Anticipando l’ora

cancello blu - by criBo

era trascorsa tanta vita
e chi restava a completare il gioco
temendo in fondo che una storia sghemba
si rifugiasse ancora tra le pagine
s’accomodasse a un tavolo per due
vide seduta l’ombra sul punto di svanire
_una certa bellezza respirava_
sotto l’arco dei glicini

passavano dei treni
andavano a morire in lontananza
non si viaggiava più per esser vivi
si poteva restarsene al di qua
anche se diventati trasparenti
attraversati da malinconie

era trascorsa mentre
se ne stava appoggiata alla finestra
_giù nella strada la verità cadeva a non finire_
e ci si approssimava alla partenza

lo si vedeva scorrere negli occhi
come nei sottotitoli di un film
l’addio dei rassegnati
a salutare chi non può partire  _ma nemmeno restare_

                              

                                

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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8 risposte a Anticipando l’ora

  1. Anonimo ha detto:

    Posticipare posticipare!!!Ad infinitum……………………………………………………….
    car

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  2. gelsobianco ha detto:

    Che grande grande poesia, Cri!
    Non ho parole ora… ❤

    Ho suonato per tanti anni questo valzer di Chopin
    Musica più giusta con i tuoi versi non potevi scegliere per me.

    A presto!
    Sei davvero una donna rara, Cri
    gb

    Liked by 2 people

  3. fattorina1 ha detto:

    Non so perché mi sono apparse le tradotte di ebrei portati allo sterminio. un’aria che non vibra, una morte che non grida, un dolore che non si quieta.
    Che scherzi fanno i pensieri …Ti riverso i tuoi versi finali:
    ” lo si vedeva scorrere negli occhi
    come nei sottotitoli di un film
    l’addio dei rassegnati
    a salutare chi non può partire _ma nemmeno tornare_”
    E se tutto questo accadesse a noi? Fragili creature borderline?
    Narda

    Liked by 1 persona

    • cristina bove ha detto:

      non avevo pensato a tutto questo, però vedo che ci sta, sì…
      più che altro attribuivo agli esseri umani che vivono lutti, abbandoni, sofferenze, e non possono partire ancora verso quel confine che sarà libertà, forse, ma da cui non si potrà tornare…

      Mi piace

  4. gelsobianco ha detto:

    Stavo per scrivere ora un qualcosa che, ieri notte, non avevo potuto tradurre in parole, presa dall’emozione di questa poesia.
    *E stavo per parlare del mio scorgere vagoni di ebrei portati allo sterminio…*
    Mentre i treni passavano stracolmi, la vita continuava a elargire ad altri il profumo dei glicini
    “_una certa bellezza respirava_
    sotto l’arco dei glicini”

    Ho avuto la stessa sensazione di Narda che saluto caramente.

    E quel valzer è “giusto” soprattutto perché mi fa sentire il procedere della mia vita!

    Grazie ancora, Cri!

    Con affetto
    gb

    Scusa il doppio commento, ma questi tuoi validissimi versi mi hanno fatto portato a tutto questo. Volevo comunicare ogni mia emozione a te! ❤

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