Di_stanze

 

Siedi, con le mani strette alle parole
tastiera di stelle e refusi
Dov’eri? mi chiedi
in tutti questi anni che ho battuto strade
tra barboni e puttane
e il desiderio di un angelo spaesato mi prendeva
davanti al mare, scompigli, tragitti a bassa quota
di gabbiani-spazzini nel sartiame
odore del catrame, e la risacca a dondolare barche.

Siedo, e scorro veloce con le dita
detriti di pensieri scivolati sui fianchi
ha fermagli d’acciaio lo sbadiglio
che fotocopia pause.
Accompagna il mio ritmo in alghe e diatomee
bollicine di luce l’abat-jour
disegna l’onda prossima al lenzuolo.

L’antro dell’elfo ha stalattiti argento
scialli di verdeazzurro alle pareti
e musica riversa sui cuscini
vieni, siediti accanto al mio respiro.

 

pubblicata nel blog di Francesco Marotta”La dimora del tempo sospeso”

 

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in CriBo, Francesco Marotta, In casa d'altri, La dimora del tempo sospeso, poesie, riproposte. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Di_stanze

  1. è bellissima.
    bellissima.

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  2. massimobotturi ha detto:

    hai sempre una gran classe Cristina

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  3. marzia ha detto:

    Leggo un dialogo a due voci, te e l’elfo. La fantasia, forse..
    Parole che rincorrono brandelli di passato seppure in aspetto un pò informe, brandelli di di pensieri, sensazioni, ma non è questa la vita allo stato puro?

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  4. tramedipensieri ha detto:

    Dov’eri?
    già….
    dove…..

    un abbraccio
    e un augurio di buon inizio settimana
    .marta

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  5. gelsobianco ha detto:

    “vieni, siediti accanto al mio respiro.”
    Dovremmo noi incitare noi stessi a fare questo, molto spesso.

    Superfluo scriverti che è una poesia molto bella:-)

    Un abbraccio, Cri.
    Ti sorrido
    gb

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  6. fattorina1 ha detto:

    La vita non corre a rettifilo come sulle autostrade, è come una strada di montagna: curva, tornma sui passi, avanza, inciampa. Da donna che viene dal mare hai saputo trasportare questa irregolarità che è ricchezza, dal mare stesso. Ci sono espressioni di grande tenerezza in questa poesia, per chi la scrive e per chi coinvolge nella scrittura. Finalmente meno solinga, meno amara. Bella, come tutte le tue.
    Narda

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