Sul margine

ombre sul porfido

Come se fossi all’angolo
d’un campo audiovisivo
versione campionaria virtuale
ammiro merce ____ non ne acquisto mai
il conto mi risulta desolato
ho dato ogni mio bene
ho regalato l’anima ai passanti

non sto a recriminare
né voglio raccontarvi le mie pene
anzi sapete cosa? ____ me ne andai
dalle mie quattro giravolte al centro
per starmene in disparte
per ridere di me
del mio apparente esistere

scrivere infatti
è come essere spettri
chi legge non s’accorge di chi traccia
sulle rive del tempo ___ impronte labili
prima che giunga l’onda sulla rena
l’ombra che ne confonda
ogni sembianza

novembre 2011

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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10 risposte a Sul margine

  1. Anna Maria Curci ha detto:

    “Chi legge non s’accorge” e forse
    allaga e allarga il fossato.
    Se coglie a tratti il suono e l’ultrasuono
    si ferma, punta il dito: “dici a me?”.

    Ma la pazienza di aspettar risposta
    il cocchiere la lascia ad ogni tappa
    di quel viaggio normale e accidentato.
    I vanti magri sono ignoti ai molti.

    (Grazie, Cristina)

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  2. cristina bove ha detto:

    accade a volte
    che non si legga proprio la parola
    ma solamente il suono
    e viene persa ogni significanza

    allora è bene ritentare
    andare nel profondo d’altre menti
    e riscoprire mondi alternativi
    che sono ignoti ai tanti

    (grazie a te, Anna Maria)

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  3. tramedipensieri ha detto:

    Accade a volte
    Che mentre si legge
    Si salti la parola
    A chiudersi
    In un’immagine
    Altra
    Vissuta e sentita
    Condivisa
    Permane l’ignoto
    Ma un passo é già fatto

    Grazie e un saluto
    .marta

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  4. fattorina1 ha detto:

    Teniamoli a mente questi versi:
    “scrivere infatti
    è come essere spettri
    chi legge non s’accorge di chi traccia”. Di tanti poeti letti , quanti non sono diventati spettri hanno insistito su un’apparenza incarnata e miscelata coi versi altrui? Già basterebbe questo a dare ragione alla poesia, e forse fa bene Cristina nel suo uscire dai giochi , nel suo accucciarsi, osservatrice implacabile degli altri e di sè.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      a volte mi sembra tutto talmente inutile!…
      eppure continuo ad osservarmi, spietatamente, e mi pare che l’autoironia sia la sola salvezza per non perdersi nella triturazione dei giorni.
      e se condividiamo con un tocco di leggerezza i nostri pensieri, ci travasiamo, chi scrive e chi legge, in un continuum che ci trasporta, forse, in altre dimensioni dell’essere.
      grazie 🙂

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  5. lementelettriche ha detto:

    già: a volte è tutto così inutile che si ride di noi stesse e – in qualche modo – si prosegue il cammino sofferto.

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  6. Pingback: A un’amica « Unterwegs

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