Scrivere di polvere

per contrastare il lento scivolare delle stanze
su piani instabili
con la pazienza e il tatto
conservarne di suoni e di cadute e tutti
gli orizzonti allineati alle pareti
e le maree talvolta
e l’altro amare

scrivere fiore quando si sa che un fiore scritto
non è quel fiore ma tutt’altro
anche il segnarsi della vita addosso
scriverne è questo passo idiota da spoeta

un dire inutile
muffa dietro il ritratto fatto a penna
alla scadenza nuda e sparpagliata
invio frammenti in ogni direzione
e fosse il dunque______l’ardire mio femmineo
svolgimento infinito di frattali

mi scriverei di sillabe interrotte in un continuo
spargimento di dubbi e incazzature
sbalorditivo l’attimo che torna e torna e torna
in rifrazione eterna

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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13 risposte a Scrivere di polvere

  1. domenica luise ha detto:

    Quello che scriviamo sembra polvere anche a noi stesse e forse lo è, ma si tratta di una polvere che ha una forma, quella del nostro battito vivo. È l’animo che conta, non la penna né la tastiera, che servono soltanto a dargli una concretezza sui passi altrui e un fondamento per i passi di coloro che verranno. Nella prima strofa accenni al”l’altro amare”: battuta cardiaca interessante, direi intuizione oscurissima, lasciata lì, sospesa, in attesa o speranza o comunque un qualcosa che non si sa, ma sentiamo che ci deve essere. Un altro amare non caduco: sarebbe bello.
    È anche vero che un fiore scritto non è quel fiore, ma tutt’altro, però lo evoca e ne comunica il sapore, il ricordo, la bellezza e anche il rimpianto. Prendi la parola peonia oppure viola o rosa o quello che vuoi: sono evocazioni preziose.
    Quindi ti debbo contraddire, scriverne non è un passo idiota da spoeta, ma tu perché l’hai detto? Soltanto per il piacere di contraddire te stessa e di sentirti contraddire dai lettori: chi scrive quello che sente non è uno spoeta, per quanto il mondo sia pieno di spoeti produttori di libercoli.
    Io questa cosa che hai scritto su “l’ardire mio femmineo” mica la capisco, mi sembrano ugualmente arditi anche i maschi. C’è differenza?
    Bellissima chiusa e quanto vera: “sbalorditivo l’attimo che torna e torna e torna in rifrazione eterna”, riprendi l’idea precedente dei frattali : tutti i nostri frammenti messi in ordine dalla poesia.
    Altro che polvere, è vita che rimane.

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  2. carmen ha detto:

    Se scrivere di polvere è così, allora vorrei scrivere di polvere, con la polvere, dentro la polvere, sulla polvere, e riempire il mondo di polvere!!!
    Ma la polvere vola via al primo soffio d’aria e poi non resterebbe niente…
    Ma resta la tua poesia sulla polvere e non avrei mai pensato si potesse scrivere una poesia di polvere, con la polvere, dentro la polvere, sulla polvere!
    Buone cose nuove, che non mancheranno di sicuro, specie dentro quella testolina intelligente e creativa.
    Bacio.car.

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  3. La polvere è un’antologia di vite, carissima Cristina, e tu la/le sai mettere in circolo con la leggerezza che smuove ma non disperde.
    Ti abbraccio forte.
    zena

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  4. aitanblog ha detto:

    In fondo siamo tutti idioti scritti da chissà chi (o da chissà che), e scriviamo in cerca di persistenza, nell’illusione che le parole siano meno volatili di quello che sono.

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  5. lallaerre ha detto:

    il lento scivolare delle stanze su piani instabili…. Cristina anch’io sto ancora scivolando… e la polvere… e le incazzature: ma scrivere è dare forma a tutto ciò, è uno dei modi in cui si ritrova se stessi anche nel caos e nei frammenti, a volte nel dolore: forse spoesia, forse bellissima poesia!
    Bentornata!

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  6. TADS ha detto:

    hai scritto ciò che si vede osservando il mondo riflesso in uno specchio
    bellissimi versi

    TADS

    ps: finito il trasloco??? divertente vero??? 😀

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  7. ninaesposition ha detto:

    Pensieri naufraghi d’aurore avvolti nel telo dell’eternità, agonizzanti come stelle cadenti che si scompongono, si sfaldano ,si sbriciolano…polveri vaganti nel tempo, frammenti di infinito che si depositano sulla nostra pelle… è questa la polvere di cui scrivi ripiegata nella stanza della tua mente , della tua anima… spazio dell’essere in cui ti rifletti, cerchi orizzonti di quel luogo che non abitiamo ma che ci abita come nostalgia, quella “illatitudine” dalla quale siamo esiliati per quell’originaria ed indecifrabile volontà di esistere…
    I pensieri fuggono da loro stessi, non vogliono più scrivere di rose mai “reali rose”, non vogliono più “scriversi”, ammuffire dietro ritratti fatti a penna… vogliono “incielarsi”… “rannuvolarsi” (fisicamente, fondendosi con le inafferabili nuvole inquiline della tua stanza!), illuminarsi, perdersi in una meteorologia suprema che è in fuga senza ritorno…
    D’improvviso l’insight accompagnato dallo stupore: il tempo è un presente trascorso che torna e ritorna … in una rifrazione eterna….
    Magia!

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  8. falconieredelbosco ha detto:

    la polvere è lì
    sospesa nell’aria
    poi arriva un raggio di luce
    e comincia la danza.

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  9. annastrega ha detto:

    viva la polvere,come se grani fossero le tue parole a posarsi su noi che mai più toglieremo quel velo di poesia che ci ha incantato

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  10. stefano re ha detto:

    Cristina, che bella chiusa.
    Stefano

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  11. annamaria49 ha detto:

    Bello l’incipit, bella la chiusa, raffinato il tutto, così armonioso. La tua polvere mi rischiara gli occhi, cara Cristina, mi apre il cuore mi addolcisce la mente, bravissima!
    Un forte abbraccio
    annamaria

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  12. cristina bove ha detto:

    cari amici, avete scritto dei commenti così belli che vorrei avere il tempo per rispondere a tutti singolarmente.
    purtroppo non posso, altre fatiche traslocative mi aspettano.
    questo spostamento mi sta prendendo più tempo e fatica di quanto preventivato.
    un abbraccio forte a tutti
    e GRAZIE!!!

    cri

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  13. meth sambiase ha detto:

    a volte
    ci sono delle scritture in cui mi specchio, al di fuori di me, come in un ritratto inaspettato. Questi sono i frammenti che anch’io invio dappertutto e nei tuoi versi vivo.

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