Mi ribello alle massime e agli stereotipi

 

La pacatezza che mi fa da guscio e tana
è il mio riparo dai sentenziatori
_ho visto esseri umani prigionieri
di simboli e precetti
vivere come fossero immortali_
ho appreso a non bramare
a ritenere tutti, me compresa
per niente necessari
e ad essere-nonessere
senza gravare troppo sugli amori
senza aspettarmi troppo dagli amori
potrebbe dirsi noncuranza, ma
è la contezza di lasciare liberi
di andare o di restare

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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3 risposte a Mi ribello alle massime e agli stereotipi

  1. Alessandra ha detto:

    Si potrebbe, con altre parole, definirla anche saggezza.
    Bellissima poesia.

    Piace a 1 persona

  2. gelsobianco ha detto:

    “è la contezza di lasciare liberi
    di andare o di restare”

    Perfetta questa musica per la tua poesia bella bella che sento molto

    Grazie, Cri, e un abbraccio
    gb
    E come parla in silenzio la tua immagine…

    Mi piace

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