Desistenze

uccelli - by criBo

Ha il corpo, ma è come non l’avesse
quando si porge d’infinite cose
dice: Ti sono
per amarti il pensiero
perché non posso trattenere il fiume
perché non voglio oppormi alle sue rapide
e tuttavia ne ignoro le ragioni
però mi piacerebbe risanare
le tue antiche ferite

Non ha il corpo, ma è come se l’avesse
quando s’adatta alle finite cose
dice: Mi sei
tessitore di fiato
perché non puoi sapermi senza vita
perché non vuoi che mi condanni il tempo
e tuttavia ne ignoro le ragioni
però mi piacerebbe che sanassi
le mie antiche ferite

Ti sono, per i giorni d’autunno
in cui nascesti prossima e lontana
e perché so che te ne andrai da sola
_malgrado questo fiume che ci unisce_
e non potrai restare

Mi sei, per le giornate dell’inverno
in cui nascesti prossimo e lontano
e perché so che me ne andrò da sola
_malgrado questo fiume che ci unisce_
e non potrò restare

Quando non ci sarai
forse saprò che il tempo è vincitore
sulle distanze brevi
e che non sono i corpi a combaciare

Quando non ci sarò
forse saprai che il tempo è convenzione
che la distanza è sogno
e che non sono i corpi a innamorare

                           

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in CriBo, poesie e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

24 risposte a Desistenze

  1. momix ha detto:

    Questo è un magnifico elogio all’inconsistenza, trattato con la tua delicatezza che sempre mi commuove!
    un caro saluto
    mo

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  2. Amina Narimi ha detto:

    senza fiato…straordinaria

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  3. Anonimo ha detto:

    Bisogna non desistere d’esistere!!! almeno… fino a quando ci sarà imposto, ma allora, non avremo comunque desistito, semplicemente non esisteremo (come corpi, come anime sì!)

    Mi piace

  4. domenica luise ha detto:

    Prima di commentare la poesia voglio dirti quanto mi piacciono le tue immagini nelle quali una fantasia uguale a quella dei tuoi versi si sbizzarrisce in libertà.
    Questa non è una poesia da contenere in due parole. Sembra un colloquio tra due esseri complementari che combaciano formando un orizzonte di pensiero e di esistenza. Perché la desistenza fa parte del gioco, ma non è. La solitudine è la sostanza umana. Certo un poeta dice a se stesso: chi si ricorderà di me?
    Ma non occorre essere poeti per porsi una tale domanda. Non lo sappiamo. E poi, chi è l’altra voce del tuo duetto? Una delle altre mille oppure una sintesi o chi? Poesia profonda.

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    • cristina bove ha detto:

      cara Mimma, questo è un dialogo immaginario, che ipotizza la condivisione profonda da parte dell’interlocutore.
      fondato su un rapporto che volutamente mantengo astratto, e che, tuttavia, mi piacerebbe si svolgesse in questo modo.
      mi accorgo sempre più che la poesia è un tentativo di far combaciare sogno e realtà.
      grazie del bel commento.

      Mi piace

  5. tramedipensieri ha detto:

    la distanza è sogno
    e che non sono i corpi a innamorare…
    forse
    forse lo saprà…

    sublime….
    un abbraccio
    .marta

    Mi piace

    • cristina bove ha detto:

      Marta, non so perché non è comparsa ieri la mia risposta… credo che wp stia facendo qualche aggiornamento, anche i commenti di oggi, qui e sul giardino, ho dovuto approvarli più volte per farli apparire.
      comunque ti ringrazio adesso, con affetto
      e un abbraccio
      cri

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  6. fernirosso ha detto:

    Ha il corpo ed è come fosse assente
    se si s porge da infinite cose l’essere non sente
    dice: io sono
    e nel pensiero dice di amare
    ma affoga nel fiume del senso
    e ripide vie da ancora più antiche ferite
    nelle ragioni incomprese non fa ritorno

    Non ha il corpo ed è come ne avesse
    uno soltanto quando tra loro confronta
    le finite coseni cui è fatto
    dice: chi crea questo
    immenso artificio
    chi tesse il mio fiato
    chi mi ha costruito in questo incredibile
    universo in cui mi addentro solo
    dentro uno specchio che non misuro a tempo
    perdo il mio passo se solo mi cimento
    ignorando le ragioni per cui sono qui
    in questo assurdo mondo e soffro
    se solo il pensiero lancio
    un poco oltre il piede con cui
    ancora mi confronto

    Tutti i giorni di un solo momento
    per tutti gli incantamenti per cui
    mi nascesti per l’acqua del tuo ventre
    e i fiumi che in me scorri dalle notti del tuo corpo
    per la prossimità tra passato e futuro
    che insieme sono il mio presente
    bruciando la fiamma di un respiro
    senza inizio e senza spegnimento
    il sole che anch’io ho in corpo
    ti sono e tu sei me
    senza distanza i nostri universi
    sono un solo movimento

    Tu mi sei e io ti sono
    senza nascere che un attimo in un sogno
    senza distanza che la misura di un segno
    fatto di notte mentre ancora non avevo intelletto
    e tu mi sei fiume e goccia
    e io ti sono corrente e acqua
    un greto che ci scorre
    come su un’ancora l’onda
    perché qui noi siamo e saremo
    e ancora ci faremo passate
    di mano in mano e da impronta ad orma
    la medesima sostanza che non cede
    e non cade da questa terra comune
    che ci è per sempre
    madre

    Grazie per fare terra, anche poco dopo l’ombra- ferni

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    • cristina bove ha detto:

      se sono stati i miei versi ad ispirare i tuoi, ne sono felicissima!

      “e tu mi sei fiume e goccia
      e io ti sono corrente e acqua
      un greto che ci scorre
      come su un’ancora l’onda
      perché qui noi siamo e saremo
      e ancora ci faremo passate
      di mano in mano e da impronta ad orma
      la medesima sostanza che non cede
      e non cade da questa terra comune
      che ci è per sempre
      madre”

      Grazie per questa meraviglia!
      cri

      Mi piace

  7. gelsobianco ha detto:

    Cri, nella poesia sogno e realtà si uniscono, si toccano “intimamente”.

    Ho sentito questa tua poesia tantissimo.
    Credo di aver compreso.

    “che la distanza è sogno
    e che non sono i corpi a innamorare”

    Hai immagini che lasciano senza parole.:-)

    Un abbraccio
    gb

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  8. fattorina ha detto:

    Anima e corpo per attimi si separano e riflettono sulle percezioni di uniteralità e di ancora vivo bisogno di starsene accanto.
    Lo strumentario corporale è ingombro; qui parlano spiriti che sanno elevarsi dalle problematiche quotidiane e si scambiamo beneauguranti parole che sciolgono il gelo attorno.
    Narda

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  9. annitapozzani ha detto:

    Meraviglia delle meraviglie!
    Bravissima!

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  10. Pingback: Desistenze | Annitapoz's Weblog

  11. Pingback: D(E)ESISTENZE. Terra appena dopo l’ombra – Cristina Bove e Fernanda Ferraresso | CARTESENSIBILI

  12. cristina bove ha detto:

    Grazie a tutti i “mi piace”!

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