L’acquiescenza delle carte

riflessi everzamare - by criBo

scivolano giù dal letto le scritture
formano una pozzanghera d’inchiostro
sullo scendiletto _ma se non hai mai avuto tappetini!_
è vero, non li ho avuti, ma soltanto per scelta
ché ho smesso da tempo d’abitarmi
e scrivermi graffiti dal seno alle caviglie

sei ripetitiva oggi, lo sai?
Sì lo so ma se dicessi che
non me ne importa un fico fresco _secco, si dice_
ah già, ma secco o fresco
non m’importa lo stesso
:io quella me che si fa bella con l’ombretto blu
non la conosco
o meglio, la incrocio qualche volta per la stanza
faccio finta di niente
c’è un semaforo piccolo da tavolo
tra i suoi pensieri e i miei col rosso fisso

quando chiude la luna nei cassetti
e vive in me la sua controfigura
pipistrello d’argento
si aggrappa ai miei capelli alle mie braccia
nel raccattare sillabe di quella stessa voce
respirata nell’attimo che accade
tutta l’ubriacatura del pianeta
le risate diventano un diaframma
tra donnapesce e l’uomo un po’ bambino che non sa
quanto si possa scrivere d’amore in filigrana
sui mille fogli che talvolta legge ma
non prova mai a guardare controluce

.

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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18 risposte a L’acquiescenza delle carte

  1. yoklux ha detto:

    aaah, shostakovich…

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  2. annamaria49 ha detto:

    Buongiorno, cara Cristina, la musica e la tua poesia deliziano l’anima. Quanta raffinatezza di pensiero, quanta bravura! Non sei ripetitiva, sei semplicemente tu con la tua passione e autenticità.
    Buona giornata.
    baci
    annamaria

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  3. tramedipensieri ha detto:

    Delicata immagine femminile…l’essenza …

    un sorriso
    .marta

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  4. fattorina1 ha detto:

    Per niente enigmatico questo sdoppiamento di persona: siamo un po’ tutti doppi con un viso per il pubblico e uno per intimo intriso di vuoti e di assensi. Forse resta all’esterno come un ologramma, una filigrana che si intuisce e che mette negli altri paura per il sospetto di una grandezza non abbracciabile.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      sì, Narda, e io credo che sia un bene, altrimenti non avremmo nulla da scoprire nell’altro e nemmeno in noi stessi, mutevoli nel tempo, mai più quelli di prima.
      trovo inoltre molto interessante il concetto che si possa intuire la grandezza ma ritrarsi nel timore che non sia possibile accoglierla.
      e che sia confortante vedere la bellezza nell’altro, ammirarne le qualità, senza per questo sentirsi da meno, anzi sapendo che ciò che è di uno appartiene a tutti.
      grazie!
      cri

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  5. aitanblog ha detto:

    Mi piace, mi piace quando parli tra te e te, e mi piace pure la colorazione blu elettrico che ha preso questo blog.

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  6. frantzisca ha detto:

    Devo dire che sono sorpresa? No, perchè non lo sono, ma completamente incantata sì, stregata dal tuo porgerti sempre in modo nuovo, anzi nuovissimo, dalla tua abilità di piegare la parola al tuo inesauribile estro…per i contenuti mi astengo ché già sai.
    Bacio

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  7. frantzisca ha detto:

    Non volevo entrare nei contenuti, ma non posso fare a meno di soffermarmi sul pipistrello d’argento, che ho pensato di legare alla luce della tua luna chiusa, quindi la te notturna e misteriosa, ed è notorio che il pipistrello non ha bisogno d’occhi, e quindi gli è chiara l’altra parte di te che è nelle sillabe sfuggite ed è in grado di raccattarle…e farne poesia.

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    • cristina bove ha detto:

      quella visione è concessa solo a chi distingue anche nel buio le parole in filigrana…
      non ti sfugge nulla, amica mia, e sei capace di rivelare anche a me stessa sillabe date per disperse.
      annuiscono tutti intorno a me… ti riconoscono anche loro: suggeriscono una carezza ed un abbraccio
      anche da me
      cri

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  8. Anonimo ha detto:

    Sempre nuova è comunque la forma, anche se quache concetto potresti già averlo espresso. Sei così originale e geniale che qualunque cosa tu scriva appare sempre in una luce nuova.
    Ciao, spero di poter essere un po’ più presente ora, mare permettendo, ché finalmente forse comincerò a recarmi in spiaggia.
    car

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