Usucapione

 

in una stanza tutto l'universo - by criBo

 

Una casa da viverci d’inverno
talvolta riluttante a essere casa
spifferi alle finestre
tra pareti dipinte a cianofiori
e nomi pronunciati a bassa voce.
Un che d’inafferrabile nell’aria
rallenta gesti _qui l’imprecisione_
sospende nell’esilio dei pensieri
una richiesta d’ore.
Avviene che le regole sbiadiscano
al progredire della confusione
_lallazioni gergali incomprensibili_
pensieri di bambini in corpi stanchi
sorpresi dentro gli abiti appassiti
e poi si muore

 

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Palcoscenico in disuso

 

teatro - by criBo

 

le farse e le tragedie
nel rovesciarsi della rappresentazione
_il mondo come volontà, spietata_
perduta la ragione
restano impronte di filosofia
sul tavolato

capovolta la scena
tutti gli attori stanno giù in platea
mentre gli spettatori
riversi tra le quinte e sui fondali
presi dal sonno che genera mostri
ricalcano copioni

 

 

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Dall’altro lato della porta

 

oltre la soglia - by criBo

Ancora ci stupiamo
per minuscole storie-scorie
come bambini in corpi troppo vecchi
che nelle macchie vedono profili
e draghi sputafuoco nei tramonti

ce ne stiamo
quasi al di fuori di noi stessi
pareidolie scomposte come nuvole
gravati alle caviglie
dalle catene della consuetudine

siamo muri gremiti di ritratti
senza cornici _arresi allo scompiglio_
assuefatti al dolore
assorti nei ritorni di memoria
eppure attratti dalla vita ancora

 

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Leggende audiovisive

doppio profilo - by criBo

Nelle osterie si raccontava
della signora apparsa a mezzanotte
a bere la sua coppa di vinsanto
veniva dagli addii cifrati
da pregresse inquietudini coatte
recava un vaso d’ombra
da consegnare al Dio delle contrade
prima che la distanza separasse
e il fiume oscuro trascinasse via

Campi visivi anomali
strinsero su scenari inconsistenti
la donna atterrò al centro
e decretò la fine d’ogni fine
la vedovanza d’ogni scopo

bastò disattivare la parola
sparì così la bella sconosciuta
mai incontrata

 

 

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Follia dell’ordinario

via Follia dell’ordinario

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