La sua veste color settembre

.

è del colore giusto il mese
pieghe sul petto
cucite a nido d’ape
nasce di felce e di vitigno antica
ha le manine affusolate
dice la zia ce le giochiamo al lotto
undici tre cinquanta sulla ruota
di Napoli

raccontavano che
vinsero al terno secco
vestirono di rosa la bambina un fiocco
e bomboniere di confetti a mandorla

le dita in questo mese da tastiera
scrivono vita e nell’astratto rugginoso
e oro
dispongono frammenti di mosaici
per l’attimo seguente
che invece sarà un attimo a ritroso

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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18 risposte a La sua veste color settembre

  1. stefano re ha detto:

    “dispongono frammenti di mosaici
    per l’attimo seguente
    che invece sarà un attimo a ritroso”

    ecco tre versi che avrei voluto scrivere io.
    Stefano

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  2. aitanblog ha detto:

    Trovo molto suggestivo anche il collage che illustra questi versi intrisi di nostalgia e di napoli.

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  3. margueritex ha detto:

    non ti vedo più sul blog…un abbraccio

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  4. rossella ha detto:

    Ah questo tempo che non si sa mai se è futuro, presente o passato, giacché la linea di confine è quasi invisibile. Forse dallo stato d’animo si può risalire alla stagione, ma sempre con approsimazione. Bellissima cris, struggente quasi. E bella è l’immagine, che evoca nostalgia. Gira che ti rigira, è sempre lì che andiamo a finire. Baci

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  5. carmen ha detto:

    Nell’immagine c’è una bimba bellissima, sembra pensierosa, come se già prefigurasse il tempo futuro.
    Nella poesia c’è una donna bellissima (non si vede, ma si sente) che torna indietro a ritrovare la bimba, si danno la mano e camminano sempre insieme.
    La piccola, però, non ne vuol sentire di storie che uniscono il punto di partenza a un immaginario punto di arrivo. E io le do man forte!!!
    La musica purtroppo non si sente perché compare la scritta “questo video non è al momento disponibile”; ma dal titolo dovrebbe essere una bella musica, per me che amo il suono della chitarra..
    Ciao
    Car

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    • cristina bove ha detto:

      Car, mi piace molto che tu abbia unito la bimba e la donna in un cerchio immaginario, ché poi di questo si tratta, un persistere eternamente presente.
      la musica non si udiva perché avevo ridotto l’immagine, adesso che l’ho inserita correttamente si dovrebbe sentire. è molto bello il suono della chitarra.
      ciao

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  6. Fausto marchetti ha detto:

    nei giorni di maggio questa canzone porta malinconia…
    la donna scrive con dita di bambina caratteri ruggine e oro come i colori dipinti dal bosco
    canta così la terza strofa
    “guarda cos’hai fatto
    perchè, ora sei diventata una donna
    riesco ancora a sentirti piangere
    in un angolo, nella tua stanza
    e guardare come ci siamo allontanati
    così lontani rispetto a com’eravamo
    ma non tanto lontani da dimenticarci
    com’era prima…

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    • cristina bove ha detto:

      grazie, Fausto, di aver dato la tua versi_one del finale.
      credo anch’io che non dimentichamo, anzi diventiamo altro proprio grazie alla memoria.
      Secondo me nessuno dimentica il proprio vissuto, coloro che tentano di farlo forse hanno vergogna delle proprie azioni. chissà…
      buona giornata

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  7. marzia ha detto:

    Un apporto che coniuga realtà, biografia e poesia, Cristina ..
    E, naturalmente, in quel nido d’ape c’è serbato molto di più di quanto appare.

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  8. domenica luise ha detto:

    Settembre è un mese speciale perché fa il compleanno quella bambina che guarda con occhi larghi la vita dentro e fuori di sè. E nell’immagine che hai creato, il dentro emerge fuori in tocchi di astratto e gocce. La vita è un mosaico di età che armoniosamente diventano una sola persona. L’azzurro è il tuo colore, hai un dolore azzurro che comunichi.

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  9. domenica luise ha detto:

    PS: E l’attimo a ritroso di cui parli è un riappropriarsi dell’anima bambina, non nel senso bamboleggiante del termine, ma riguardo alla purità amorosa dello sguardo.

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    • cristina bove ha detto:

      SETTEmbre… settanta… sedici 1+6 che fa 7…
      1942 che fa ancora 7
      il 16 luglio nasce il mio primo figlio, ancora 7
      e tante altre date ancora…
      chissà qual’è il destino mio legato a questo numero…
      meglio non indagare.

      mai piaciute le bambole, Mimma, le sentivo come finte, morte.
      preferivo girandole e bolle di sapone.

      grazie, cara, buona giornata e un abbraccio

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  10. theallamente ha detto:

    nei fiocchi e nelle vestine rosa è già scritto il tempo dell’autunno che quando arriva conserva memoria di quel fiore. Ma non lasciamoci fuorviare dall’albero: il trucco è nel seme…
    😉
    baci

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