La memoria del vetro

passava una malinconia da stanza vuota
ne temevo l’entrata
a mia difesa disponevo parole
quasi fossero perle
in castaliane strategie di vita
magister ludi*  di me stessa, a bada
d’un’assenza annunciata

_chiedetemi delle opere incompiute_
voi che sapete come me il lasciare
il mettersi in disparte
il trattenere indocili pensieri
che si farebbe meglio a rivelare
se di un’eutanasia dei sensi
l’anima non tacesse

passava tentandomi agli spazi
voi sapete di quelle vacuità allettanti
di come sia rapace l’abbandono
e dico voi perché se lo sapessi solo io
avrei dei dubbi sulla mia sostanza
_infilare un respiro dopo l’altro
non garantisce l’esistenza_

  • *sentirmi in spirito come Josef Knecht, il protagonista de “il gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse

 

 

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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4 risposte a La memoria del vetro

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