L’assetto

alba a Morena - by criBo

Fermo sulla stadera il peso morto
controbilancia un falso macroscopico
benché l’estrema copertura regga
sessantaquattro chili d’imballaggio

l’angelo veste fiori di lillà
redige l’atto notarile
certificante un esito qualunque
lo stato di prenascita o postmorte
ed in entrambi i casi
totale garanzia d’inesistenza

si resta in forse
accoccolati nelle proprie braccia
sospesi nello spazio relativo
d’una protratta pausa tra due suoni

a garanzia di persistenza
un ghirigoro di  pensiero
mentre

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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20 risposte a L’assetto

  1. fattorina1 ha detto:

    Un’attesa fra due vuoti, due assenze.E’ una delle tue poesie più “vinte” e suggeriscono un’esistenza ormai immota, quieta perché affetta da atarassia.

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  2. Non so perché ma ti sento lontana! sbaglio?

    a garanzia di persistenza
    un ghirigoro di pensiero….

    forse lo sono io!
    ernestina.

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  3. frantzisca ha detto:

    Mentre…il tutto è qui e ora, almeno ciò che è tangibile in questa “non memoria” di
    (spazio relativo) quanto è prima e dopo la parentesi contenuta tra due note.
    E il ghirigoro di pensiero salva dall’inesistenza. Sempre le tue poesie, per quanto possano essere recepite in maniera diversa, offrono l’appiglio del riscatto consapevole d’altro che è oltre…mi sai, ti so meravigliosa-mente.
    Abbraccio

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  4. cristina bove ha detto:

    sarebbe superflua qualsiasi spiegazione: ne hai dato la precisa significanza.
    ti abbraccio

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  5. gelsobianco ha detto:

    “sospesi nello spazio relativo
    d’una protratta pausa tra due suoni”
    “mentre”
    Una pausa. L’andare “consapevole” oltre sé mentre…
    Sento tanto questa tua poesia.
    Ti abbraccio, Cri.

    gb

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  6. falconieredelbosco ha detto:

    la parola ghirigoro mi riporta un ricordo lontanissimo nel tempo
    pensavo di averla rimossa dalla memoria e invece è ancora lì
    come la piccola conchiglia a cui avevo dato questo nome
    quando avevo quattro anni e sulla battigia di Albisola in Liguria al mattino presto passavo il mio tempo migliore alla ricerca di questo tesoro che racchiudeva il suono del mare, bastava solo portarla all’orecchio per sentirne la canzone. qualche anno più tardi David Crosby mi regalò quella che ritengo una delle sue migliori storie: The leeshore
    “Lungo la costa sottovento
    Conchiglie giacciono sparse nella sabbia
    Scintillando come occhi lucenti verso di me,
    Dal mare…
    Eccone una come il Sole nascente
    Più vecchia di quanto si possa immaginare
    Giace ancora là dove qualche onda incurante
    L’ha dimenticata molto tempo fa…”

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  7. lementelettriche ha detto:

    Riesci persino a farmi sorridere con quei sessantaquattro chili d’imballaggio… sei unica!

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  8. lementelettriche ha detto:

    ❤ che l'assetto non sia troppo variabile e l'imballaggio ti sia lieve: alla fine è questione d'agilità.

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  9. cris ha detto:

    “si resta in forse … accoccolati nelle proprie braccia … sospesi”, eppure la stadera, nella mano di Osiride dio della vegetazione e della morte, deciderà da che parte pesa…

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