Capelli

.capelli e riflessi -  by criBo

sottili bianchi scarmigliati doppiepunte
dice il coiffeur tagliamoli sennò
tagliamoli vabbe’
arricciamoli __no
son troppo lunghi ai lati

onde che fanno il giro della terra
__tornano?__
tornano a mareggiate, vedi
granchi a ritroso tanti
che vi s’inciampa a piedi in versi
sparsi sulle fiancate neronotte
i fari con le palpebre assonnate
tutte le strade delle vive cose
__parlano?__
forse soltanto sottovoce
altro s’adatta al lume fioco
una chiarezza impervia a mescolare
dolcesalato alla cardioversione
senza stimoli elettrici

pettina l’aria con le mani
un senso di conforto
dura quel tempo minimo d’intesa
poi si guadagna messimpiega e attracco

.

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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13 risposte a Capelli

  1. bumbimediapress ha detto:

    la chiusa. ecco.
    la chiusa è, poesia a sé.

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  2. domenica luise ha detto:

    Ma che bella poesia armoniosa, rotonda, che inizia e si chiude completando se stessa nel parallelismo tra le onde del mare e le onde dei capelli. Per noi donne i capelli sono la seduzione, quando diventano bianchi…tagliamoli, sennò… significa sennò cadono pure…ecco che dietro i capelli vengono le onde del mare e i granchi dalla tragica andatura, coriacei, con le tenaglie pronte ad arraffare un po’ di vita.

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    • cristina bove ha detto:

      ma che bel commento, Mimma! hai interpretato onde e capelli proprio come la mia immaginazione ha tentato di rappresentarli.
      seduzione della materia rarefatta dell’acqua, tuttavia ancora inganno del percorso.
      arraffare la vita… ma anche un po’ scansarla vivendo ai margini della propria rappresentazione esistenziale, un teatro sul mare…

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  3. maria d'ambra ha detto:

    forse, sotto la chioma in viaggio si trova non soltanto la metafora dell’esistenza, che malgrado il periodico tagliare poi sempre rinasce, come le onde che fanno il giro e tornano, ma tra i capelli si cela anche, nella scompostezza che un gesto della mano tenta di domare, tutto quel rincorrersi d’affanni che una messimpiega d’ordine riconduce al porto…
    ecco perché sei sempre spettinata tu!
    baci

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    • cristina bove ha detto:

      non avevo mai pensato in questi termini, scapigliatura, ecco perché furono definiti così gli artisti di quel movimento un po’ dissacratorio che caratterizzò quel secolo.
      la mia messimpiega dura sempre poco, cara Maria, oscillo in moto ondoso tra ordine e disordine, penso che perfino le mie cellule ne subiscano le conseguenze.
      e come tutte le cose che per essere devono prima non essere, ecco che occorre essere spettinati, per potersi acconciare… per le feste ahahahah… il mio pettine è la poesia.
      baci

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  4. Stefano Re ha detto:

    Per me è splendida.
    Stefano

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  5. ninaesposition ha detto:

    I capelli… soprattutto in noi donne assumono un significato forte… sono simbolo di pensiero, libertà, forza, energia… sono onde in movimento, vento, sole… e sono un po’ come un teatro e un po’ come un contenitore delle emozioni: un taglio può significare un sacrificio da fare o un desiderio di affermare la propria indipendenza… può riflettere un tentativo di chiudere un capitolo che rappresenta una fase della vita a cui non si sente più di appartenere… ma basta un taglio!?
    Mi piace tanto la metafora dei capelli/onde… onde che ritornano… svaporano contro le rocce… non è un mare in tempesta quello che ci appare anche nell’immagine che accompagna i versi, il mare cobalto è pieno di luci e le ombre assumono sembianze di vita…è un mare tranquillo… un approdo naturale per una riflessione costante destinata ai tormenti dell’anima, dove gli attimi escono dalle stagioni e, con la maestria consueta, li trasformi in versi, rubando alla fretta del giorno il pensiero di un canto…

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    • cristina bove ha detto:

      potrebbe essere così, cara Nina, versi come onde sempre in movimento, ma in un a_mare calmo, anche se la voglia di guadagnare il largo a volte è così forte!
      tengo molto alle elaborazioni delle mie foto di cose, case, opere: ho trovato il modo di “dipingere” ancora, assemblandole (e forse questo contribuisce a darmi ancora vita), e ti ringrazio, quindi, per aver dato risalto anche all’illustrazione:
      non è un mare in tempesta quello che ci appare anche nell’immagine che accompagna i versi, il mare cobalto è pieno di luci e le ombre assumono sembianze di vita…è un mare tranquillo… un approdo naturale per una riflessione costante destinata ai tormenti dell’anima, dove gli attimi escono dalle stagioni e, con la maestria consueta, li trasformi in versi, rubando alla fretta del giorno il pensiero di un canto…”

      Grazie!

      Mi piace

  6. marzia ha detto:

    Metafora eloquente e suggestiva questa del mare e dei capelli, dove i granchi vanno a braccetto con i versi, forse?
    🙂

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  7. Pingback: Capelli di Cristina Bove | miglieruolo

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