Dopo

sarà la giornata più lunga
sembrerà che ogni vigilia rimossa
ogni fatto incompiuto
abbia la stessa proprietà dell’accaduto
gli accidenti di sempre
meno che impronte sopra il borotalco
e i gesti
quel ravviare i capelli con le dita
l’abbraccio forte che non lascia andare
il disporre le rose dentro un vaso
e l’ascoltare denso, il senso che ogni cosa
ogni volo d’ephemera ogni suono
che fosse pure un lieve pigolio
ogni mela tagliata in quattro parti
fosse la stessa geometria dell’architetto
o un castello di polvere di riso

parole che si stinsero
pronunciate col margine di dubbio
ai propri morti ai vivi ai sordi ai venti
dopo
sarà come necessità conclusa
essere stati muti.

 

dalla raccolta per Luigia Sorrentino
http://poesia.blog.rainews.it/2012/10/opere-inedite-cristina-bove/

 

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Opera

 

teatro-alla-scala

Nel tumulto di suoni la sordina
va scolorando pagine e spartiti
tacciono legni e fiati
in dissonanza

l’orchestra sta lasciando il golfo mistico
riposti gli strumenti
un fantasma di musica appassisce
in dissolvenza

 

 

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Se potessi descrivere una mai

guardando cassiopea

 

Se potessi descrivere una mai
vissuta storia
o un’occasione persa
_al di qua dei dinieghi_
sarei l’immaginario
romanzo senza trama né soggetto
ne deduco pertanto
che raccontarmi è un tentativo estremo
di resistere al vuoto e alla follia
d’un volo inverso

 

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mille e una donna

via dai  giardini dell'eden  wp - by CriBo

sono passate tutte
le bambine del mondo
e dentro me
stanno imparando l’arte d’invecchiare

 

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Nei deserti non crescono fragole

reloj-de-arena1 

 

Il ticchettare insolito

faceva presagire l’inversione

la donna che scriveva poesie

con parole di carta

fu capovolta come una clessidra

e sparpagliata in briciole di vetro

perse la sabbia e il senso della vita

 

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