Di proroghe

mano, pc e rose - by criBo

Dalla diagnosi infausta a quel primo intervento chirurgico trascorsero solo i giorni necessari per le analisi cliniche.
Ho ancora vivido il ricordo del risveglio: un senso di gelo con un tremito violento che mi attraversava il corpo .
Sono ancora viva, pensai, ma anche il pensare era fatica.
Un po’ di calore cominciò ad affluire, goccia a goccia, col sangue della trasfusione.
Intorno c’era una compattezza ovattata, vi ero come sospesa.
E il dolore lancinante della ferita che irradiava fitte nel ventre e nella schiena.
Nell’ampolla della flebo venivano immesse sostanze antidolorifiche, ma negli intervalli mi svegliavo tra gli spasimi.
Avevo trentacinque anni, mi sembravano già tanti. Solo dopo decenni capii quanto di me fosse rimasto in quella sala operatoria. E quanto irrecuperabile.
La morte, però, mi era stata ancora risparmiata. Proprio come quando, appena diciottenne, scavalcai il parapetto di un balcone al quarto piano e caddi sul selciato senza sfracellarmi del tutto, solo un poco.
Da allora considero ogni giorno un dono sorprendente.

Sei anni fa aprii un blog, conobbi persone meravigliose che mai avrei potuto conoscere altrimenti.
Ero sospinta da una forza interiore che mi suggeriva di far presto, visto che dall’ultimo intervento subito per l’inserimento di un pace-maker, mi fu diagnosticata breve sopravvivenza.
E invece sono ancora qui, felice di aver potuto continuare a scrivere, di aver potuto usufruire di altri mezzi per dipingere, fotografare, rapportarmi agli altri, condividerne parole, sentimenti e pensiero.

Era l’estate del 2007. Avevamo traslocato da Roma a Lariano, un paesino dei Castelli romani. Intorno c’erano poche case e oltre la strada principale, boschi e prati.
Una tana per chi temeva il fibrillare foriero di corse al pronto soccorso, e tutto un insieme di malori che deponevano per il peggio.
Mi pareva tutto un miracolo, sorpresa io stessa di tanta insperata vitalità.
Anni di ritiro e di respiro. E qualche piccola- grande felicità.

È già trascorso un anno da quando siamo tornati a Roma, non parlo più di resa e fine e, pur avendo incamerata qualche delusione (è triste riscontrare meschinità e malafede laddove si supponevano gentilezza e comprensione), sono comunque grata alla vita di avermi concesso l’amicizia e l’affetto di persone dotate di intelligenza e di apertura mentale, capaci di accogliermi con le mie doti e i miei difetti, vere compagne di cammino e dialogo.
Stare in città rappresenta una maggiore sicurezza anche per la salute di mio marito. Controlli periodici, visite di amici e, soprattutto, la vicinanza dei nostri figli, la fortuna di averli amorevoli e presenti .

A loro, e a tutte le splendide persone incontrate in rete,  dedico questa elaborazione digitale ed il mio GRAZIE!

               

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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30 risposte a Di proroghe

  1. poetella ha detto:

    grazie a te, grande Cristina!

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  2. bumbimediapress ha detto:

    spesso non sappiamo, quanto spesso stiamo, a vivere. e, nel mentre, prendiamo…
    grazie, di.
    simy

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  3. rabuccia ha detto:

    Reblogged this on daisuzoku and commented:
    Molto toccante. Detto da medico rianimatore….testimone quotidiano della lotta per la vita….

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  4. fernirosso ha detto:

    lenta, più dei muli sono lenta ma porto tutto il carico, di un bene che nulla ha a che fare con il consueto di un incontro occasionale. Ci siamo viste anche da così lontano e non serve parola che dica la presenza cascuna all’altra anche se da piacere vedere il segno dell’incontro. f

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  5. tramedipensieri ha detto:

    Ecco, mi hai commosso…oggi è proprio giornata di lacrime: ma di gioia!
    Grazie Cristina, grazie davvero.
    Non sai questo quanto sia significativo per me…

    un grande abbraccio
    .marta

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  6. fattorina1 ha detto:

    Ci regali il colore della tua intelligenza, l’aria dei tuoi versi. Anche le pietre si fanno toccare ( dall’acqua, dal vento, dalla mano dell’uomo); la nostra carne è fragile ma tiene avvinta la vita con forza.
    Trovavo stupido dire “grazie di esistere”: comincio a capirne il senso profondo.
    narda

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    • cristina bove ha detto:

      Sarà anche stupido dirlo, ma lo dico anch’io a te, grazie di esserci! Con la tua sensibilità, la tua commozione, la tua poesia, il tuo sapermi sostenere quando avanzano i dubbi. Sei sicuramente una di quelle persone che stanno arricchendo la mia vita di senso profondo e di bellezza.
      Un abbraccio grande

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  7. Luigi Carotenuto ha detto:

    Sei un’anima sensibile e attenta, gentile, curiosa e profonda. I tuoi versi ti rispecchiano, è un dono incontrare, pur virtualmente persone della tua caratura, un abbraccio da parte mia e di Grazia, Cristina!!

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  8. lucypestifera ha detto:

    penso sempre al bene prezioso di averti incontrata e al poco che posso darti in cambio

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  9. falconieredelbosco ha detto:

    se sono qui, se ho letto pensieri e parole che non avrei mai immaginato si potessero scrivere, se ho conosciuto persone delle quali sono orgoglioso di essere amico è grazie a te. tu mi hai dato il via , mi hai mostrato il sentiero che conduce a questa finestra elettronica dalla quale ogni giorno prendo respiro, grazie.
    un abbraccio.

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    • cristina bove ha detto:

      Ti ringrazio di questo che dici, ma il merito è tuo, sei tu che ti sei posto con rispetto e stima per il lavoro degli altri, sei tu che hai saputo dimostrare il tuo valore.
      Se ho contribuito in qualche modo al tuo affermarti, ne sono felice, lo meriti, per la tua serietà e determinazione.
      Un abbraccio

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  10. frantzisca ha detto:

    gracias a la vida ho incontrato te in rete, e con i tuoi incoraggiamenti ho aperto le dighe al mio dolore, e devo dire che è stato terapeutico…vedi cara e splendida amica che anche quando pensiamo di aver completato il percorso ci sono ancora tante cose da fare, tanto amore e comprensione da donare…altre anime da incontrare sullo stesso cammino…
    ti abbraccio coru meu

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    • cristina bove ha detto:

      coru meu…
      quello che provi per me è tutto ricambiato, lo sai!
      sì, credo che ti abbia fatto bene aprire “le dighe al tuo dolore”, il tuo tremendo dolore”…
      e forse è come dici tu, non possiamo andarcene se prima non abbiamo portato a termine i nostri doveri di esser umani.
      io ho appreso di me pulsioni inaspettate, mi sono conosciuta meglio, e se adesso sono cauta nel giudicare lo devo anche a questa esperienza di rete, che accomuna e affratella.
      Bea, la cara Bea, nel suo troppo breve passaggio in questi luoghi, mi ha insegnato molto, la comprensione innanzitutto, anche verso me stessa.
      amarsi è difficile, per noi donne che siamo condizionate da schemi mentali che gli uomini vorrebbero imporci Ce ne liberiamo a fatica, e spesso a costo di lacrime.
      ma sostenendoci a vicenda ce la faremo fin dove è dato arrivare.
      abbraccio immenso

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  11. Amina Narimi ha detto:

    Quanta forza che ci comunichi e insegni..Cristina
    come quella dell’iceberg
    che solo un ottavo di tanto splendore sta fuori dall’acqua e i due terzi spingono sotto, sono le parole nonDette, le forze invisibili che premono in Te
    Grazie nel cuore! Dove ti porto
    Claudia

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  12. albardili ha detto:

    Meschinità e malafede sono sempre in agguato, purtroppo e malgrado l’esperienza. Preziosissimo il dono di avere veri compagni di cammino e di dialogo. Un caro saluto.

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    • cristina bove ha detto:

      proprio così!
      è per questo che non mi lascio abbattere dalla volgarità crassa e ridanciana, ma mi abbarbico alla delicatezza che un essere umano può mostrare anche nelle sue più carnali espressioni.
      compagni di viaggio e di memoria, preziosi e irrinunciabili.
      grazie, un caro saluto anche da me

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  13. miglieruolo ha detto:

    Spero Cristina non se ne dispiaccia, ma le sue prose non sempre m’avvincono e convincono quanto le sue poesie. Ma ce ne sono alcune di queste prose che, a differenza di quel che accade persino con le opere di scrittori importanti, si fissano nella mente e lì restano a testimoniare di lei e della sua bellezza, per anni.
    Questa che ho appena letto è una di quelle che si abbarbicano ai ricordi. Bella.

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  14. carmen ha detto:

    Sempre “ad meliora”, cara Cristina! e di proroga in proroga… ma senza altri malanni, solo tempo tempo tempo!!!
    bbbcar.

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