Che non può ritornare il mare al fiume

senza paradiso - by crBo

le cose destinate al macero
hanno le forme senza alcun fermaglio
inclinazioni da passarci sopra
per ultima tenuta il vinavil
           vedo parole ricadermi intorno
            in lettere disposte in altri mo(n)di
           estranee già alla nascita
           in questa quiete ch’è rassegnazione
           perdono il senso e l’anima

si vive d’ogni istante e non si vive
un delirio da poco straniamento
febbre leggera bianca
a infarinare sogni e discrepanze
e mi divento che non m’assomiglia
il ricordare. E quasi mi sgomenta
l’attaccamento al prossimo respiro

……………………………

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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14 risposte a Che non può ritornare il mare al fiume

  1. robertomeister ha detto:

    Dovrebbe esserci un ” mi piace molto “… ma non c’è. Lo scrivo qui.
    Ciao Cri

    Roberto

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  2. Anna Maria Curci ha detto:

    E s’accavalla il respiro allo sgomento
    lo segue, l’asseconda, conta i passi.
    Scendono insieme, giù, verso la foce.
    Lungo il tragitto abbondano gli scontri.

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  3. poesia dentro la poesia, i vostri commenti.
    e non so dove posare il sospiro
    ché il passo è divenuto respiro

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  4. fattorina1 ha detto:

    Batte il cuore batte e ribatte
    ma non è lo stesso cuoricino bambino
    che metteva le ali per farsi uccello
    non era il battito sonoro dell’amore
    che trasudava dai pori della pelle.

    E’ rimasto un poco che ci tiene svegli
    un incanto il canto di una lavandaia.

    Ci salveremo da sole , Cristina, da sole, terse come una camicia uscita dal bucato.
    narda

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    • cristina bove ha detto:

      no, non è lo stesso cuore che galoppava senza sforzo nelle brughiere delle più intense emozioni…
      ed in quel poco che ci tiene svegli, la poesia è consolatoria.

      forse ci stiamo già salvando, Narda, e siamo ancora qui… mi piace il buon profumo di marsiglia.
      grazie
      cri

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  5. gelsobianco ha detto:

    “febbre leggera bianca
    a infarinare sogni e discrepanze
    e mi divento che non m’assomiglia
    il ricordare.”
    oh, quanto mi dicono questi versi!
    quanto è vero tutto questo!

    bella, bella poesia.
    titolo perfetto!

    splendido il collegamento con questo Waltz 2 di Shostakovich.
    c’è la stessa “nostalgia”, secondo me.

    ti abbraccio, Cri, con affetto
    gb

    che colori nel tuo dipinto!

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  6. Vincenzo Errico ha detto:

    E quasi mi sgomenta
    l’attaccamento al prossimo respiro

    La poesia che conosco è quella che infila l’ago della parola dentro il tessuto della vita che offre un piano da tracciare e questa tua la riconosco.

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