Underground

scala e faville - by criBo

                                   

Semiviventi
in quanto a credenziali
saccenterie tra stipiti e stuoini
tra le mani vetrini scoloriti
e sulla testa zucchero filato
o lucidezze d’alopecia a chiazze

a un tavolo _di sbieco_
seduti fanti e santi protettori
e nella poca luce
sedimentate a vita, ombre platoniche
di cui niente si sa, niente si evince
se non la finitezza d’ogni sorte

dagli ibridi parlanti     dalle parole obese
dalle follie discromiche
mi allontano _spossata_
vestita solamente del mio dire
ché preferisco tinte delicate
se proprio devo esprimere un pensiero

                   

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in CriBo, poesie, poesie della disperazione e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Underground

  1. lallaerre ha detto:

    come non essere d’accordo con la tua preferenza? quelle parole ‘obese’ sono davvero indigeste!
    Ciao Cri 🙂

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  2. guido mura ha detto:

    Raffinatissima questa, Cristina. Anch’io preferisco di solito le tinte delicate e non amo troppo la lipolalia, ma ogni tanto mi viene voglia di metterla giù dura e senza far troppi complimenti. Certo bisognerebbe non superare i limiti del buon gusto, ma non è facile, quando non se ne può più.

    Liked by 1 persona

    • cristina bove ha detto:

      grazie, Guido, ci sono persone che credono di essere leggiadre solo perché non scrivono “parolacce” e sono più coprolaliche nella loro autoreferenzialità, degli ippopotami nelle cristallerie…
      il buon gusto, credo che sia anche rendersi conto dei propri limiti “artistici”

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  3. carmen ha detto:

    Sempre elegante e delicato il tuo dire! Le parole obese… sono come certe palle-di-lardo-persone, ne ho in mente una, ma non posso fare qui il nome.
    Meglio mille volte le parole snelle, magari anche sensuali o semplicemente sensibili e quasi silenti.
    Bonjour madame!
    car

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    • cristina bove ha detto:

      ehehehe… Car_issima! ti faccio tana subito!
      Certo che pensare di valere chissà cosa, e che sia invidia o insipienza, quella di chi non apprezza certi “parti” pseudoartistici, fa veramente ridere.
      a volte anche l’autoreferenzialità gioca brutti scherzi…
      bonjour douce amie
      cri

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  4. fattorina1 ha detto:

    Poesia raffinata e suggestiva , ancora più del solito ricca di ossimori, figura che amo perchè tiene insieme le contraddizioni. Anche in questa comunque resti sulla soglia, non puoi più rientrare, neppure vuoi volare ( o puoi volare). Cristina, meditiamo con te sulla soglia e sgraniamo fonemi di parole che ormai sono svuotate di senso.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      ciao, Narda, considerazioni profonde, le tue.
      sappiamo bene quanto le parole possano essere pesanti, o svuotate di significato, quando ci rendiamo conto che sono approssimative a esprimere un pensiero.
      a volte traggono in inganno: c’è chi le usa per ferire, subdolamente,
      credendo che il destinatario non comprenda.
      è da pavoni vili e presuntuosi.
      cri

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