Transiti con catene

aggancio mimetico - by criBo

Quando la notte bazzica sui muri
e li cancella
porto una sciarpa d’edera sintetica
sui fianchi della casa
perché non noto alcuna differenza
tra le sbarre di ferro del balcone e i loro spazi
ma solo domattina
che ci saranno due boccioli intatti
ammutoliti al sole (la rosa che ho comprato
a scatola chiusa e chissà quale sarà il colore)
i vicini apriranno le finestre di quel tanto
da riscontrarsi vivi
e come d’abitudine il caffè

nel buio divelto suddiviso in celle
l’uomo già prigioniero delle tarme
__era solo un vestito__
chiede grazia ai suoi morti
a tutti chiede grazia
non si direbbe umano: ha infatti segni
diabolici (per chi crede all’inferno)
camouflage di cerone che si scioglie

non è questo il disastro
ché di fuoco o di vermi finirà
come giustizia vuole, ma il contorno
di decerebellati in avanzato stato di…
__qui ci vorrebbe una fotografia di Witkin__

bandiera nera in cima al cranio
il condannato
mummificato in ogni alveolo
sembra uscito da un film di darioargento
malvagità spianata con le rughe
un ghigno mascherato da sorriso
non il balcone di piazzavenezia
gli bastano gli affacci dalle sue televisioni

e nel Palazzo
ancora tutti proni a fargli da guardiani

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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10 risposte a Transiti con catene

  1. falconieredelbosco ha detto:

    ritratto perfetto di un disperato che si è autocondannato giorno dopo giorno ascoltando unicamente la propria cupidigia e facendo orecchio da mercante ai bisogni veri del mondo.
    Il Vangelo di oggi (so che non lo leggi ma sono sicuro che lo conosci) racconta di un uomo come lui:
    I suoi granai scoppiavano, troppo piccoli per il grano che egli vi accumulava; ma il suo cuore d’avaro era in un difficile imbarazzo, poiché non voleva disfarsi di nulla, e non riusciva ad accumulare tutto! Questo problema lo tormentava invano, e gli causava mille preoccupazioni. “Che farò?” si ripeteva.
    Chi non avrebbe pietà di un uomo così perseguitato? Tragedia dell’opulenza, miseria del bene acquisito e tormento del bene atteso! Non sono più ricchezze che gli procura la terra, ma sospiri, preoccupazioni, fastidi, orribili seccature. Come un povero, egli si dispera. Ecco il suo dramma, le preoccupazioni che lo rodono! “Cosa farò?”, si chiede. La risposta è semplice: aprirò i miei granai e ristorerò gli affamati! Ma non lo farà, perché altri come lui, per accattivarsi i suoi favori, faranno di tutti per consentirgli di continuare come ha sempre fatto. E saranno altri disperati a far soffrire i veri disperati e a ritrovarsi in fondo alla corsa padroni neanche di quel pugno di vermi che ripuliranno il loro cranio.

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    • cristina bove ha detto:

      Il problema, caro falco, non è solo lui, ma tutti quelli che lo sostengono, tutti quelli che trovano giusto essere ladri e che gli hanno permesso una escalation di furfanteria volgare e senza precedenti.
      Quelli che hanno permesso a un solo cittadino di impadronirsi della maggior parte dei mass-media.
      Non bastano vangeli e nemmeno professioni di fede a dare una raddrizzata etica a questo paese in rovina.
      Siamo davvero allo sbando se alcuni governanti sono così irresponsabili da fomentare una guerra civile solo per difendere un uomo disgustosamente ricco, arricchito con maneggi da gangster, solo per tenersi stretta una poltrona o un ruolo mediatico.

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  2. orsola hochkofler ha detto:

    ha ragione Francesca … sei grande!

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  3. fattorina1 ha detto:

    Vorremmo parlare di poesia che non è un giardino aulente e variegato di forme e di colori, almeno non è solo quello, non è quello ( affermativo): fascia la tua casa d’edera, compra rose per te e per i vicini: accanto sempre lezzo di fogna e di botox. In questo mondo, in questo angolo di terra la storia ripete senza annoiarsi i suoi turpi giochi e noi siamo nel vortice e nulla possiamo se non sbracciarci e dilaniarci, come foglie nel vortice appunto.
    Ecco, dirlo: no, ci ripugnate, ci indignate, ci punge la vergogna. .Che si sappia che c’è chi non è salito a pagamento sui pulman inneggianti, ma facciamo poesia, civile sì, perchè nessun uomo è solo e siamo costellazioni in perpetuo moto , più adatte allo scontro che all’incontro (purtroppo). Parliamo di poesia che è libero pensiero, ruga, dolore, una fitta di gioia, bene,.buono, bello, pacificato..
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      Poco fa ho dovuto eliminare una che avevo tra le amicizie di FB, perché mi aveva messo un post inneggiante a B e ingiurioso in modo stomachevole verso i magistrati.
      Ho anche chiesto pubblicamente che si cancellassero dai miei contatti tutti coloro che non avessero capito che quell’essere mi fa schifo.
      Questo nostro paese è allo sbando, milioni di italiani ritengono che un bandito condannato debba ancora rappresentarli e invece di vergognarsi gli fanno la ola…
      La poesia civile deve almeno contrastare, seppure a parole, una simile ignoranza, una simile improntitudine.
      Scrivo versi, non posso fare altro, ma spero che a qualcosa serva.
      Ciao, Narda, ci sentiamo presto.

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  4. aitanblog ha detto:

    Che finga di andare a servizi utili per una volta nella vita, che se ne resti prigioniero in casa o in un carcere speciale appositamente rifatto per lui, che evada, che scappi o che resti
    a me poco importa.
    Quello che mi spaventa è il Berlusconi che è in noi e da noi è venuto fuori.

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    • cristina bove ha detto:

      Per fortuna, Aitan, non tutti lo hanno dentro, i due terzi dell’Italia non approva e tantomeno si rispecchia in lui. Ed è solo questo che ci può dare ancora speranza.
      Quel terzo che lo acclama sappiamo bene di quali tipologie di gente è composto.
      La fine che farà lui a me interessa: che vada altrove, in qualunque modo, purché non abbia più la possibilità di dettar legge in questo paese.

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  5. fernirosso ha detto:

    ciò che pretendo da lui, vecchio senza un briciolo di sapienza (ma in fondo chi ne ha, la vita porta tutti allo stesso luogo) è che PAGHI i suoi debiti per frode.C’è gente che si ammazza perché non ha lavoro con cui MANTENERSI ONESTAMENTE, O NON PU0′ PAGARE CHI LAVORA NELLA SUA AZIENDA. Questa è criminalità anche dello stato che inneggia tanto alla non evasione del fisco ma poi s’impunta su una cosa da niente.Niente galera:ma ciò che deve maturato con tutti gli interessi bancari, si chiamano alimenti per tutti quelli che ha frodato consapevolmente.

    Quanto alla casa, la mia casa so benissimo che è solo me stessa, se poi ci saranno compagni accanto allora la casa sarà ricca e il viaggio meno pesante.

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    • cristina bove ha detto:

      Concordo cara Ferni, è veramente triste che lo si sia potuto condannare da quando si è fatto prendere la mano da questioni di sesso. Quando è invece un ladrone e un essere senza etica e senza scrupoli, un colluso con logge, cosche, cupole, ecc…
      Ma anche Al Capone fu tradito dall’evasione fiscale, e poté essere condannato.

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