Es_calation

bandiera di Walter

disegno di Walter Piretti

Temere di temere e tuttavia
osare dove
non si sarebbe mai potuto immaginare
rischiare di smarrirsi per trovarsi
e infine
ridere di sé stessi
appollaiati sulla propria vita
come gli scalatori in cima all’Es

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in poesia umoristica, poesie, poesie da non saper che farsene. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Es_calation

  1. fattorina1 ha detto:

    Gettare il cuore oltre l’ostacolo…. e il cuore come un boomerang ti ritorna in mano; temere e osare e scampare alle grinfie dell’Es, ambiguo nelle sua visceralità.

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  2. gelsobianco ha detto:

    “ridere di sé stessi
    appollaiati sulla propria vita”
    temendo, ma osando, rischiando di perderci per trovarsi, “vinciamo” noi, scalatori sulla vetta dell’Es.

    Sempre tu, Cri, inconfondibile
    Un abbraccio
    🙂
    gb

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  3. elis19mr ha detto:

    Parafrasando un detto napoletano: iss, Es… è ‘o malamente!

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  4. Cara, leggerti è sempre un tuffo al cuore.
    Un abbraccio grande.
    zena

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  5. cristina bove ha detto:

    vederti qui anche…
    ti abbraccio forte
    cri

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  6. falconieredelbosco ha detto:

    ho invertito l’ultima parola e ho letto:
    “come gli scalatori in cima al se”
    e questo mi ha portato ad una poesia di Kipling: If
    Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
    la perdono, e te ne fanno colpa.
    Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
    tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
    Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
    O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
    O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
    Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

    Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
    Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
    Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
    E trattare allo stesso modo questi due impostori.
    Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
    Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
    O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
    E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

    Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
    E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
    E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
    senza mai far parola della tua perdita.
    Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
    nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
    E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
    Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

    Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
    O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
    Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
    Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
    Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
    Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
    Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
    E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

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