Anagrafe disgiunta

scala sul giardino - by criBo

Vieni, ti mostro la metà del tuo nome
disse
e prima di sedersi
liberò la nuvola bassa dalle raggiere d’oro
poi bisbigliò da non poterlo udire
un suono eterno
                    lo stesso che garriva il cuore in petto

– un calabrone ha forma sua – capisci
non si domanda mai perché veste di nero
non occupa altro spazio
vive e vola
muore e non vola più

               – lapalissiano – lesse nel pensiero
non era tipo da complimentarsi
sedeva e non sedeva sulla nuvola bassa
diciamo che nemmeno si vedeva
quando mi accorsi che denominava
la sostanza benevola di me
che ne faceva fioriture d’arpa
                  e questo senza mai cessare il luogo
                  senza finirsi e senza cominciarsi
                  oppure viceversa
e quando piansi tutta
da piovere me stessa verso il cielo
                    fece di me una voceluce
                    fece di me l’ignoto
                    così che infine mi potessi amare.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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38 risposte a Anagrafe disgiunta

  1. carmen ha detto:

    Bellissima! Una visione estatica bellissima!
    SEI MAGNIFICA!!!
    Buona domenica, ti regalo questa bella musica:http://www.youtube.com/watch?v=guvY8Qbac7E
    ciao
    car

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  2. massimobotturi ha detto:

    Cristina, so che capirai e accetterai l’azzardo:
    tu somigli alla radio della mia infanzia, per me era uno scrigno di sorprese, bastava mezzo millimetro, e un altro mondo mi parlava, e arrivato a fondo scala, potevo ricominciare. Così che tutto era sempre diverso, nuovo, bello

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  3. domenica luise ha detto:

    È una poesia bellissima: la nuvola dei misteri e la vista della metà del tuo nome, un colloquio di Cristina con l’ignoto, il cuore che garrisce e l’esultanza, finalmente, di vedersi amabile anche a se stessa. Eccezionale.

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  4. fernirosso ha detto:

    Vieni, ti mostro la metà del tuo nome
    disse
    e prima di sedersi
    liberò la nuvola bassa dalle raggiere d’oro
    poi bisbigliò da non poterlo udire
    un suono eterno
    lo stesso che garriva il cuore in petto

    E per fortuna che ci sei, che ti sento tra la distanza e il silenzio che insieme ci separa e insieme a tutto e tutti ci unisce. Grazie.ferni

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  5. fernirosso ha detto:

    ecco qui…si racconta come noi siamo sempre in connessione. Baci

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  6. lallaerre ha detto:

    “fece di me l’ignoto / così che infine mi potessi amare”: un’immagine straordinaria per dire il mistero che siamo e che è la poesia.
    Ciao Cri

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  7. ninaesposition ha detto:

    …alla ricerca dell’altra parte del nome, quella oscura, nascosta…l’ombra che non viena mai toccata dalla morte!
    Vestita di fulgida poesia, con armoniche centurie, liberata dalla raggiera della dorata gabbia, ci accompagni al passaggio della Porta, quella che introduce nel regno della luce, dove si puà uccidere una vita senza dare morte e generare senza dare vita…e ci rendiamo finalmente conto che abbiamo visto sempre e solo le cose a metà!
    ignoto e noto
    irrazionale e razionale
    notte e giorno
    tenebre e luce…
    lungi dall’essere forme separate, sono una cosa sola… non coincidenza ma miscuglio, perchè solo mettendo insieme oscuro e manifesto tutto diventa possibile!
    Si esce dal mondo della dualità e molteplicità e si entra nella luce del giorno dell’Essere, una dimensione inesprimibile perchè pensieri e parole appaiono, si svolgono nello spazio e nel tempo…ma il tempo è eternità e tutte le cose si raccolgono in una sola e allora come si può manifestarle?!
    Misuriamo così il giro del pensiero e lo chiudiamo completamente senza finirci… senza cominciarci…e in questa misteriosa dimensione riusciamo anche ad amarci…così come siamo…
    Nuovi angoli d’infinito, nuovi nidi d’acqua limpida, momenti di stupore, attimi di bellezza e di luce…poesia eccelsa!!!

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    • cristina bove ha detto:

      infatti, carissima Nina, la disgiunzione è solo apparente.
      anche quella tra prosa e poesia, tra la vita dei giorni e quella dello spirito, in effetti semplicemente, come il calabrone, “siamo”.
      esseri pluridimensionali, capaci di calarsi nella vibrazione materica e altrettanto capaci di essere altrove: pensiero che crea e autocrea.
      l’inganno, anche questo apparente, ci fa ritenere di essere separati e di non poter intervenire sulla cosiddetta realtà, ma si tratta solo di un aspetto, dei tanti che la compongono, in cui ci stiamo sperimentando solidi e divisi.
      per fortuna la suggestione irresistibile che a volte ci ispira e chiama, ci rende possibile il riconoscimento e l’abbraccio.
      grazie!
      un sorriso
      cri

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  8. cristina bove ha detto:

    Grazie a tutti i “mi piace” 🙂

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  9. michelaemme ha detto:

    splendenti, efficacissime, comunicative immagini… grazie

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  10. Nomen est omen, dicevano i latini, ma in questa poesia c’è altro e di più; lo stato di coscienza ci rapporta con la bellezza e con il dolore, ” la sostanza benevola di me / che ne faceva fioriture d’arpa”, dopo però, la perdita del nome, della coscienza.
    Grazie, Cristina.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      Grazie a te, cara Narda.
      lo stato di coscienza ci accomuna in quell'”altro e di più”…
      Perdersi infine nella poesia, che sembra trasportare in luoghi di luminosità dove tutto appare più chiaro, dove la commozione a volte fa luccicare gli occhi.
      un abbraccio
      cri

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  11. Blumy ha detto:

    bella e dolce e poi … dentro di te, ma non troppo in fondo, c’è una luce che vuoi reprimere e che, ogni tanto, spacca tutto e viene fuori con grazia e potenza insieme, e quella luce è la metà del tuo nome …

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    • cristina bove ha detto:

      cara Blumy, dici bene, ogni tanto bisogna che tutto quello che ci nasce dentro, incontenibile, straripi almeno nelle parole.
      Mi piace molto : ” quella luce è la metà del tuo nome”… lo è per tutti , abbiamo tutti i piedi sulla terra e la testa nel cielo.
      ciao

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  12. margaret collina ha detto:

    cara Cristina, ti invito a leggere cosa si scrive dalle mie parti

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    • cristina bove ha detto:

      mammamia, cara Margaret! che lavoro immenso hai fatto nel tuo nuovo bellissimo blog!
      Grazie infinite dei numerosi inserimenti di mie poesie.
      e grazie dei tanti straordinari poeti di cui offri le opere.
      Un grandissimo impegno di chi ama ogni voce, ogni parola, ogni forma d’arte!

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  13. Anonimo ha detto:

    SPLENDIDA DAVVERO!
    Gio

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  14. infranotturna ha detto:

    è inutile, sei sempre la più brava – forse dovrei dire ispirata, non so, ma si capisce
    baci

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  15. 00chicca00 ha detto:

    dopo tanto tempo più di un anno di lontanza ritorno nei lidi della poesia e leggo delle perle straordinarie…
    questi due versi mi hanno dato la sensazione di non essere mai andata via..
    “e questo senza mai cessare il luogo
    senza finirsi e senza cominciarsi”
    grazie di cuore

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  16. gelsobianco ha detto:

    “fece di me una voceluce
    fece di me l’ignoto
    così che infine mi potessi amare.” ❤

    In silenzio ti abbraccio forte, Cri cara
    Grazie sempre per i tuoi versi
    gb

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  17. lementelettriche ha detto:

    Crì… ti chiamo con metà del tuo nome.

    Ovunque tu vada, comunque vadano le cose,
    io ti vedo sempre su una nuvola: insomma sei al di sopra.
    Sei molto più su “di chi crede che la realtà sia quella che si vede”
    – per usare parole di Montale –
    ecco.
    Ti voglio bene.

    P. S. Sto un po’ meglio.

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