E tramontò per sempre anche la luna

morte luna - by criBo

la voce picchiettava alla finestra
simulando la pioggia
cadevano dal cielo le risposte
ma nessuno sapeva le domande
allora tacque

gente veniva andava scompariva
in attesa di scendere dal mondo

la voce fu zittita
quando una barca capovolse il mare
ed i bambini
perduto il segnalibro della vita
disegnarono un sole di condensa
con il fiato

 

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Sibille in trapassati semplici

 

tempo-tecnica-mista-by-cribo

 

Forse i morti rimangono impigliati
in un tempo crivello a maglie larghe
_ ciottoli scritti a mare di tempesta_
e leggono romanzi nella sabbia
con occhi intrappolati nei granelli

cose da pazzi e da poeti
portare fatti e luoghi sulla faccia
_i mari e monti dentro le clessidre_
sognare d’altri cieli
con tappi negli orecchi
e bende agli occhi

fate matrigne
inzuccherano d’amori e di colori
le pillole di tutte le giornate
_dolori lutti e nuvolaglie nere_
e ridono di noi
di noi che siamo figli della terra
stolidi e ridondanti
nell’insipienza che ci fa cantare
un mondo vivo destinato a morte

 

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Come conigli tratti dal cappello

senza-paradiso-by-crbo

l’aria che avvolge i corpi
è il calco d’ogni forma
_ una fusione a cielo perso_
l’antimateria ha il suo marchio di fabbrica

siamo scavati nelle nuvole
abbiamo l’elemosina del sogno
a farci vivi nella dissolvenza
_le variazioni sono effetti labili_
il dentro è della stessa consistenza
dell’aria che ne sagoma i contorni

anime confinate nei minuti
_lo spazio un vuoto a rendere_
siamo prova tangibile d’un Dio
che si diletta a nascere e morire
a nostra immagine

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L’ aurea sezione e l’uovo mercuriale

ouroboros-oroboru-oroboro

Sogniamo d’esser svegli
in un mondo di carta da sfogliare
in libricase riletti tante volte

dalle finestre confidenze angeliche
annunciano alla stirpe le spirali
_sarete madri e figli di voi stessi_
la voce che declina verbi e foglie
promette nuovi fiori alle sterpaglie.
Ed ecco che si fischia dai balconi
un alleluia di circostanza
ma ai nascituri inermi
non si rivela il furto della vita
mille comete sulle città morte
occultano il degrado e lo sfacelo

dall’uroboros ai nati nella paglia
l’astro tagliente sulle pietre alchemiche
spande la luce sua terribile
_saranno annichiliti figli e nomi_

Sogniamo d’esser svegli
nella speranza del chissà se poi
d’acqua, di terra, d’etere e di fuoco
nell’atanor del Dio dell’universo
si possa ancora vivere di noi

 

 

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Millefoglie stagionata

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Strato su strato diventare antica
di sedimenti spesso inconciliabili
trasparenti per attimi e poi spenti
una torta di buon noncompleanno
anzi di buon noncedimento
_alta concertazione culinaria_
chi cuoce a fuoco spento se ne intende

certe volte mi assaggio per errore
vedo un aspetto che mi sembra bello
e scopro che se tutto è andato a male
sono una cuoca che non sa dosare
né glassature né zucchero a velo

presto subentrerò nella vetrina
dopo lo straccio delle pulizie
_sarò piatto d’argento ma vacante_
un tavolo infantile sparecchiato
e nessun altro dolce da spartire

 

 

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