L’uomo, l’arte, Dio

era l’ottobre del 2008
scrivevo così

 

L’Arte attraversa la storia, l’amiamo e l’ammiriamo nelle sue molteplici espressioni, in tutte le forme  che ci trasmettono le più pure emozioni. Mi chiedo però se, a fronte dei grandi geni dalla chiara e indiscussa fama, non vi siano stati anche talenti che non hanno lasciato traccia.

Volendo prescindere dai canoni classici, dalle competenze specifiche, come possiamo rapportarci a qualsivoglia forma artistica se non affidandoci all’intuizione, all’empatia?

Io credo cha la  trasposizione del banale in subliminale sia comunque un tentativo di volo e, come tale, meritevole di incoraggiamento, di approvazione, di insegnamento già dai primissimi anni.

Forse in un mondo di poeti e compositori, di pittori e di astronomi non ci sarebbero corse agli armamenti nè multinazionali usuraie, forse si canterebbero gli amori, le stelle, gli arcobaleni e al posto delle armi si scambierebbero fiori e musiche e  poesie…
Non essere consapevoli di questi valori permette l’orrore in cui siamo costretti a vivere. Si diventa addirittura complici del sistema che si condanna.

E le stelle, se stanno a guardare, piangono su di noi, su questa umanità che ha tradito se stessa e ha partorito mostri.

Tacitiamo le nostre coscienze pregando un dio padre onnipotente, che se lo fosse davvero sarebbe equamente buono e giusto con le sue creature, un Dio cui io non credo, ma che, se ci fosse, così come lo hanno evocato ed invocato gli uomini, dovrebbe rivolgersi a ciascuno per chiederci:

“E tu dov’eri, quando i tuoi simili venivano massacrati  per il petrolio e per i diamanti? Quando venivano assassinati in nome mio? Quando i bambini venivano oltraggiati, dilaniati negli inferni dalle bombe confezionate dalle vostre mani? Quando le donne venivano trucidate a sassate perché anelanti alla stessa libertà di chi le lapidava? Quando assistevate dai vostri salotti agli annegamenti di chi tentava di raggiungere il vostro benessere. Quando pronunciavate la parola amore e intanto trapassavate il cuore di chi vi credeva… Non bussate mai più alla mia porta, se prima non avrete fatta vostra la voce di chi non ha voce, se prima non esigerete da me il miracolo che vi farà smettere di sterminarvi tra voi.

Ditemelo bene in faccia che non avrete più attenzione per le mie meravigliose creazioni, i monti e i mari e le mie esibizioni floreali, per i miei arcobaleni, per la stessa genialità che ho posto in voi, se prima non vi sarete assicurati che non sarà escluso più nessuno dalla festa… E forse vi ascolterò, compirò il miracolo di farvi capire che i mostri nascono da voi stessi, dalle vostre leggi inique, dal vostro egoismo, dalla vostra sete di possesso

Che le perversioni nascono dal vostro morboso modo di concepire il sesso e l’amore, che la vostra disperazione nasce dall’indifferenza dei privilegiati verso chi muore di stenti”.

Un Dio che parlasse così al cuore di ciascuno non avrebbe più bisogno di profeti, di vicari, di croci e di mezzelune…

Un Dio così è la nostra ultima speranza.

         
          

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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21 risposte a L’uomo, l’arte, Dio

  1. bumbimediapress ha detto:

    io credo, che un dio così, è lo stesso Dio a cui non si crede, ma che ci dice queste cose.
    e nella sua grande sensibilità, ci lascia la libertà di essere insensibili, e anche di prendersela con Lui.
    il resto, è tutto mano d’uomo…
    grazie, per questa bellissima fede, che hai scritto nel 2008, ma sempre viva anch’oggi.

    simonetta

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    • cristina bove ha detto:

      Scrissi queste riflessioni in un momento particolare, accadimenti che mi indussero a scriverne in questa forma colloquiale-indignata. Non sono credente, come ben sai, perché sono convinta che ogni cosa esistente è parte dell’assoluto.
      Grazie di percepire altro nelle mie parole.
      cri

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  2. melodiestonate ha detto:

    bellissimo ciò che hai scritto,vorrei sapere Dio cosa pensa di cosa sta combinando l’uomo e i danni che sta provocando nel mondo…..bisognerebbe che ognuno di noi aprisse il cuore e avvicinarsi di più alla fede……….buona giornata Cristina

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    • cristina bove ha detto:

      Sono già vicina alla fede, in quanto so di esistere, parte infinitesima dell’Universo.
      Non ho bisogno di culti, dottrine o simulacri di alcun genere, mi basta sapere che consisto di fotoni in vibrazione, che sono un’apparenza solida in un continuo, eterno, divenire.
      grazie e buona giornata anche a te

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  3. annamaria49 ha detto:

    E’ questo il dilemma che divide, cara Cristina: Dio dov’è quando accadono le atrocità, quando è solo il debole e buono di cuore a pagare? Dio c’è: il Dio del bellissimo creato ci ha donato la libertà ed è per quella che l’uomo sbaglia; tutto accade non per mano divina e la giustizia in terra non c’è per tutti.
    Bellissimo scritto, serena giornata.
    affettuosamente
    annamaria

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    • cristina bove ha detto:

      Dovrei ripetermi, cara Annamaria, dovrei scrivere le stesse cose del precedente commento, ma tu conosci il mio pensiero, ormai l’ho espresso più volte, e certo non ha nulla in comune con la religione, qualunque essa sia.
      Rispetto la tua idea di fede, comunque.
      Ti abbraccio con affetto

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  4. Tony ha detto:

    Personalmente, e molto cinicamente, credo che l’uomo sia un esperimento sbagliato. Per capirci, è come pensare che la figura migliore per interpretare il dottor Jekill di Stevenson sia un animale qualunque che beve la terribile pozione e si trasforma in uomo.
    🙂

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  5. lallaerre ha detto:

    Io non credo in nessun dio, ma conosco abbastanza bene la nevrosi umana per poter dire che ciò che ci ha reso umani, ossia la possibilità della riflessione che ci solleva dalla pura istintualità degli altri esseri viventi e che ha determinato lo sviluppo della coscienza e del senso dell’io e di tutte le forme espressive di cui siamo capaci, fino alle vette eccelse dell’arte, è anche ciò che ci rende estremamente fragili e fallibili. E con questo non intendo giustificare alcuna delle nefandezze di cui l’essere umano è capace, perché avere a disposizione uno strumento straordinario e non usarlo è sempre una grave responsabilità, talora imputabile al contesto socialmente e culturalmente degradato in cui gli individui vengono al mondo e sono “educati”, talora alla stessa hybris, la tracotanza, di una coscienza ancora inconscia di sé che ha bisogno di affermare, spesso con la violenza sull’altro oltre che su se stessa, la propria instabile posizione di dominio (con tutti gli orrori che ne derivano). C’è solo la “cultura” nel senso alto del termine che può contrapporsi a questa deriva, è questo forse il “dio” a cui appellarsi e per cui vale la pena continuare a predicare, nella speranza che il seme da qualche parte attecchisca.
    Grazie Cristina di queste tue riflessioni.

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    • cristina bove ha detto:

      Luciana, sai bene qual è il mio pensiero in merito.
      Condivido tutto ciò che hai scritto, anche sulla libertà di scelta che l’uomo ha sempre, a meno che non sia menomato nelle sue funzioni cerebrali, o vittima di catastrofi naturali.
      Il divino, se così si vuole definire ciò che è in noi e in ogni cosa, credo che sia proprio quella scintilla che ci fa consapevoli di essere.
      Cultura, dici bene, come sempre maggior conoscenza della natura delle cose, visibili e invisibili, atomiche e subatomiche, conoscenza che non può essere alla portata di tutti se l’umanità non acquisisce, prima di ogni altra qualità, la coscienza della giustizia e della condivisione.
      Grazie di aver ampliato il discorso.

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  6. domenica luise ha detto:

    Senza l’amore, la fraternità, la compassione per ogni essere umano non esiste religione di alcun genere, né quella cattolica né quella pagana o mussulmana e nemmeno un qualsiasi totem. L’unica religione è amore o non è niente, l’unica verità è l’amore. In questo Dio, sì, ci credo. Le formalità e le esteriorità farisaiche non hanno mai salvato nessuno, nemmeno i miracoli funzionano, l’amore sì, soltanto lui.

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    • cristina bove ha detto:

      “Senza l’amore, la fraternità, la compassione per ogni essere umano non esiste religione di alcun genere”
      Giusto, Mimma, è solo la consapevolezza della natura delle cose, e del come ottenere e condividere le risorse del pianeta, che ci permetterà di accedere a sempre più vaste acquisizioni, vere basi di lancio per il viaggio infinito in cui ci proiettiamo, esseri autoconsapevoli.

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  7. robertomeister ha detto:

    Ho letto più volte. E più volte sono stato sul punto di commentare. Ma, ogni volta, l’inadeguatezza delle parole mi ha frenato. Tema troppo alto? Forse…
    Ma qualcosa voglio pur dire.
    A mio avviso la vita non si prefigge scopi, e non ha ” leggi morali ” sopra di sé: la vita ” funziona “. E neanche un Dio, qualora vi fosse stato, avrebbe potuto sfuggire a quell’esile filo ( per lo più intrecciato ) che separa il bene dal male, filo che l’uomo ha tessuto, non trovandosene traccia in natura.
    La natura… ma l’uomo è dotato di intelletto! Può discernere! Beh… a guardarsi intorno sembrerebbe proprio di no. Il pensiero giudaico cristiano ( e non solo ) ha provato in tutti i modi a turare falle a destra e a manca, ma ha finito le dita e tutto ciò che intendeva arginare tracima da tutte le parti.
    Il bello, le arti? Dispiace dirlo, ma stando così le cose, al massimo possono aspirare a momenti di esonero, poi, finita l’ora d’aria… tutti al lavoro.
    Scusami la confusione Cri… trovo anche queste parole assolutamente insufficienti ad esprimere il mio pensiero… ma ora invio.

    Roberto

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    • cristina bove ha detto:

      Esatto, Roberto, penso anch’io che la vita “non ha ” leggi morali ” sopra di sé: la vita ” funziona “.
      Al di là del bene e del male, di nietzschiana memoria, si colloca una consapevolezza più ampia, quella però a cui pochissimi sono giunti, e che nel sistema predatorio che contraddistingue la fauna terrestre, compresi gli uomini (i più efficienti nel predare), non c’è filosofia o verbo messianico che tenga.
      La naturalezza del vivere è stata sostituita dalla artificiosità che ha tramutato l’animale uomo in una macchina da belligeranza e distruzione, portandone all’eccesso ogni plausibile azione volta alla sopravvivenza.
      Non male, non bene, se ci si rende conto, con una sorprendente chiarezza, che alla fine, anche tutto questo è “naturale”, visto che accade.
      Grazie di aver avviato altri spunti di riflessione.

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  8. massimobotturi ha detto:

    credo che quando l’uomo, l’unico dio che riconosco, avrà sviluppato la capacità di organizzare una società basata sul benessere collettivo, e non sul profitto di pochi; tutti i talenti nascosti potranno esprimersi liberamente, e soprattutto alieni da qualsiasi interesse materiale nel farlo.
    Effettivamente è un tema nel quale entrare si prova un certo imbarazzo, parlo di me ovviamente, che avrei bisogno di tempo, energie e assoluta serenità, per potermi esprimere meglio di così

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    • cristina bove ha detto:

      Certo, Massimo, sono in perfetta sintonia con te.
      In un mondo in cui ci fosse vera volontà di adoprarsi tutti per il benessere collettivo, non ci sarebbero sprechi di intelligenze, o di qualunque altra qualità degli esseri umani.
      Che bello sarebbe se tutti potessero esprimersi al meglio ed essere accolti, ciascuno con le proprie caratteristiche psicofisiche, da tutti gli altri, benevolmente, come aspetto naturale e inscindibile dell’esistenza.

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  9. tizianatius ha detto:

    Vi sono temi da trattare sottovoce, un sussurro già scuote fronde di atavici alberi dal fusto possente, gli uomini sono fatti di -bene e male- l’uno non esclude l’altro.
    É difficile potere raggiungere la perfezione, sarebbe bastato -accontentarci- ma pare che l’essere contenti non sia abbastanza e questo ci porta distanti dalla -semplicità-. Siamo così distanti da noi stessi da rendere impossibile l’avvicinamento a chiunque, disperdiamo energie a rincorrere una futile ed effimera felicità che a nulla porta.
    Ah che tema hai toccato Cristina, riflettere fa sempre bene a tutti, grazie!
    Tiziana

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    • cristina bove ha detto:

      ciao Tiziana, la perfezione è un concetto astratto e falsato, pensiamo che sia perfetto l’irraggiungibile, lo chiamiamo Dio, ma laverità è che tutto è già perfetto, bene e male, ombra e luce, gioia e dolore…
      esistiamo tra gli opposti e esserne consapevoli porta alla serenità.
      la felicità la confondiamo col piacere, e perciò non ci accorgiamo mai che non è nell’effimero ma nell’eterno.
      e d’immortale luce noi siam fatti
      bisognerebbe ricordarlo sempre.
      buona giornata

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  10. mela mondì ha detto:

    Leggo che non sei credente, ma qualche domanda te la sarai posta. Per esempio quella che riguarda il torrente di poesia che scorre tra le pietre delle parole entro cui naviga la bellezza delle immagini, delle metafore, delle visioni che si sprigionano dai tuoi versi e incantano.
    Da dove vengono? chi te le mette dentro il cuore? chi ti dà il “la” per fare di ogni poesia un meraviglioso stacco musicale? Si tratta forse di sintesi chimiche? Ma se anche lo fosse chi è il farmacista?

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  11. cristina bove ha detto:

    Non ho alcuna fede in sistemi religiosi, ho fede assoluta nella natura delle cose, nella sua perfezione intrinseca, bene e male e ogni forma derivante dalla manifestazione formale. Qualunque sia l’assemblaggio molecolare e sub-atomico riconducibile alle particelle quantistiche, ogni cosa è luce.
    Nell’universo noto e ignoto, mistero a noi stessi, esistiamo e tanto basta.
    La scelta è soltanto dirgersi verso l’Armonia, o allontanarsene.
    Per avvicinarci sempre più alla Bellezza.

    grazie della visita
    un caro saluto

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  12. mela mondì ha detto:

    Ti ringrazio per la risposta e aggiungo che anch’io non ho fede nei sistemi religiosi:
    ho semplicemente Fede nonostante tutto perchè tutto è fatto per scorrere verso l’armonia e la perfezione.
    Buona serata alla bella persona che sei.

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