Domenicale

soggiorno riflesso nel giardino - 4 by Cristina Bove

Dell’idioma delle sfere
viene concessa solo qualche sillaba
senza la traduzione
_un libro scritto in volontaria armonica
sui righi_
e una parola buona a consolare

i figli a casa e nuovi fiori sul balcone
siamo salvi
anche se ha grandinato questa sera a Roma.
Deviamo dalle traiettorie turistiche
_al centro c’è l’estate e l’arte_
Qui nel giardino del vicino un oleandro
lontano la pineta per confine

spostando l’orizzonte oltre i cancelli
finisce ogni brusio
nella magnificenza d’una musica
ascoltare la vita in simultanea

                          

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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11 risposte a Domenicale

  1. carmen ha detto:

    Un passaggio veloce, solo per oggi.
    Con tratti lievi hai espresso il silenzio, ma mi hai anche portato molto oltre, là dove si può ascoltare la vita, nella magnificenza di una musica.
    Che bello!
    Ciao, buona giornata e buona settimana
    Car

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  2. lallaerre ha detto:

    “spostando l’orizzonte oltre i cancelli
    finisce ogni brusio
    nella magnificenza d’una musica
    ascoltare la vita in simultanea”

    quando succede è come una benedizione. Ciao Cristina!

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  3. frantzisca ha detto:

    abbiamo dimenticato il linguaggio delle sfere, ma spesso si aprono varchi nella memoria e allora tutto il senso della vita qui, e in altra dimensione, appare chiaro…
    magia che i tuoi versi rendono d’incanto

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  4. fernirosso ha detto:

    la grandine è ormai ogni parola, ci casca addosso e ci massacra ci scanna e se va bene ci sevizia. Tutto il verde abbattuto, salvo poi addensarsi nelle ville dei magnati. Che resta agli altri se non il mondo di una parola fuori dell’uso mercantile che sa aprire ad altre spiagge? Grazie Cristina. Qui la grandine, anni fa ha fatto danni come un bombardamento, hanno lavorato un anno a ricostruire tetti, avvolgibili, i carrozzieri e i venditori d’auto hanno fatto affari d’oro

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    • cristina bove ha detto:

      Dici bene, Ferni, grandine anche la parola… com’è vero! la parola che ricatta, tramortisce, la parola spietata e vendicativa, la parola che irride e sporca anche la parte più delicata dell’essere.
      e per l’anima non ci sono carrozzieri che riparino ciò che i bruti distruggono.
      ma è pur vero che c’è anche la parola che conforta e che salva, la poesia che ci unisce e ci rafforza al di là di tutto il male che viene perpetrato.
      Grazie, cara amica, di esserci!

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  5. Amina Narimi ha detto:

    “Qui nel giardino del vicino un oleandro
    lontano la pineta per confine”

    stupenda Cristina come sempre

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