L’eroe dismesso (soltanto l’ippogrifo prese il volo)

«Io sono colui che viene dal profondo. Mylords, voi siete i grandi e i ricchi. Cosa pericolosa. Voi approfittate della notte.» (Victor Hugo – L’Homme qui rit)

morte luna - by criBo

Accese il fuoco
sedette sotto l’albero del pane
gesti lenti
_era la madre a nascergli carezze_
le madri che li danno alle battaglie
chiari e scuri
il mito della genesi perfetta
scontrarsi con la morte ad ogni istante

smise le lame e le corazze
intorno un nuvolare di fantasmi
presero il posto dei caduti
saggi o folli, svuotati di sé stessi
disarcionati dalle ideologie
_soltanto il sangue rimaneva in sella_
nudi fino al fuggire dei ricordi

che c’entrano le fate
quando la nave è un grido
pensava disegnando nell’argilla
un SOS monocromatico
_né dalle stelle avrebbero mai letto_
ma la speranza affligge i miserabili
gli dei delle risate hanno tagliato bocche
eppur si ride
perché l’imperatore s’è vestito
e mostra solo ciò che vuol mostrare

sbucarono dai sogni antichi schiavi
scesero tra le gomene sfinite
s’udirono rintocchi di campane
un battito sonoro d’ali nere
e tramontò la terra
con tutti i suoi tiranni
e i suoi Gwynplaine

 

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Poco più che farfalle

farfalla nella teca - by criBo

vetrina trasparente antiproiettile
antiqualunquecosa
_un solo fiato può appannare il mondo_
vero che a illuminare si concede
qualche luna d’agosto
qualche sprazzo di festa
ma scivoli di sole non bastano a chiarire
il grigio di una stanza (anche tutta per sé)

pochi amori resistono
_si vive accanto senza mai incontrarsi_
si lavano e si stendono vestiti
per fingere un salotto (ospiti inclusi)
la verità è un sistema aleatorio
dice quel che si vuole
non quello che si è

ci salveremo dalle scritte addosso
dalle lusinghe e dalla poesia
in una gita dentro un marevetro
lontano da ogni faro

 

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Una che ancora sta

piccolo sole da camera -by criBo

cadeva senza mai toccare il suolo
una di voli e d’atterraggi
che dipingeva glicini sui muri
scolpiva il peperino
scopriva nella musica e nei libri
immagini di sé
una che si perdeva in mille pezzi
ma si faceva intera sempre più
una di sviste e imprecisioni
fiera della sua piccola statura
_cresciuta poco, l’anima di più_
faceva l’inventario dei dolori
una che si cullava i figli suoi
felice d’essere viva, amarli, amata
una tra tante

sorpresa di svegliarsi ancora a casa
dopo le notti blu degli ospedali
di guardare trai pini in lontananza
il sole che si arrampica sui rami
una che vive mentre il resto manca
che sa di guerre mari e via tacendo
e non può farci niente

una in partenza senza preavvisi
un libro aperto sopra il comodino

 

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L’età dei giri a vuoto e degli ammanchi

in una stanza tutto l'universo - by criBo

ripetersi vivi ogni giorno
nel paradosso di voler sparire
prima che avvenga inesorabilmente
evitare il pensiero di pensarlo
_sarà scontrosa la faccenda?_
comunque si farà
anche se metti a posto le stoviglie
forse accadrà nel lavandino
un piatto rotto

ti amavano sapendoti lontana
apparizioni da caffè
li amavi nel gravoso rimediare
alla ferocia dei tramonti
alla bellezza cruda dei boccioli
_e i bambini!_ I bambini che ancora non lo sanno
quanto sia irrimediabile l’amore

e tutto il mondo in un cervello solo

il buio infinito
l’infinita luce
è troppo complicato starci dentro

 

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Nonsense

 

ombre sul porfido

 

L’ombra mi calpesta
non sembra che si appoggi
o gravi sulle spalle. È chiara
una macchia che sconfina
_vitiligine dell’anima_ incurabile
come sapersi duplicata in bianco madreperla
mi avvolge
chi la vede ne sa, di queste avviluppanti ombre
per esperienza o per sentito dire

il corpo è senza precisione
si sposta in onde che visivamente
fanno una donna antica
_per non dire vecchia, ch’è brutto_
e si percorre in largo e in lungo
si snoda tra i residui della fu

possono i ruderi avvistare
le proprie pietre orizzontali
le colonne cadute?

 

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