Le cose come rappresentazione

albatros by CriBo

Benché di gravità costante

e forme adatte ad apparire

lemmi precisi a connotarle

perdono il baricentro

quando un effetto flou

le rende incomprensibili

Le scorgo e non mi accorgo

d’essere io stessa cosa

sorpresa dal mio piede o dalla mano

quasi avessero un che di misterioso

ho il dubbio che sussistano

solo quando le nomino

che se non lo facessi

non avrebbero senso né sostanza

ed io con loro

forse potrei conoscere l’inverso

sparendo dalle sillabe

e __ lettera per lettera __ fluire

in qualche dimensione parallela

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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12 risposte a Le cose come rappresentazione

  1. domenica luise ha detto:

    Sono impressioni solo apparentemente strane, come di guardarsi da uno degli innumerevoli esterni, anzi da un’elevatezza panoramica. Non è un giudizio quanto una prospettiva acquisita. Forse si chiama saggezza, anche liberazione dalle pastoie quotidiane che infastidiscono ali troppo grandi per camminare. Mi fai pensare all’albatros di Baudelaire.

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  2. cristina bove ha detto:

    Forse un mix di saggezza e di follia, cara Mimma… qualunque cosa sia, scrivere aiuta a superare paure e debolezze, lo sappiamo.
    E, per quanto incompresi, gli animi poetici cercano di resistere all’incomprensione e al disorientamento.
    Fossero ali capaci almeno di sorreggere a mezz’aria!
    “Qui hante la tempête et se rit de l’archer”…

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  3. Anonimo ha detto:

    Come rappresentazione dell’esserci… Mi piace da morire quando rovesci le prospettive!
    Ti ho linkato da me con Ofelia, e ho pubblicato qualche giorno fa Di solitudini, molto bella… ma che lo dico a fare?! se sono tutte una più bella dell’altra e non si sa mai quale scegliere!!! Mannaggia coome sei bravissima e che piacere mi dai!
    Ciao
    car

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  4. aitanblog ha detto:

    Lasciarsi così, come una cosa posata.

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  5. carla ha detto:

    le dimensioni parallele sono quelle che ci aprono altre vie…
    fortunatamente, esistono.

    Buon giorno Cristina 🙂

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  6. maria d'ambra ha detto:

    ma tu lo fai già! appari e scompari tra le parole, ci sei e non ci sei, sei Cristina, ma anche le altre… perché nominare non vuol dire conoscere, però rappresentare dà l’opportunità di sapere che non puoi sapere tutta la “realtà”, ma la puoi interpretare, trasformare… disimpegnarti dalla gravità e sparire in quell’altrove che tutti cerchiamo…
    baci

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    • cristina bove ha detto:

      ” non puoi sapere tutta la “realtà”, ma la puoi interpretare, trasformare… disimpegnarti dalla gravità e sparire in quell’altrove che tutti cerchiamo…”

      proprio così, cara Maria,
      se non possiamo conoscerla nella sua totalità, possiamo almeno viverla di file in file 😉 …

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  7. robertomeister ha detto:

    Tornato a leggere questo scritto. ” Una dimensione parallela “… fino a quando avvicineremo le cose con gli strumenti che avemmo in dotazione, poco c’è da fare purtroppo. Tacitarli si dovrebbe…
    un caro saluto

    Roberto

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  8. Pingback: Le cose come rappresentazione di Cristina Bove | miglieruolo

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