Discorso sulla ragione dei sassi

The texture of sea pebbles. stones to the , close

i guardiani del tempo
segnano tacche ai vivi
sul lastrico dei ponti
_avviso agli aspiranti suicidi: siate prudenti_
le burrasche si abbattono improvvise
bisogna abbandonare ogni progetto
accaparrarsi il cielo
prima che l’acqua si trasformi in pietra

non ci si può nascondere a sé stessi
tuttavia
si può tentare un ridimensionamento
dirsi che l’io affacciato alle transenne
è un sosia pretestuoso
e tralasciarsi
e andare verso l’armonia del tutto
che per fortuna ignora minutaglie
le nostre e di ogni ciottolo di rena

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
Questa voce è stata pubblicata in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Discorso sulla ragione dei sassi

  1. lementelettriche ha detto:

    Io non lo so se andare verso l’armonia
    ignorando tutte quelle minutaglie inutili
    implichi il dover nascondere la rena:
    (sarebbe come alzare un gran tappeto
    per nasconderci quella sabbia sotto?)
    non ci si può nascondere a se stessi
    non si dovrebbe nascondere nessuno
    perché di verità sottaciute inutilmente
    – a volte – s’è ammalato tutto il mondo.
    Quasi una sorta di spirale perversa…
    il tempo è anche lui una convenzione.
    Ma io non so nulla tranne poche cose
    conosco solo quei granelli di sabbia
    ma di loro posso dire che nessuno
    e neanche la capocchia d’una spilla
    potrebbe entrarci dentro per bucarli.

    Mi piace

  2. lementelettriche ha detto:

    L’ha ribloggato su lementelettrichee ha commentato:
    Io non lo so se andare verso l’armonia
    ignorando tutte quelle minutaglie inutili
    implichi il dover nascondere la rena:
    (sarebbe come alzare un gran tappeto
    per nasconderci quella sabbia sotto?)
    non ci si può nascondere a se stessi
    non si dovrebbe nascondere nessuno
    perché di verità sottaciute inutilmente
    – a volte – s’è ammalato tutto il mondo.
    Quasi una sorta di spirale perversa…
    il tempo è anche lui una convenzione.
    Ed io non so nulla tranne poche cose
    conosco solo quei granelli di sabbia
    ma di loro posso dire che nessuno
    e neanche la capocchia d’una spilla
    potrebbe entrarci dentro per bucarli.

    Mi piace

  3. lementelettriche ha detto:

    Certo, è il tuo pensiero, ma io @cristina bove cercavo di riflettere dietro alla tua idea.
    Ogni volta mi hai acceso altri orizzonti con la tua intelligenza.
    Tentavo – come sempre – di capire.

    Mi piace

  4. lementelettriche ha detto:

    La spirale perversa non sono io e non mi appartiene:
    non è me stessa che devo interrompere.
    “Mi resta solo la spirale perversa” è una metafora
    intendo affermare che preferisco non sottacere.
    Ma tu scrivi “piacerti così come sei”… non sono io
    ma non importa.
    Probabile io non sappia più spiegare.
    Hai ragione tu.
    Alzo il sudario, prendilo per una bandiera bianca
    “quella del mio nulla a pretendere” (sono versi tuoi).
    Mi hai insegnato tu.

    Mi piace

Rispondi a cristina bove Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.