Agauós

Per quando non ci sarò più
fiore d’agave assiso tra le pietre
in pieno sfiorimento color ocra
e il bianco mio d’intorno una raggiera spenta
allora
sarò soltanto le parole dette
a un disattento viaggiatore
il nucleo d’un sentire
che riuscii così bene a camuffare
rimpicciolito tanto da
permettere di non doverlo amare
da tenerlo di scorta e suscitarlo
quando gli strani tiri della mente
richiedessero ascolto

e non la riempii mai quella distanza
– non potevo da sola –
del mio non detto della mia presenza
della mia poesia d’ogni mio sguardo

per allora vorrei
che ricordasse le penombre i suoni
di tutto quel tacere
e mi vedesse ancora

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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32 risposte a Agauós

  1. rossella ha detto:

    Per una Cristina Bove, i silenzi sono anch’essi poesia. Baci

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  2. Anna Maria ha detto:

    non impone l\’ascolto
    fiore tra pietre
    a chi è distratto s\’offre

    non impone la sosta
    corolla rara:
    solo a chi sa, conforto

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  3. marzia ha detto:

    Leggendoti durante questo ascolto dalle vibrazioni intense per me ( poi ho scoperto che “Ombra mai fu” cantata nel “Serse” divenne l’inno della Casa Reale Inglese..se non erro), mi tornan in mente le parole di Claudio Strinati che descriveva la bellezza e le opere dei Preraffaelliti, una in dettaglio: “nulla è più sensuale di una donna ritratta nella morte”..
    Parlava della “Ofelia” che ebbe come modella la musa del movimento, Elizabeth Siddal,,..
    Non so se e quanto sia vero e non saprei darmi una spiegazione da sola..

    Ti garban queste sollecitate reazioni? 😉

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  4. Anonimo ha detto:

    non riesco a dire mi piace. perché il troppo mi fa male, anche nella bellezza.
    e qui. qui il dolore. mentre ascolto i battiti leggeri del tuo cuore, come fosse foglia orfana.
    ed è troppo, troppo, per il mio dolore.

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    • cristina bove ha detto:

      anonimo
      se non riesci a dire mi piace, è perché non condividi o perché condividi troppo?…
      nel primo caso puoi sempre tenerti distante, no?
      nel secondo invece, egoisticamente, mi sento avvolta da una comprensione desiderata, forse insperata, e ti ringrazio.

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  5. cristina bove ha detto:

    ho messo solo l’url, perché altrimenti non funzionava.
    bellissimo tutto

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  6. massimobotturi ha detto:

    c’è molto da dire, e da vivere, adesso

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  7. domenica luise ha detto:

    Certe volte rimango sbalordita per l’estrema disattenzione dei viaggiatori di fronte a tanta grazia in regalo. Sono come bottiglie tappate sotto un rubinetto aperto: è inutile tenerle lì. Nella mia vita ho misurato puntualmente questa assenza degli altri,adesso ho capito che non c’è speranza. Poesia estremamente espressiva e vera: hai tastato il polso e stabilito la gravità dell’indifferenza umana.

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    • cristina bove ha detto:

      io non riesco ad abbandonare la speranza.
      credo che sia una sorta di follia aspettarsi un segno, per minimo che sia…
      e ci sembra così assurdo che questo flusso d’amore che ci riempie e ci ispira debba un giorno finire.
      e poi chissà…

      Mi piace

  8. maria d'ambra ha detto:

    La parola a volte ha quella strana capacità di rimanere sospesa, di aleggiare nel non detto, tra vuoto e contenuto, colori e suoni ed è la sua intuizione che la rende infine piena, viva e immortale, come una rivelazione… come le tue poesie…

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  9. gelsobianco ha detto:

    In silenzio resto.
    E’ un silenzio carico di emozione profonda, di condivisione.
    Grazie.
    gelsobianco

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  10. carmen ha detto:

    per allora vorrei
    che ricordasse le penombre i suoni
    di tutto quel tacere
    e mi vedesse ancora

    Bellissima poesia, e sottolineo il finale perché mi fa venire i brividi.
    Come sempre, troppo brava, Cris.!
    Un abbraccio
    Car

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  11. gelsobianco ha detto:

    per Cristina Bove, per Marzia e per tutti i visitatori di questo blog in cui vi è bellezza

    gelsobianco

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  12. gelsobianco ha detto:

    “But Lancelot mused a little space;
    He said, “She has a lovely face;
    God in his mercy lend her grace,
    The Lady of Shalott.”
    Lord Alfred Tennyson

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  13. cara Cristina, mi commuove (sommuove) profondamente questa poesia che si inarca nel dopo col dolore/amore di adesso.
    E’ molto, molto bella.
    Un dono.
    z.

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  14. tizianatius ha detto:

    Il “disattento viaggiatore” perseguita coloro che sanno intimamente del dolore e del silenzio, debolmente si pone lo sguardo di coloro, tuttavia è nella parola l’ultimo gesto e ancora si può sperare e credere nonostante tutto.

    Bella come un raggio di luce quando spezza l’orizzonte e si colora.
    Un sorriso Tiziana

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    • cristina bove ha detto:

      Tiziana, in fondo se ne scrive, di dolore e amore, perché si continua a sperare a oltranza in una condivisione.
      Pure la traccia lasciata dalle parole in qualche modo ci fa presenti, comunica la nostra realtà emozionale.
      Grazie della tua poetica frase di apprezzamento.
      🙂

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  15. Blumy ha detto:

    sono nel mio elemento: poesia e arte raffinate (e, per maggiore compatibilità, in questa tua, un filo non sottile di malinconia); e, siccome wordpress non consente una musica di sottofondo al blog, per completare l’arte mettiamola dal web, con un mp3 o con un filmato di youtube. un caro saluto, Blumy

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  16. turquoise66 ha detto:

    Dolorosa eppure luminosa, malgrado la raggiera spenta questi versi emanano un arco splendente di luce che anche il più disattento viaggiatore non potrebbe non vedere.

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  17. aitanblog ha detto:

    Dolenti e commoventi i versi.
    L’illustrazione suggestiva assai.
    Come si fa a non vederti e restare a guardare?

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