicura che si precipiterebbero a valanga a dirmi che non ci è dato sapere…
      E difatti lo so, di non sapere.
      Pure sospetto di essere eterna.

      "Mi piace"

  2. carmen ha detto:

    Certo, cosa c’entra lei? il mondo in una stanza, come per Emily. Ma il mondo è nella stanza perché è già nella testa e la testa è nel mondo, come per Elias, stavolta… Insomma, questa mattina mi hai completamente sorpresa. Non che non mi aspettassi da te una poesia così, insolita e molto prticolare, ma mi hai proprio rivoltato il mondo poetico come un calzino… e mi sono detta: allora, è così che si fa poesia! Niente di nuovo? No, tutto di nuovo. E con te, bisogna stare sempre… all’erta. Già mi aspetto la prossima sorpresa!
    Ciao, buon dì
    Car

    "Mi piace"

    • cristina bove ha detto:

      Carissima Car,
      “il mondo è nella stanza perché è già nella testa e la testa è nel mondo”

      tu cogli tutto subito e io, che ho letto tanto e disordinatamente, devo ammetterlo, a volte neppure ricordo chi e che cosa lessi e mi restò nella memoria.
      Di poesia, invece,confesso di non averne letta molto. Non con la dovuta attenzione e forse questo è un mio limite.
      Per questo mi è così prezioso il tuo commentare, che mi porta a spaziare e mi incuriosisce sulla scrittura altrui.
      E poi è irrinunciabile sorprenderti!
      Grazie.
      un abbraccio

      "Mi piace"

  3. rossella ha detto:

    Apprezzo oltremodo la tua poesia, allo stesso modo il tuo liberarti dalle zavorre che ti permette di avere un mondo nella testa e la testa nel mondo. bellissima!!!!!!! Ciao, bacio

    "Mi piace"

  4. aitanblog ha detto:

    In realtà, il mondo si è già fermato miliardi e miliardi di volte. In realtà, il mondo si ferma ogni volta che finisce una vita, ma solo per chi quella vita l’ha finita.

    "Mi piace"

  5. theallamente ha detto:

    tutto sembra scorrere e non fermarsi mai. Così il tempo, il mondo, la vita… ma noi ci soffermiamo, a volte, per cercare di capire
    baci

    "Mi piace"

  6. maat ha detto:

    Da questa distanza è difficile seguirti, io ce la metto tutta, però.
    Se non mi vedi spesso è perché sono presa da altri pensieri, altre vite…
    m

    "Mi piace"

  7. annamaria49 ha detto:

    Ho letto una tua risposta, cara Cristina, sono stata catturata dal commento di Mimma sempre così attenta e profonda. Tu dici: “Perché non sappiamo collocarci con il bellissimo mondo esterno?” Io credo, cara, che essendo noi imperfetti dentro non abbiamo ancora questa possibilità: è il nostro peccato, anche colui che è santo ne ha qualcuno, la nostra colpa umana che ci porta a non godere appieno delle bellezze che il Creatore ci dona.
    La tua poesia è bellissima e riguarda le tue riflessioni acute e tanto sensibili, quelle che sgorgano copiose nella tua mente mentre sei nel tuo habitat con un occhio all’esterno e un occhio alla tua realtà, che poi è o diventa di tanti più il tempo passa.
    Un abbraccio affettuoso
    annamaria

    "Mi piace"

    • cristina bove ha detto:

      Cara Annamaria, ti ringrazio del commento che mi dispiace non poter condividere in quanto atea convinta, e per giunta darwinista. Non penso in termini di peccato né di imperfezione, ho invece ben presente lo smarrimento che prende di fronte all’immensità di un sistema universale quantistico di cui questo minuscolo pianeta e la sua umanità fanno parte.
      Mi ispiro alla scienza come referente della realtà, prossima e distante, ma so che molta della fenomenologia di cui non sappiamo darci spiegazione, è reale, malgrado non se ne conoscano le coordinate.
      Prendo il tuo commento, però, come un abbraccio fraterno e comprensivo, che cerca di attenuare la sensazione che prende chi, come me, non condivide un credo religioso.
      Grazie per gli apprezzamenti sempre cari e gentili ai miei testi.
      Ricambio con affetto il tuo abbraccio.

      "Mi piace"

  8. frantzisca ha detto:

    C’entra, c’entra come le rose. Dapprima in boccio, crescono, si aprono al sole alle grandinate inaspettate, appassiscono e muoino per lasciare vita ad altre rose, ai semi caduti. Nel frattempo spandono fragranza e bellezza anche se ferite, e chissà che anche loro non si pongano “certi” interrogativi, in fondo sappiamo di “non sapere”
    ma alcuni varchi si aprono all’improvviso per chi non si stanca mai di andare alla ricerca, per chi con umiltà si apre al nuovo senza rimanere abbarbicato a quel poco che gli è stato insegnato, che tutte le teorie sono destinate ad essere sovvertite dall’ultima.
    Più che nel mondo, io quella testa la vedo proiettata in ben altra dimensione…non è che una ciabattina è qui e l’altra per ex in altra galassia? Scherzo Cris, ma so che tu sai quale profumo ho colto dal fiorire di questo tuo roseto, a prescindere dal detto.
    Un bacio

    "Mi piace"

    • cristina bove ha detto:

      Carissima, è molto bello quanto scrivi sulle rose, mi affascina il tuo modo di “sentirle” e anche la prospettiva infinita in cui le poni.
      Alcuni varchi si aprono, hai ragione, quando meno te lo aspetti e mi piace quindi anche il tuo porti con umiltà verso sempre nuove mete della conoscenza.
      Sappiamo bene che non si tratta dell’essere umani in quanto forma, ma dell’essere sostanzialmente luce.
      Purtroppo è così difficile sbarazzarsi dai condizionamenti che ci legano a una immagine di noi piccola e sofferente, dubbiosa del suo stesso consistere.
      Esseri multidimensionali, lo siamo di sicuro, ma ce lo dimentichiamo e ci sentiamo solo ciabattini.
      Ti abbraccio forte, so bene che le rose anche per te hanno altro significato.
      Phi, il numero aureo.
      bacio

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.