Questione di grandezze

Veniamo tutti noi dall’infinito
respirati dagli alberi e dai cieli
siamo la vita che dà vita al mondo
e siamo il mondo
inseparati nello stesso fiato
siamo la ricordanza delle stelle
_senza di noi chi le vedrebbe ancora_
perfino quelle estinte?

Ma forse è solo un mucchio di sciocchezze
scrivere qualche segno sulla carta
andare a capo
farmi qualche illusione di certezza
finché c’è vita _a parte la speranza_
c’è la raccolta dati: il rendiconto delle banche
a cui
della farfalla che
batte l’ala a Pechino
e provoca monsoni a Timbuctù
non gliene frega un frego

e mi rifletto addosso
piegando appena un po’ la testa
:cos’è sta roba sul divano? un corpo
dicono che sia mio
che se respira provoca
la nascita di un dio, la primavera,
il piatto dello chef
l’annientamento delle falde acquifere
il capriccio dei re
la morte di stilisti (il dolce del gabbare)
e giù di lì…

all’improvviso ho voglia di sparire
per risparmiare almeno
il prossimo giudizio universale

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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20 risposte a Questione di grandezze

  1. massimobotturi ha detto:

    respirati dagli alberi, alberi noi stessi

    grande Cristina, come sempre
    🙂

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  2. ludmillarte ha detto:

    meraviglia… (“il dolce del gabbare”…:))
    ciao Cri, buona giornata

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  3. Antonio Devicienti ha detto:

    Ammiro sempre la tua sapienza compositiva e la sottile ironia (che significa consapevolezza) che a volte fa capolino nei tuoi testi. Un carissimo saluto, Cristina. E grazie per questo spazio speciale.

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  4. guido mura ha detto:

    Ironizzare e scrivere poesie di ampio respiro non è da tutti. Tu sei una delle poche persone che ci riescono.
    Ciao.

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  5. fattorina1 ha detto:

    “Siamo la vita che dà vita al mondo e siamo il mondo..” . proprio così, tutto esiste se lo nominiamo, come un battesimo e anche le stelle sono appese al cielo dalla nostra intelligenza. Non me ne voglia la Hack , anche lei sapeva dei misteri che l’intelligenza ad uno ad uno avrebbe svelato. Così la donna che lascia il corpo abbandonato sul divano, ha ancora una fiammella dentro con la quale gabbare ogni meraviglia o aspettare la fine universale. Fra le due posizioni non c’è alterità.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      non ricordo quale filosofo supponesse che la realtà è come noi esseri umani vogliamo che sia.
      è per questo, credo, che siamo fatti dei nostri pensieri, dei nostri desideri.
      e dell’amore che abbiamo per la luce.
      nello Zen è solo il centro che conta..
      grazie

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  6. poetella ha detto:

    ma dai…
    magari, dopo il giudizio universale… che ne sai?
    si ricomincia il ballo!
    Oppure… ci si riposa. No?

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  7. gelsobianco ha detto:

    La tua ironia, la tua autoironia, il tuo sguardo ampio, che spazia a trecentosessanta gradi, ti rendono molto, molto, molto rara, Cri, nella tua totalità.

    “(il dolce del gabbare)”… Sì, sei unica! 🙂

    “siamo la vita che dà vita al mondo
    e siamo il mondo” ❤

    Ti abbraccio forte, cara amica
    gb

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  8. carmen ha detto:

    Nell’alto mare in cui navigo adesso, per me è questione di micropiccolezza!
    Ma le tue poesie sempre più che macrograndissime.
    Di questa voglio sottolineare i versi che più mi colpiscono perché sono una tua specialità assoluta (come il resto, sì, ma questi di più di più):
    […]
    siamo la vita che dà vita al mondo
    […]
    della farfalla che
    batte l’ala a Pechino
    e provoca monsoni a Timbuctù
    non gliene frega un frego
    […]
    un corpo
    dicono che sia mio
    che se respira provoca
    la nascita di un dio, la primavera, […]
    il capriccio dei re
    la morte di stilisti (il dolce del gabbare)
    (questo in parentesi, per esempio… che figo!!!)
    […]
    con l’ironia finale:

    all’improvviso ho voglia di sparire
    per risparmiare almeno
    il prossimo giudizio universale

    Buona domenica, Cristina.
    Ciao, car

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