Lathe biosas

[…]La felicità conseguita nell’isolamento dal mondo e goduta entro i confini della propria esistenza privata non può mai essere altro che la famosa ‘assenza di dolore’, una definizione sulla quale devono convenire tutte le variazioni di un coerente sensitismo. L’edonismo, la dottrina che solo le sensazioni corporee sono reali, non è che la forma più radicale di un modo di vita non-politico, totalmente privato, il vero compimento del lathe biosas kai me politeusthai (‘vivi nascosto e non curarti degli affari del mondo’). Normalmente, l’assenza di dolore non è altro che la condizione corporea per esperire il mondo; solo se il corpo non è irritato e, per l’irritazione, ripiegato su se stesso, i nostri sensi possono funzionare normalmente, ricevere ciò che si dà loro.
[…]
Lo sforzo mentale richiesto dalle filosofie che per varie ragioni desiderano ‘liberare’ l’uomo dal mondo è sempre un atto d’immaginazione in cui la mera assenza di dolore è vissuta e realizzata nell’impressione di esserne liberati”.

Hannah Arendt, “Vita activa: la condizione umana” (Bompiani)

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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7 risposte a Lathe biosas

  1. rossana ha detto:

    Dovrò decidermi a mollare qualcos’altro e a prendere in mano finalmente la Arendt. Fosse anche solo per obiettarle che sì, …è sempre un atto d’immaginazione…, la liberazione dal mondo, ma pur la liberazione dall’immaginazione che libera la mente dall’inganno e sola condizione per vivere nella realtà hic et nunc .
    O no? Non è forse questo silenzio della mente, questa liberazione anche dall’immaginazione, che insegnano le filosofie orientali?

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    • cristina bove ha detto:

      Sì, Ross, credo anch’io che la liberazione della mente possa essere l’inizio di un nuovo esistere.
      Ho provato questa sensazione, di essere me e ogni altra cosa, nel coma e nella meditazione profonda. Non c’erano pensieri, solo l’appartenenza al sentire.
      Purtroppo lo dimentico spesso, e quando la mente ha il sopravvento (ma forse è giusto che lo abbia, per continuare a vivere in questa realtà) mi lascio travolgere dall’illusione in cui appare importante ciò che non lo è, e dalla sofferenza che ne deriva. Il corpo vive nel sonno della coscienza, la coscienza è il punto ma anche l’infinito intorno.
      Chissà che l’immaginazione non sia l’ultimo inganno e che, se non l’atarassia, sarà la morte a mostrarci la mera Essenza…

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      • rossana ha detto:

        “…Chissà che l’immaginazione non sia l’ultimo inganno…”.
        E fino alla fine (cioè, oltre la fine), non lo sapremo, temo.
        Perché pare poi che un certo tipo di immaginazione sia responsabile della creazione di realtà, in un infinito gioco di rimandi fra illusioni e intuizioni fra le quali ci dibattiamo.
        Solo in alcuni rari momenti di silenzio della mente, tutto pare tornare alla pace e a un senso di esistenza.
        Diffcile è comunicare questi attimi, mancano proprio le parole.
        Per fortuna, forse. Così che non siano intaccati da ciò che di nuovo creerebbe altra realtà, cioè materia, allontanandoci ogni volta da quell’unico stato della mente in cui sembra pulsare l’Essenza.
        Buona domenica, un abbraccio.

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  2. carmen ha detto:

    “Il corpo vive nel sonno della coscienza, la coscienza è il punto ma anche l’infinito intorno.
    Chissà che l’immaginazione non sia l’ultimo inganno e che, se non l’atarassia, sarà la morte a mostrarci la mera Essenza…”
    bellissimo aforisma!
    bbcar

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    • cristina bove ha detto:

      oh, miodio! ho scritto un aforisma! non sarà che sto correndo il rischio di diventare saggia?…
      scherzo, Car, ma le mie considerazioni riguardo la materia e la sua illusoria solidità, le conosci.
      più volte ne ho trattato, con prove scientifiche alla mano.
      peccato che continuiamo a crearne di terribili, di fate morgane…
      bbcri

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  3. marzia ha detto:

    Notevole questo apporto di Hannah Arendt…

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