Non è che vuoto

Avvicendarsi d’erbe e letargo
nei giardini di pietra
la lucertola
con dita d’intemperie scava cunicoli
alle radici dell’inverno
i corvi tinti di catrame attaccano chi muore
tu
dimmi che il gelo ha frutti di cristallo
che i segni delle brinature hanno contorni lievi
non fanno così male
in questa mascherata di zucche vuote
tane di teschi.
E non abbandonarmi
quando gracida il vento dello scherno
alla caduta ininterrotta
il rosso del selciato il cupo stare
nei cerchi delle ortiche
e tutto questo dire
che mentre mi descrive mi dilegua
tienilo a mente tu
mia cara amica delle notti tristi e dei calvari
ricordale per me
le cose che chi soffia sulla brace dei roghi
vuole dimenticare

.

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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20 risposte a Non è che vuoto

  1. carmen ha detto:

    Grazie Cristina, sei un angelo benedetto! Sei di una dolcezza infinita, scrivi la tristtezza, il gelo in modo che mi dai una stretta al cuore, un nodo in gola e mi fai piangere.. TVB. B. B.issimo
    Ti abbraccio e spero di poterlo fare di persona prima possibile.
    Ciao,
    Car

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  2. massimobotturi ha detto:

    è come il bisogno di una carezza

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  3. maria d'ambra ha detto:

    Ma si dimentica poi veramente? il tuo dire non ti dilegua, descrive le tante e l’una, ed è anche il dire di chi legge… ci sono parole che svaniscono come scie di condensa ed altre che invece si incidono a ferro e fuoco e sono quelle di questo scherzo irriverente che è la vita, quando si scopre di esserne i coautori e gli interpreti, ma se si vuole cambiare il copione non servono tomi pesantissimi, basta la leggerezza dell’incanto che la tua poesia rivela…
    non si dimentica perché ormai si sa…
    grandissima Cri…
    bacio

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    • cristina bove ha detto:

      forse è come dici tu, cara Maria, non si dementica perché si sa…
      tutti sappiamo anche a livello inconscio, che la nostra vita è solo un attimo, un’apparenza che ci connota quali singolarità, come fili dello stesso tessuto universale.
      grazie per aver spostato nell’oltre anche la mia poesia.
      un bacio

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  4. rossana ha detto:

    Grazie, Cristina.
    Per le improvvise potenti suggestioni, per le immagini sepolte che riporti alla superficie della coscienza.
    E’ questo il potere dei poeti: sanno, come evocare in noi la consapevolezza di un fiume sotterraneo che scorre silenzioso e notturno, raccogliendo in sé ogni cosa per portarla, senza giudizi o pregiudizi, al grande mare dove ogni anima confluisce.
    Namasté..

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  5. annitapozzani ha detto:

    Tormentosi passaggi di un’anima grave di desio.
    Bellissima questa tua poesia.

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  6. domenica luise ha detto:

    “E tutto questo dire / che mentre mi descrive mi dilegua”: quant’è vero, o almeno così sembra ai poeti. Bella poesia dolente e cosciente. Poesia, la tua, a stratificazioni, come le immagini. Però in questa cosa ti sbagli: il tuo dire non ti dilegua, ti incide nel pensiero di chi ti ama come poetessa e come amica.

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    • cristina bove ha detto:

      ecco, Mimma, la cosa più importante, lasciare un segno in chi si ama e ci ama.
      e già sarebbe il massimo delle aspirazioni.
      e restiamo attenti più che possiamo, chi scrive ha sempre da dire qualcosa, anche quando si stenta a capire.
      e forse è sempre una richiesta d’abbraccio.
      ciao 🙂

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  7. miglieruolo ha detto:

    Delicata sì, ma anche drammatica. Dispotica, persino. Cioé, donna. Chiede sempre a lei il ritornare.
    L’ho letta 4 volte e chiede già la quinta.
    Devo uscire, ma ritornerò a lei, come amante che è impossibile abbandonare.

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  8. cristina bove ha detto:

    Avere per amante la poesia…
    Quanto sarebbe migliore il mondo, se tutti l’amassero così!…

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  9. robertomeister ha detto:

    Va giù in profondità questo scritto… molto. Un’identità lasciata in custodia ( per quando si tornerà? ) e si procede nell’oblio, quel cupo stare che pochi sanno essere una promessa.
    Grande…

    Roberto

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  10. gelsobianco ha detto:

    Sono giunta da te questa notte.
    Ti do una carezza, amica mia.
    Terrò a mente tutto…

    “e tutto questo dire
    che mentre mi descrive mi dilegua”

    e resta impresso in chi vuole bene a te, Cri, ed ama la tua poesia.

    Grande!
    Un abbraccio
    gb

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  11. miglieruolo ha detto:

    Ho scelto questa poesia quale post principe per il 18 aprile 2013. Corredandola con il commento che segue (non protestate, non serve, ho la coccia dura, calabrese doc):

    Quando ho letto per la prima volta la poesia che segue, sono rimasto colpito da quel “tu” isolato nel continuo di combinazioni di parole (continuo: è una delle tante definizioni che le composizioni di Cristina Bove mi ispirano. La continuità, il fluire fluido, è una delle sue principali caratteristiche). Lo trovavo strano, quasi intimidente: non solito nelle poesie di Cristina, che se pure creano sobbalzi, non è certo perché vengano alzati i toni.
    La sottolineatura qui invece risuonava, forte delle piena evidenza spaziale in cui era stata collocata.
    Ho letto e riletto, a voce alta.
    E continuo a leggere e rileggere a voce alta e bassa, nel silenzio pieno di clamori dell’interiore, non avendo sufficiente intelligenza per venire a capo dell’enigma che racchiude. Oh, sì, le singole frasi, interi periodi, li capisco. Apprezzo il fluire, ma c’è quel “tu”, un doppio “tu” (tienilo a mente tu) che suggerisce la necessità di andare un poco più in profondo. Tant’è che ho scelto proprio quel verso per titolare il post (no, nella poesia il titolo resta, non oserei irrompere in essa, elefante in negozio di cristalleria).
    A meno che non sia proprio la scelta del titolo l’indizio per arrivare alla chiave della comprensione. Tienilo a mente tu.
    Si, lo terrò a mente, Cristina. Di tornare a visitare questa tua creatura e di soffermarmi un po’ di più su tutte.

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  12. cristina bove ha detto:

    Magari ti sembrerò laconica, caro Mam, dopo il tuo bel commento, ma non so come rispondere ai tuoi apprezzamenti alla mia poesia.
    Ne sono commossa, questo sì, posso dirlo, perché mi prende una grande emozione quando posso riscontrare che delle mie parole entrino nell’anima del lettore. E tu lettore attento sei, analitico e approfonditore di tematiche interiori scaturite da stati emotivi che sarebbe difficile esprimere altrimenti.
    Questo fa la poesia, o almeno quella che io credo sia tale del mio scrivere.
    Ti ringrazio con tutto il cuore di tanta attenzione benevola, te ne sono infinitamente grata.
    cri

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