Toh, che a rovistare ci s’inceppa

non solo cassapanche
tremule
si scontrano le dita con lo sfondo
amai le cose anche le disamai
quando affollavano cassetti
e quando inconoscibile dis-canto
si presentava con le credenziali
io
sono come l’australia
nel mio paesecuore giungono in pochi
e sono generosi
mi pagano a parole – entusiasmanti –

non ho messo la carta nei tiretti
s’inceppano di ruggine le foto e i protocolli
signora bella, quando vieni al dunque?
Vengo, ma è tutto un pianto
mi dis dico, mi dis albero, mi dis petto
mi
che strazio!

Le rettangolarità dis tendono
dis traggono dalle curve i segmenti
dis turbano
capisci
intendi
sappi
mi – ti?
Ti rimando rimando mete statiche
vedi che sto doppiando la speranza
il capo
chino il capo
non c’è

laggiù
molto distante
il fondoschiena

.

.

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in CriBo, poesie. Contrassegna il permalink.

37 risposte a Toh, che a rovistare ci s’inceppa

  1. frantzisca ha detto:

    io…una delle poche? help!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. La trovo così stranamente “tattile”, dove -stranamente- è un complimento. C’è un circumnavigare spazi e tempi, spazi oltre il perimetro del sé che si richiudono e contengono, che diventano arti e poi curve e poi pieghe a raccontare la propria storia. Pieghe amare o sorridenti, geometrie del corpo a farsi storia e poi dell’anima. Straniante questo guardarsi attraverso altri punti di riferimento… proprio bella e poi l’immagine, sembra fondersi con il testo: complimenti!

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    • cristina bove ha detto:

      Doris, uno straniamento tattile… ma che bella definizione!
      questi versi sono nati mentre creavo la figura, nel divertirmi a riempirne i cassetti, mi sono balenati, quasi srotolandosi, ed è una delle rare volte in cui il testo si appalesa dopo l’mmagine.
      Grazie dei complimenti, graditissimi.

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  3. domenica luise ha detto:

    Trovo bellissimo il commento di Doris, che condivido in pieno: l’osmosi tra le tue immagini e le tue poesie diventa sempre più intensa. C’è quel filino di mandorla amara anche nell’ironia e nel gioco delle parole, sicché non permette il sorriso eppure, malgrado tutto, l’ironia funziona, fluisce libera e si rintana altrettanto libera. Graffiante, ma con grazia o quasi.

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    • cristina bove ha detto:

      sì, e vero, il commento di Doris ha toccato punti salienti molto importanti sia del contenuto che della struttura a scomparti.
      E anche tu, del resto, riesci sempre a cogliere il senso, anche talvolta molto recondito, dei miei versi. Non ti sfuggono i giochi di parole e men che mai la tentazione di graffiare, malgrado io ce la metta tutta per non lasciarmene irretire.
      grazie!

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  4. annamaria49 ha detto:

    E’ tutta un’armonia di suoni, di parole, l’immagine è perfetta con il contesto, sei bravissima.
    Che aggiungere ai commenti precedenti così profondi, condivido le loro analisi e le faccio mie.
    un grande abbraccio
    annamaria

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  5. Anna Maria Curci ha detto:

    Non ti in alberi
    mia dama dei tiretti,
    dis veli però.

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  6. aitanblog ha detto:

    Mi è piaciuto molto percorrere questi versi, che trovo anche deliziosamente autoironici, ammirando l’illustrazione postmoderna-klimt-dechirico-magrittiana e, soprattutto, molto molto cristinaboviana.

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  7. carmen ha detto:

    C’è anche la Cristina “multitasking”, che bella! 🙂
    Credo che la tua originalità artistica, in ogni campo, non abbia limiti e sia assolutamente inimitabile e insuperabile.
    E questo minuscolo moscerino vi si appoggia innocuo.
    Ciao, buon week end (qui piove)
    Car

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  8. maria d'ambra ha detto:

    In effetti da questa donna-cristina a cassetti, le cose sembrano voler saltare fuori… forse perché una volta messe a fuoco non servono più a te, ma agli altri…
    del resto a riempire cassetti ci si può impiegare tutta la vita inutilmente, ma è svuotandoli che invece si vive, è il dis mettere che salva…

    sempre sorprendentemente geniale! bacio

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    • cristina bove ha detto:

      “a riempire cassetti ci si può impiegare tutta la vita inutilmente, ma è svuotandoli che invece si vive, è il dis mettere che salva…”
      cara chela, il guru ormai può anche dis abitarsi, tu hai già fatto molto sgombero, perciò ti saranno facili i traslochi… eheheh…

      grazie
      bacio

      Mi piace

  9. Ciao a tutti, Mimma carissima, quello che hai scritto nel tuo commento completa totalmente il mio pensiero che aveva una lacuna, sono contenta che tu abbia aggiunto proprio quello che sentivo, e avrei voluto dire… questo testo mi ha particolarmente colpita. Condivido in pieno il giudizio di Cristina sulla tua capacità di cogliere in profondità i significati dei versi che avvicini.

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    • cristina bove ha detto:

      grazie ancora, Doris, sto sperimentando armi polisemiche, laddove polisemiche è un lemma che mi piace, indipendentemente dal significato.
      dis tratta da me stessa in ogni senso o scomparto, da mille spere mi affaccio per salutarti e condividere l’ammirazione per le mimmiane facoltà-

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  10. graziagardenia ha detto:

    L’importante è che tu continui ad esser/CI coi tuoi giochi lessicali, i tuoi calembours, i tuoi divertissements spesso amari, ma pronti a raddolcirsi dentro l’incanto della tua umanità.
    Bacioserale
    grazia

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  11. maat ha detto:

    Ciò che più mi convince di questo testo sono i tre versi finali.
    m.

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  12. marzia ha detto:

    In questa tua , Cristina, ti scorgo intenta nell’arte di rassettare, ma in versione ludica, a giocare con parole tronche e i loro fonemi simili, ad assemblare con il rigore che ti ho sempre riconosciuto un lessico molto tuo, tua cifra stilistica.

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  13. margueritex ha detto:

    Sanguineti ti avrebbe applaudita e io anche!

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  14. falconieredelbosco ha detto:

    Canto …Dis canto

    “e di questo si vive
    e di tanto altro ancora
    che inseguiamo come cani
    respirando dal naso
    per finire invece
    ancora sorridenti
    ancora abbaianti
    di un dolore a caso”
    questo canta Ivano Fossati
    io invece come Maat , la nostra Maat, sono fermo sulle ultime tre righe.

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  15. Piera ha detto:

    Incredibile Cristina, giochi e lavori con le parole come un regista fa con i suoi attori, e come per i bravi registi il risultato finale è davvero speciale.
    Buona domenica.

    Piera

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  16. Cara Australia, anch’io pensavo al multitasking interiore e alla tua capacità di dislocarti visivamente nelle cose, senza mai la presunzione di un intero statico e definito. Si vive di/in unità discrete e il cuore si moltiplica, in ciascuna. Tu ne sei la dimostrazione.
    (bravissima, lasciamelo dire)
    con un abbraccio,
    zena

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  17. giacynta ha detto:

    meglio di Magritte, sicuro! Forse perchè, grazie agli dei, sei una DONNA ! Baci, cara.

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  18. khinna ha detto:

    Sulla tua culla quante fate gentili e generose si sono chinate? un’invidia benevola mi sommerge, sei grande, bacione cris 2

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