Qualcosa di bianco acceso

la luna oltre la grata - by criBo

Spire di fumo in veli blu
dipingono il soffitto
il respirare quasi sovversivo
un incaglio profondo nel pensiero
quando la luna è falce e taglia il viso

si potrebbe _lo sa_
chiedere il sole come un’oca bianca
e alla luce che incalza
scrivere di quisquilie___ ma s’impunta
l’acrobata impigliata alle parole
le appende allora come cenci d’acqua
ai ghirigori ferrei delle grate

una boccata incandescente
l’ultima riga tralasciata apposta
c’era troppo di fiamma trascurata
troppo di tutto il suono e della sera
che smemorava intorno

non resta che dormire
mettersi in salvo dai pensieri folli
curvarsi sulle ansie _anzi abbracciarle_
e allontanarsi con un fiocco in testa
brava bambina di cent’anni

                                              

                                          

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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14 risposte a Qualcosa di bianco acceso

  1. tramedipensieri ha detto:

    …dormire, dormire come una salvezza a ritornar bambine…

    stupenda
    buona giornata Cristina

    .marta

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  2. Anonimo ha detto:

    Brava bambina di cent’anni!
    Non la ricordavo affatto questa bella poesia, mi lascia un po’ di nodo in gola, oprattutto da “l’acrobata impigliata alle parole” in poi..
    Ciao & Ciao
    carmen

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  3. ludmillarte ha detto:

    letta e riletta, bella tutta come la seconda strofa introdotta dal condizionale “potrebbe” (che implica una scelta), “ma s’impunta” (che la dice lunga)…”impigliata alle parole”, “l’ultima riga tralasciata apposta”, “c’era troppo di fiamma trascurata”… il sonno, rimane l’unico rimedio per sopire l’anima quando si abbandona il condizionale e si preferisce appendere cenci d’acqua ai ghirigori ferrei delle grate (colgo anche qui messaggi importanti, ma è un’interpretazione tutta mia). complimenti Cristina 🙂

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  4. ninaesposition ha detto:

    dormire… assentarsi dalla coscienza e però diventare vulnerabili;
    dormire…rifugio momentaneo quando le cose non vanno, ci si sente soli;
    dormire…luogo sicuro dove rifugiarsi a leccarsi le ferite, guarire, rigenerarsi;
    dormire…sognare, tornare all’infanzia, alla sicurezza della famiglia, agli abbracci caldi e disinteressati, alle coccole, al calore delle coperte rimboccate
    Ricerca amore e accoglienza la bimba di cent’anni così femminile col suo fiocco in testa!
    Una nuotata nel magico azzurro onirico illuminato da una luna a falce che inesorabile taglia e moltiplica i sé…
    Bella, bella, bella, bella….all’infinito!

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    • cristina bove ha detto:

      cara Nina, come hai centrato in pieno il senso di questi versi!
      la moltiplicazione escheriana è una tua acuta osservazione, rilevanza di una caledoscopica mente, proiettata da qui, nostro minuscolo esistere, all’infnito! sì!
      grazie! grazie! grazie!

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  5. fernirosso ha detto:

    so(g)no: una traccia senza altro segno che il ricordo, forse, il giorno dopo, memoria trafugata ad un altro mondo che comunque è dentro e attorno, nel seguito del corpo che vasto si allarga fino a raggiungere il cosmo con cui ci muoviamo, sempre, all’unisono.

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  6. fattorina ha detto:

    La brava bambina di cent’anni conserva il suo bagaglio di sogni e di visioni; le bastano a sfuggire all’aridità del sole e a passare da un giorno all’altro.
    Il tempo è solo coscienza,, non è misura come si vuole far credere; l’acrobata può continuare a giocare all’unisono con chi vuole giocare con lei.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      che bello, Narda, questo tuo pensiero!
      in fondo siamo tutte bambine centenarie e il tempo, proprio come dici tu, è il filo dell’acrobata…
      ed è bello vivere giorno per giorno, in giochi d’equilibrio tra la terra e il cielo.
      grazie!

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  7. albardili ha detto:

    L’acrobata delle parole, con destrezza, stile e coraggio, appende alle grate sprigionando bellezza. Grazie. Buon fine settimana.

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