Song to the Moon*

* da Rusalka di Antonín Dvořák (soprano Renée Fleming)
i versi sono scaturiti dall’ascolto di questa eccelsa melodia.


e come il fiato non s’arresta mai
sublime disperato canto
mi fa tremare un che d’acuto al centro
poi si spande
__ taccia chi offende il suono
con frivolezze d’aria infesta__
metto distanza e mai vorrei colmarla
da borborigmi di cervelli vuoti
e note insulse

datemi pane vero
il mio noncorpo ha fame
d’altro
d’altro
d’altro
non questa mefitica pozza
in cui galleggiano tozzi di miseria grigia
maldestri tentativi per ritenersi
depositari d’ineffabile

detesto chi si mette al banco
con la merce scadente, anzi scaduta
e me che scrivo cose come questa
ma mi perdòno l’incisione
ha un suo metallo infisso nelle vertebre
e non s’addice alla signora il vanto
estrema sobrietà ci vuole e non
voce da rimessaggio

una zattera ansante nel torace
quasi affondata (a)mare forza sette
dalla tempesta di cambronnerie
salvami, voce!

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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28 risposte a Song to the Moon*

  1. lallaerre ha detto:

    “datemi pane vero / il mio noncorpo ha fame”: è questa fame che ti fa cantare Cristina e sostiene la tua zattera in mezzo alla tempesta di cambronnerie. E tu sei pane per altri affamati.
    Ciao, grazie 🙂
    Luciana

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  2. domenica luise ha detto:

    È vero, Cristina: riconoscere il sublime negli altri risveglia la nostra ispirazione tramortita dalla delusione quotidiana e rinnova l’ispirazione elevandola. Aspiriamo a qualcosa che ancora non sappiamo e chiamiamo in molti modi, poco importa come, è nel nostro dna e sempre riappare. Per me, questo continuo cercare è la grandezza umana.

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  3. carmen ha detto:

    Ecco di che si nutrono le anime belle!
    GRAZIE CRISTINA!
    CAR

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  4. Stefano Re ha detto:

    “salvami, voce!”
    Stefano

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  5. robertomeister ha detto:

    Poco tempo per passare… giusto un saluto.

    Roberto

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  6. (ma come è bella, Cristina)

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  7. gloria baldazzi ha detto:

    i”il mio noncorpo ha fame” – bellissima espressione che illumina la triste quotidianità in cui ci si muove!

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  8. margueritex ha detto:

    un abbraccio di passaggio

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  9. falconieredelbosco ha detto:

    ora manca solo la luna , inutilmente guardo fuori dalla finestra mentre la voce cesella l’argentea falce

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  10. gelsobianco ha detto:

    Ho sentito che dovevo venire da te ora…
    La grandezza di quella voce, la purezza, l’elevazione…
    I tuoi versi sono molto belli.
    Gli ultimi tuoi quattro…
    Inseguo la bellezza.
    Questa notte come non mai.
    Ti abbraccio, Cri.
    gb

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  11. Anna Maria Curci ha detto:

    Quella “zattera ansante nel torace”
    rochi scavi mefitici contrasta
    un trio solleva affamato e squillante
    oltre le righe, a cercare bellezza.

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  12. atward51 ha detto:

    una voce che tiene forte il suono sulla carta è sempre garanzia di salvezza …
    un caro saluto

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  13. infranotturna ha detto:

    arte da cui nasce nuova arte, nell’infinito cerchio della vita…
    baci

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  14. una zattera ansante nel torace
    quasi affondata (a)mare forza sette
    dalla tempesta di cambronnerie
    salvami, voce!

    molto bella anche l’immagine, Cristina!

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