Tempi supplementari

finivano giornate
diagnosticate al minimo
ché fu determinante per osare
un corso accelerato di misure
ipotetiche vesti da gitana avemmo poi
diritto anche alla nuda
foglia.

tallonati da presso/a
se potessimo ridere a contratto
un tanto a mostra chiostra
d’avorio nelle bocche
prima che si calcassero le scene
e i fari si piangessero di scogli
e se le dita della nostra audacia
un’impennata
dalle cosce alla nuca ci sorprende
in un mare di niente
sui pennoni
s’afflosciano bandiere bianche

i cappi della nostra solitudine

 

.

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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15 risposte a Tempi supplementari

  1. carmen ha detto:

    Qui si va a gonfie vele, altro che “tempi supplementari”!!!
    Io invece sì che sono in fase calante… e non so perché, forse l’autunno incipiente mi smorza l’entusiasmo.
    Ciao, buonissima giornata
    car

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  2. meravigliosa Cristina, grazie.

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  3. marzia ha detto:

    Wow torno e hai cambiato look…
    Ora ascolto la melodia. 🙂

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  4. domenica luise ha detto:

    Ormai ci possiamo permettere tanto gli abiti da gitana svolazzanti nella danza sfrenata che la nuda foglia: sono i tuoi tempi supplementari, ma anche i miei. Sfuggite alla grave malattia, quando già eravamo spacciate, in pratica tornate dall’al di là, che poi è un al di qua parallelo tutt’intorno, respirabilissimo, che ci prende e, per stavolta, ci ha sputate in tangente: tornate su questa terra dopo il volo tentato.
    I medici mi hanno studiata un po’ affermando che avevano sentito parlare di questa cosa, ma non in prima persona.
    Ho risposto che era una cosa semplice e molto piacevole.
    Le bandiere bianche della resa alla ruota della vita si afflosciano sui pennoni dell’anima, ma sappiamo così poco della vita che stiamo attraversando e della morte che sempre ci sfiora. La poesia ci fa sorridere ancora e a lungo.

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    • cristina bove ha detto:

      Carissima Mimma
      non ti ho risposto subito perché il tuo commento mi ha ispirato ulteriori riflessioni e altre scritture poetiche e di questo ti ringrazio, e hai ragione quando dici che la poesia ci fa sorridere e ci fa sentire sulla stessa lunghezza d’onda.
      Menomale che abbiamo questa possibilità di esprimerci anche attraverso l’arte.
      Grazie delle tue belle parole.
      Un abbraccio

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  5. frantzisca ha detto:

    che audacia…e che balentia unica…

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  6. Anna Maria Curci ha detto:

    La cantante del racconto di Kafka
    applaude a chi ha messo la sordina.
    Siccome sa che il suo fischiare è canto,
    s’inchina a chiostre gialle e balze in volo.

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  7. Condividere queste emozioni è vivere con intensità, rigettare la solitudine; ciò che è dentro si fa esterno, scoglio battuto, forse vinto ma ancora ritto e irto.
    I tempi supplementari decidono la partita a volte e la consapevolezza di essere giunti là dove non si sperava muta il pianto in canto.
    Bravissima Cristina.

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  8. theallamente ha detto:

    bandiere bianche non di resa, ma di purezza. Anche la solitudine purifica, talvolta…
    baci

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