A dare retta al tempo

carillon - by criBo

Registrazioni di bambina attenta
note di un carillon
stesso motivo ripetuto e poi
la madre che s’accascia
come la ballerina sul velluto

anni di guerre e di bellezza
gesti di sfacimento e ribellione
il divenire trasparente
la fuga dove il corpo del momento
spariva frantumato in mille me
sotto il coperchio d’ebano intarsiato
_ ma forse era un balcone_

racchiusi nelle scatole d’argento
noi fingitori che viviamo d’ore
di proroghe e scadenze
e degli addii bambini conserviamo le tracce
in orologi e calendari muti

noi  non abbiamo fretta:
si perdono i contatti con le date
le sigle e i timbri apposti alle stagioni
sapendo che il conteggio dei minuti
è di chi è vecchio già da quando è nato

non appartiene a noi la decadenza
noi che vestiamo un corpo _in evasione_
ma in fondo lo sappiamo
che tutto si trasforma e niente muore

                                              

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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8 risposte a A dare retta al tempo

  1. tramedipensieri ha detto:

    Una continua evoluzione con momenti di fermo temporaneo…il tempo di un carion…

    questa musica è malinconicamente dolce
    grazie

    un abbraccio
    .marta

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  2. montgiusi ha detto:

    Sei proprio bravissima Cristina! Mi piace il tuo stile…le immagini che con le parole riesci ad evocare, bellissima davvero.

    Felice giornata
    Giusy

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  3. Carla Bariffi ha detto:

    ma forse era un balcone …

    ciao tesoro caro, come ti sento vicina 🙂

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  4. fattorina1 ha detto:

    Ti sei occupata spesso del tempo,oggetto poco frequentato dai poeti che prediligono la memoria.
    Quest’ultima richiama la storia personale, il tempo sboccia da pensieri filosofici e si incarna nelle singole memorie. Siamo per dare seguito al principio di Lavoisier : tutto si trasforma e niente muore.
    Tu sembri vivere in un’immanenza attiva pur conservandosi tale.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      forse perché il tempo appartiene alla sfera del mistero in cui siamo immersi, cara Narda, e a me sembra che ne siamo tutti affascinati da una parte e prigionieri dall’altra.
      nell’immanenza si esiste, nel tempo si diventa, ma in effetti che cosa siamo, noi racchiusi in questa mutevole forma, non è dato ad alcun essere umano sapere.
      grazie del filosofico commento
      cri

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