Essere esseri

la chiave del caos - by criBo

Si nasce innocenti
si diventa colpevoli vivendo
prigionieri tutti della terra
dai primordi alle giungle di cemento
esposti alle catastrofi
costretti a ripararsi da ogni male
prede dei propri impulsi
vessati dal potere dei più forti

non si nasce malvagi
è poi la sorte a condannare gli uomini
terrorizzati dagli inferni postumi
costretti ad inventarsi paradisi
immemori che sotto ogni parvenza
si è tutti fatti d’ossa
e fingitori che non esista il tempo
né la condanna a morte.

Sulla comune vacuità l‘immenso zero
presente tra deserti e grattacieli
l‘implosione del sacro e del profano
compresi panorami ed invenzioni
discettazioni di filosofia, l’arte impostura
sotto gli occhi di tutti
si è circondati dalla fine esplicita
ma nella cecità saramaghiana
assecondando le necessità coatte
ci s’improvvisa a vivere
sconoscendo la fine

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Essere esseri

  1. ninaesposition ha detto:

    una meraviglia immagine e pensieri!

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  2. fattorina1 ha detto:

    In un libro letto da ragazzina da un tragediografo spagnolo contemporaneo i protagonisti erano bambini, oggi diremmo brutti e cattivi, crudeli; alcuni libri sanno cogliere il demone distruttivo che si nasconde sotto il viso d’angelo. No, non sono sempre gli adulti la cattiva scuola, c’è qualcosa di torvo, di storto fin dalla nascita, poi la vità farà i suoi percorsi e qualcuno sarà meglio di un altro ma comunque arriveremo quasi tutti alla fine laceri e consunti. Già Cristina, da poeta hai scritto in tre strofette, il destino dell’uomo; ogni volta ci tiri lì sopra dove giace la vita fatta cadavere. L’amnistia ? Chissà…, le comete sono meravigliose.
    Narda

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    • cristina bove ha detto:

      questa vita che crediamo unica e solida…
      questa morte che non è un cadavere ma la certezza che mai nulla è nulla…
      in me sono presenti questi pensieri, sempre, me li regalò una notte di dolore immenso e di abbandono, una notte che malgrado avessi fatto di tutto per uscirne, mi riportò tra i “vivi”.
      e le comete, sì, sono meravigliose!
      grazie, Narda cara
      cri

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  3. …Ci s’improvvisa a vivere sconoscendo la fine.
    Come sai andare diritta al fuoco delle cose. La nostra vicenda indicibile tu la dici. E ci ricordi dell’effimero che siamo, con infinita indulgenza. Vorrei avere questo tuo spirito saldo e gioioso nonostante tutto, cara sapiente maestra!
    Annamaria

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    • cristina bove ha detto:

      cara Annamaria, siamo esseri così fragili, esposti a tutti i mali e alle intemperie e, nonostante tutto, troviamo il bello e il buono, e proseguiamo il nostro cammino, anche se si fa arduo.
      siamo noi gli eroi, noi che attraversiamo la vita e la morte, e siamo noi a far luce agli dei.
      grazie
      cri

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  4. fattorina1 ha detto:

    Il tragediografo spagnolo era Arrabal. Mi mi è piaciuto avere avuto l’occasione di onorarlo.
    Narda

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  5. claudiobraggio ha detto:

    ottima nell’evocare cose terribili eppure affascinanti (muterei quel “sconoscendo” decisamente non aggraziato con un più consono disconoscendo, peraltro corretto) – brava

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    • cristina bove ha detto:

      grazie, Claudio, e benvenuto in questo blog.
      sconoscendo. per me. ha un valore sia di ignorare che disconoscere, in entrambi i casi noi esseri umani viviamo eludendo il pensiero della fine.
      sappiamo della morte perché accade agli altri, della nostra non saremo testimoni.

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