un piccolo anticipo

dal mio romanzo:

Cap. 45 – pag 162

                    

Tre donne sedute a un tavolo tondo, […] l

[…]È ancora convalescente, l’intervento che ha subito l’ha come spezzata.
Se prima propendeva per la ricerca filosofica, adesso è attratta dall’esoterismo magico.
Ha raccontato alle due amiche di essersi trovata, nel dormiveglia, seduta con le spalle alla testiera del letto, e di aver sentito una voce gridare: anche lei nel suo letto di dolore! Anche lei, come me! E continuava, la voce dal timbro indefinibile, ossessiva: anche lei, anche lei…
Terrorizzata, vorrebbe chiamare il marito ma non riesce a emettere suono.
Sta per essere ghermita da una forza sovrumana, quando avverte alle spalle un movimento, qualcuno l’abbraccia e la trattiene. Una serie di lampi azzurrini illumina, facendola arretrare fino a farla sparire, una pesantezza d’ombra.
Si sente al sicuro. Le luci si spengono, la stanza è nel suo assetto abituale.
Lei seduta nella stessa posizione.

In quel periodo si dedicava alla lettura dell’I Ching e di altri libri che trattavano argomenti più o meno simili sul paranormale, guarigioni miracolose, pratiche divinatorie. Imperversavano sette di ogni genere, santoni indiani che materializzavano polvere ed anelli, guru stramiliardari collezionisti di Rolls Royce, saggisti di teorie improbabili, sedicenti maestri di discipline tantriche.
Molti scrittori facevano fortuna con alchimisti e profezie, visioni e viaggi fuori dal corpo.
Pur essendo votata alla logica, il dubbio e la curiosità bilanciavano sempre con un: e se?…
Perciò quando fu travolta dal senso di provvisorietà dell’esistenza, non disdegnò sperimentare tutto quanto possibile.

Erica credeva a tutto, cabala, carte, spiriti e magia, insomma a ogni manifestazione che fosse ritenuta extrasensoriale.
Angela invece era l’agnostica per eccellenza, la scienza innanzitutto. E solo per il grande affetto che le legava si era lasciata convincere a partecipare alla seduta.
Alla domanda: di chi era la voce che gridava “anche lei come me “?il bicchierino sfiorando i foglietti, forma un nome, è quello della compagna di camera, morta mentre lei era sotto i ferri.
Si sentono solo i loro respiri. All’improvviso una folata gelida.
L’amica scettica è percorsa da un tremito, stacca il dito dal bicchierino, gli occhi liquidi, più cerulei del solito. Con voce alterata intima a una presenza invisibile: vai via, lasciala in pace. Si alza, sembra una sonnambula. A braccia tese allontana e spinge qualcosa d’invisibile davanti a sé. Con forza, la fa arretrare verso la finestra. La apre, il gesto è quello di una spinta decisiva, quindi richiude rapida gli infissi.

Torna a sedersi, lo sguardo riacquista lentamente la vividezza solita.
Le si rivolge, consapevole di quanto è appena accaduto.
Voleva portarti via con sé, è furibonda perché tu sei ancora viva e lei no. Ho percepito i suoi pensieri malevoli.
La descrive in tutto e per tutto, come se l’avesse conosciuta, cosa impossibile perché quando è stata a farle visita in ospedale, la tizia era già morta.

Si fanno ipotesi.
Puoi averla immaginata da qualche mia descrizione.
Non me ne hai mai parlato.
Forse telepatia.
Aveva un neo sullo zigomo destro, molto vistoso.
Sì, proprio sotto l’occhio- conferma – incredula.
E una vestaglia marrone a fiorellini piccoli bianchi.
Sdang! Un colpo basso, mai parlato a nessuno di nei e di vestaglie.
Camminava a fatica – continua l’altra – stringeva in mano un portacipria dorato.
Ammutolita, scossa, lo ricorda perfettamente sul comodino dell’ammalata.

Con Angela, che stentava a ritrovare il sano agnosticismo anteriore alla vicenda, si parlò per giorni e giorni della seduta, rinnovando ogni volta ipotesi sulla sconcertante visione. Finché altre vicende ebbero la priorità nella vita di ognuna.
[…]

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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9 risposte a un piccolo anticipo

  1. Stefano Re ha detto:

    Ben scritto.
    Stefano

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  2. carmen ha detto:

    Brrr! che brividi!
    scettica x scettica (alla n potenza…), io, ma la descrizione non mi lascia neanche uno straccetto piccolopiccolo di dubbio!
    car

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    • cristina bove ha detto:

      anche Angela era scettica all’ennesima potenza, ma dopo quell’episodio è diventata più possibilista.
      io credo fermamente nella scienza, e ultimamente la fisica quantistica ci dice che la materia è fatta di particelle di luce che si comportano come corpuscoli o onde secondo il pensiero dell’osservatore.
      ma credo anche, come Margherita Hack, alle infinite possibilità in cui può manifestarsi la materia, che non ci fanno escludere niente.
      buona giornata
      cri

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  3. rossana ha detto:

    Hmmmm…tema intrigantissimo, descritto così realisticamente che il “soffio gelido” l’ho sentito davvero…

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  4. gelsobianco ha detto:

    Scritto così bene da farti provare tutto.
    Il problema è che io ho avuto “strani fenomeni” che non sono riuscita a spiegarmi in alcun modo.
    Ho interpellato persone diverse che mi hanno fatto vedere tutte le possibilità possibili.
    Mille ipotesi, ma la soluzione?
    Grazie, Cri.
    Sorriso
    gb

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    • cristina bove ha detto:

      l’mportante, cara gb, è non lasciarsi coinvolgere dalla credulità a tutti i costi, e da supponenti teorie che vorrebbero catalogare i fenomeni come extrasensoriali:
      di noi, del nostro pensiero e di tutto quanto l’universo, sappiamo così poco che è quasi nulla.
      soluzioni? credo che la mente umana non sia ancora giunta a un disvelamento tale per cui si possa anche solo presupporle.

      grazie a te
      🙂 e buona giornata
      cri

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