La tempesta non conta i suoi morti

onda e vele - by criBo

Videro fuochi di sant’Elmo
aprire il nero come fosse un foglio
un mare obliquo
mare
mare
mare!

navigavano vene da contratto
senza diritto di mugugno
ma d’inventarsi un cielo sì
lo fecero grondante di bitume
piovvero inferno e sangue

il Capitano
s’accorsero nell’attimo d’un lampo
leggeva poesie sul cassero fiammante

o marinaio
mio marinaio
parodiava una voce di balena
arpione in gola
non suonare campane
il gelo ha già ghermito le tue braccia
e le ghirlande
barcollano battendo le fiancate

nessuno scenderà da questa nave
marzo 2012

                                    

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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12 risposte a La tempesta non conta i suoi morti

  1. fernirosso ha detto:

    tristemente vera questa tua poesia che toglie il disincanto, e mostra quanto invece sta davanti e dentro un viaggio in cui chi spera è spesso tragicamente chi perde tutto:sogno, passato, futuro e nome.
    f

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  2. triste poesia che ricorderemo….. sempre bella!

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  3. elis19mr ha detto:

    Tutto ciò che il mare ha visto dalla sua creazione, da qui all’eternità!
    Suggestiva, l’amato mare ti ringrazia.

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  4. Cristina Polli ha detto:

    Stupenda.

    Liked by 1 persona

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