Di lei che prima

Una di me è morta stanotte
io sto scrivendo al posto suo
l’altra però sapeva
che se fosse rimasto prigioniero
il suo respiro
__non si può dire altro__
avrebbe perso il nome ed il cognome

era di buio nel buio
e in apnea per qualche ora
qualcuno la chiamò
: un lupo sbatacchiava le serrande
proveniva da dimensioni oniriche
ma nessuna finestra combaciava
al suo ululato in fondo ai doppi vetri

si finse viva per un po’
in perpendicolare al senso inverso
dell’alito appannato
io la sentivo abbandonarsi al flusso
di nuove vacuità

gli uomini dai papiri arrotolati
s’affacciarono un attimo
per dileggiare quel momento e persero
ogni contatto con la verità
partivano per luoghi tristi di tavoli e di sedie
pronunciavano sbuffi di vapore
ai sonnacchiosi astanti.

Lei se ne andò da questa mia dimora viva
lasciandomi il suo nome
e la sua assenza

ed io lo scrivo

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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28 risposte a Di lei che prima

  1. annitapozzani ha detto:

    Se dalla morte nasce una creatura come questa… ben venga!
    Bellissimo componimento

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  2. domenica luise ha detto:

    Esprimi bene la strana sensazione mosaico interiore, come se i nostri poliedrici aspetti fossero ognuno tutta noi stessa. Le tue poesie sono diventate filigrana d’oro sottile, dove la parola si piega docilmente creando delicati gioielli, luce d’anima.

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  3. miglieruolo ha detto:

    dalla morte nascono molte cose: nasce anzitutto la vita. Ma è dalla vita che nascono le parole di Cristina. Dalla compassione, depurata d’ogni retorica, per le pesantezze dell’essere e del malessere; con una parola che si “piega docilmente creando delicati gioielli” al bisogno comune di far luce. Anima di luce.

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  4. giacynta ha detto:

    Sono un po’ a singhiozzo sul web, ma passare da te è sempre rigenerante, di qualsiasi umore tu sia…
    Ciao, carissima 🙂

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  5. massimobotturi ha detto:

    sono le piccole morti che fanno grande la vita

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  6. lallaerre ha detto:

    Forse dietro la scrittura poetica c’è sempre un’assenza, un vuoto, di cui conosciamo nome e sofferenza… Cristina sei straordinaria 🙂

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  7. ioviracconto ha detto:

    Qui hai lasciato da parte la cifra lirica, affidando la poesia al responso, in uno scenario onirico che non è vago, che penetra nell’immediatezza, che dispiega il dolore, che lo scolpisce nel mistero della vita e del suo sogno.
    Sai sempre sorprendermi…..
    🙂

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  8. annamaria49 ha detto:

    Una parte di sé muore, accade: noi mutiamo nel corso della vita. Quando quella parte va, ne nasce una nuova con sensazioni diverse, elaborate dalle precedenti esperienze: noi siamo il frutto delle varie elaborazioni.
    La poesia è bellissima, offre vari spunti, io ho scelto questa interpretazione. L’eleganza del lessico, l’armonia dei versi rendono il componimento di classe, la tua Cristina.

    un caro abbraccio
    annamaria

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  9. albafucens ha detto:

    molto intensa, significativa, bellissima
    a volte, forse, chissà… una parte di noi deve morire, che poi magari più che un morire è un cedere alle trasformaziioni, all’usura… metamorfosi del tempo, affinchè ciò che c’è, siamo, ora in questo momento, spicchi il volo
    un abbraccio

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  10. infranotturna ha detto:

    Tu testimoni la morte di una di te, rendendo a noi parte di vita.
    Raramente capita di leggere qualcosa di tanto profondo e armonico.
    Baci

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  11. carmen ha detto:

    Una poesia che mi tocca nel profondo le corde dell’anima. Vuoi farmi piangere.
    Sei una poetessa straordinaria, Cristina…
    Un abbraccio forte forte
    Car

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  12. wordinprogress ha detto:

    prima o poi in qualche maniera si evade e se questa evasione la si può compiere prima e in senso perpendicolare tanto meglio

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  13. Pingback: Di lei che prima | miglieruolo

  14. tramedipensieri ha detto:

    Complimenti…ho sempre pensato che ogni persona siano, in realtà, due….anche di più, per la verità…
    Ma di molte….sono in due sempre in lotta tra loro…

    “….una di me è morta stanotte…” in questo verso ri-trovo la mia di me…

    buone cose
    marta

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  15. Piera ha detto:

    “Una di me è morta stanotte
    io sto scrivendo al posto suo…”

    “Lei se ne andò da questa mia dimora viva
    lasciandomi il suo nome
    e la sua assenza

    ed io lo scrivo”.

    Nel mezzo ci sei tu, una e tante, impegnata sempre nel guardare la parte più profonda di te stessa, ma in fondo di ogni uomo, per scavare e migliorare, e soprattutto per capire meglio se stessi e, di conseguenza, gli altri.

    Sempre belli i tuoi versi, Cristina.
    Ciao.
    Piera

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