Che possono insegnarci, le meteore

intersezioni ciano - by criBo
come se a fare il punto
incrociare parole o chissà che
fosse plurale
e non il mondo a esprimersi nei molti
in un processo osmotico
che sembra unirci mentre ci separa

le asperità di un suolo o di una scala
intersecano le stesse ripidezze
d’ogni essere mortale

e l’esser vivi
-il cuore poco più di una castagna-
sia percorrenza obbligatoria
per noi facoltativi,
soggetti alle scadenze

abbiamo appreso ad essere respinti
– ed offrivamo-
ad essere ignorati
-e soffrivamo-
finché ci siamo visti oltre le spalle

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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8 risposte a Che possono insegnarci, le meteore

  1. carla ha detto:

    le meteore ci insegnano le costellazioni che possiamo disegnare con le parole…
    ciao mia cara Cristina, un abbraccio dal lago 🙂
    c.

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  2. maria d'ambra ha detto:

    E in quella visione dall’alto non possiamo che intenerirci di fronte alle piccole creature che offrono e soffrono, prendono e si stendono sotto il giogo dell’insondabile…
    mi è venuta in mente l’ultima frase scritta da Goliarda Sapienza prima di morire: “la vita mi costringe a viverla. Ho paura”. Lei non ha fatto in tempo a vedersi “oltre le spalle”…
    un abbraccio

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  3. carmen ha detto:

    Un compendio di vita vissuta:

    osmosi che ci unisce e ci separa
    le asperità di ogni essere mortale
    l’esser vivi… percorrenza obbligatoria
    per noi facoltativi, soggetti alle scadenze
    offrire (amore.. comprensione.. bontà… aiuto..) ed essere respinti
    essere ignorati e soffrirne

    … finché ci vediamo oltre le spalle: ecco, vedere oltre, serve per proseguire il nostro cammino.
    Le meteore… hanno sbagliato strada questa volta, non vorrei imparare niente da loro, ah, ah!
    Ciao, Cristina!
    Car

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    • cristina bove ha detto:

      Car, è così difficile per noi, che le vediamo soltanto, le stelle, perfino quelle ormai estinte da secoli, rapportarci all’insondabile…
      ed ecco che una pioggia di meteoriti può farci sentire un po’ più appartenenti a quel cielo-universo che ci sembra distante e irraggiungibile.
      che sia almeno il pensiero a collegarci!
      un abbraccio
      cri

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  4. domenica luise ha detto:

    Già, meteore…eppure ci siamo pensati stelle o star. Quel cuore “di castagna” dà l’effetto concreto dello stringimento in se stessi a causa della presa di coscienza incalzante. Noi diciamo: mi si stringe il cuore.
    E lo diciamo quando proviamo pena.
    Ma poi già si voltano le spalle al ciarpame e si intravede un po’ più in là, incominciando, magari, da qualche parola in poesia.

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