Avv(enim)ento

La donna entrò barcollando, si aggrappò al lavandino.
La stanza le girava intorno, sedette sul bordo della vasca e chiuse gli occhi.
Tuttavia, malgrado le palpebre abbassate, continuava a vedere: le piastrelle, i sanitari, lo specchio. E il paesaggio sorprendente che era apparso nel varco appena  aperto sulla parete.
Aprì gli occhi, ma subito li richiuse, e poté scorgere un sentiero che s’inoltrava tra due siepi di nuvole opalescenti.
Si alzò con fatica e, sempre a occhi chiusi, attraversò il muro, che intanto si era dissolto, e si ritrovò sospesa a mezz’aria sulla strada lattiginosa.
Le venne incontro un bellissimo giovane, nudo, il viso incorniciato da riccioli biondi, che le si parò davanti con aria divertita. Lei non distolse lo sguardo.
“Come sei arrivata qui?” le chiese.
“N non so, ero in bagno, mi girava la testa, quasi vomitavo”
“La solita storia! – ridacchiò lui – arrivate sempre in questo stato”
“Sarebbe a dire?” mormorò la donna, sbigottita.
“Che poi tocca a me sistemare le cose e materializzare ciò che era immaginario.”
“Ma di che parli?”
“Del tuo stato fisico, mia cara.”
“Di questa nausea che mi assilla da giorni?”
“Certo! E sono qui per guarirti, è sufficiente che ti spogli.”
Lei vacillò e, mentre lui la sorreggeva, si liberò di tutti gli indumenti.
Quando fu completamente svestita lui la strinse a sé in un irresistibile abbraccio.
Nell’estasi che s’impossessò del suo corpo, perse i sensi.
Quando riaprì gli occhi si ritrovò seduta sul pavimento tra il bidet e la vasca, le pareti erano le solite pareti di maioliche dipinte, e il mondo non girava più.

“Hai compiuto il tuo dovere?”
“Certo, Capo! Però, con queste gravidanze immaginarie…”
“Ti è stato facile anche stavolta?”
“Oddio, lo sai bene che sulla Terra è sempre facile!”
“Ossanto me! Era su Kepler 78b che dovevi andare! E adesso come annunceremo a
quella povera donna la nascita di un altro messia?”
“Avverto Gabriele?”

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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