Dell’ignota suadenza e del già detto

tra le onde - by criBo

 

l’ombra tracciata dalla meridiana
la non_ora disposta ad allungarsi
seguendo increspature liquide
assecondando il sole
in segni dove alloggiano domande
imprecisioni
sospetti di presenza
indefiniti vuoti dell’assenza

                 pescatrice di nebbia
mi definì il poeta _ed a ragione_
: appare il luogo della mia memoria
in un carteggio
tra me che vado scandagliando e me che annoto
sapendo che l’azzardo è sempre un’esca
_talvolta in acque torbide e profonde_

nella rete riemersa
anime di sirena e voci sparse

                      

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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15 risposte a Dell’ignota suadenza e del già detto

  1. carmen ha detto:

    Lo posso dire? Lo dico: Una delle tue più belle, in assoluto!!!!!
    Il problema è che ogni poesia che scrivi è definibile così…
    Ma che ci posso fare? non è colpa mia!!!
    bbbcar

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  2. ninaesposition ha detto:

    Pescatrice di nebbia!
    La nebbia è la barriera naturale tra il reale e l’oltre, spariglia le carte,mescola le cose pregne di pianto e di dolore e il desiderio di pace.
    Due piramidi che hanno un solo vertice, due polarità in continuo scambio e riconoscimento, alla ricerca di un punto di discontinuità più che di continuum.
    Ricerca dell’essenza d’esser-conosciuta tramite un’altra essenza,
    “Sospetti di presenza indefiniti vuoti dell’assenza…carteggio
    tra me che vado scandagliando e me che annoto ”
    Autoconoscenza che dà l’insight: il mondo altro non è che immagine simbolica di un’altra dimensione che in questa contempla, imita e plasma se stessa…
    In fin dei conti , “l’azzardo è sempre un’esca”!!!
    Quant’è bella, Cris!

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    • cristina bove ha detto:

      è di Augusto Benemeglio questa definizione. E credo che abbia visto giusto.
      del resto anche tu hai considerato più volte la mia poesia come un ponte tra ciò che si può comunicare e ciò che rimane misterioso.
      “Ricerca dell’essenza d’esser-conosciuta tramite un’altra essenza”
      credo che questa tua felice sintesi riesca a contenere e spegare molto delle mie tematiche e del mio mondo interiore.
      Te ne ringrazio infinitamente!

      buona giornata
      cri

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  3. lallaerre ha detto:

    Sì, quant’è bella Cris! Nina mi perdonerà se uso le sue parole, ma tolgo la virgola: nella bellezza di questi versi c’è tutta la bellezza di chi li ha scritti…

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  4. poetella ha detto:

    senti…NoN leggo i commenti.
    Ti dico solo…
    MAMMA CHE BELLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

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  5. gelsobianco ha detto:

    Bellissima! No. Non basta!
    E’ molto di più questa poesia!

    Cri, tu hai la Bellezza che riversi nei tuoi versi.

    Colgo ciò che tu mi fai giungere, ma l’emozione mi blocca.
    E’ la mia un’ emozione profonda, non quantificabile.

    Quel tuo quadro “tra le onde”!
    “la non_ora disposta ad allungarsi
    seguendo increspature liquide”

    Questa musica!

    Grazie.
    Stupore.

    Ti abbraccio forte con affetto vero
    gb

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    • cristina bove ha detto:

      cara gb, riuscire a emozionare è l’aspirazione di ogni artista, ed è forse la forma che rende possibilie comunicare da una parte, accoglire dall’altra, le più profonde esigenze interiori…
      far nascere in un’altra anima lo stesso sentire da cui è scaturita l’immagine, è quanto di più gratificante esista.
      Ti ringrazio infinitamente per l’entusiasmo con cui accogli i miei versi.
      ti abbraccio
      cri

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  6. maria d'ambra ha detto:

    La pesca della/nella nebbia agevola l’azzardo dell’attraversamento temporale, (grazie anche ad una meridiana compiacente) e poi quello dello spazio che può incurvarsi a piacimento celando a tratti e all’improvviso rivelando il “tutto”, racchiuso nel lampo di un’immagine fugace o nel riaffiorare dagli abissi di parole naufraghe, alla deriva di tutto quello che non si può dire…
    bellissima e ispiratrice!
    bacio

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    • cristina bove ha detto:

      cara Maria, l’hai vista la meridiana sull’acqua, eh?…
      che c’è mai di solido in noi?… noi che ci riferiamo ai corpi dimenticando spesso ciò che veramente siamo…
      ma per fortuna lampi di coscienza ci illuminano di tanto in tanto, e arte, preghiera, meditazione o quel che sia, ci riportano, se pure per un attimo, nella pluridimensionalità del nostro esistere.
      grazie
      bacio

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  7. fernirosso ha detto:

    l’esca, che vale anche per uscire allo scoperto, per azzardarci un cappio e un capio mentre prima, con la testa immersa in terra non potevamo comprendere ciò che significa rischio, mentre si raschia tutto fino all’ultimo attimo, da vivere, dal primo all’ultimo (?) forse è un azzardo dirlo…nessuno ancora ha preso la palla al balzo per venircela a riportare, l’altra sponda, la riva in ombra dove pare che non ci siano parcheggi ma solo posti di manovra. Ciao cristina argonauta. f

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  8. cristina bove ha detto:

    ciao, compagna di viaggio,
    qui le esche ce le mettiamo a noi stessi, e forse se ci accalappiassimo davvero (e comunque accadrà) dovremmo seguire la sagola fino a…
    ed è quell’ignoto che, se un po’ ci atterrisce, anche ci affascina.
    ai posti di manovra ci aspettiano chissà, altre mansioni?…
    intanto la vicinanza ci conforta.
    grazie
    un abbraccio

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