Poi la nave bianca…

        onda e vele - by criBo

L’inizio dalla curva
sul fianco della sala. Viro
rischiosamente all’angolo del vento
piccola tramontana d’apprensione
e di ritorno sul tappeto il mare

è sempre mare quello che calpesto
un mare a cera
un porto di piastrelle _sedie a remi_
il faro d’alabastro appeso al muro

nel doppiare la costa del divano
è lì:  lo scopro
accovacciato dietro la sua fronte
sessanta primavere sulla faccia
_ la mappa del suo dire_
e l’improvviso volgermi le spalle

l’isola mia si stende sul balcone
alghe di rose sulla riva intrisa
e nello sciabordio poche parole
scritte di pioggia dall’innaffiatoio
nel terminale inquinamento da
amore impoverito _e d’altre scorie non
biodegradabili_

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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7 risposte a Poi la nave bianca…

  1. elis19mr ha detto:

    Questa la posto in “Questioni di libri”, al prossimo inserimento…
    (ti sei sublimata, non ho altre parole…)

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  2. gelsobianco ha detto:

    Cri, sei davvero grande grande grande!
    Io posto questa tua poesia in me.
    Non ho parole giuste per riuscire a dire ciò che tu mi fai giungere veramente.

    Questi tuoi versi sono stati scritti e dipinti da te che li hai fatti divenire note di musica anche.
    Il mare, una vela, il vento, l’isola e…
    “e l’improvviso volgersi di spalle”
    e la chiusa.

    Grazie, Cri.
    Ti abbraccio
    gb
    Il tuo dipinto!

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  3. fattorina1 ha detto:

    Ancora la nave, l’acqua , il mare : si naviga con la visione, creduli, finchè l’acqua di un innafiatoio che prosaicamente annaffia rose riporta ai muri, alla casa, alle delusioni. Ma loro, le rose, possono continuare a vivere.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      ho questa vaga sensazione, di navigare non conoscendo altro che le isole cui ogni tanto approdiamo.
      anche l’amore, come tutto quanto ci è dato esperire, ha i suoi tempi di smaltimento…
      accorgersene fa male.
      ma poi… si prosegue, ed ogni porto è un nuovo sapersi.

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