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Argine

  è una parola lineare scritta dove si sta da vecchi un segno tra il possibile e il reale __i malanni distolgono__ aghi d’assaggio come aperitivi pettinavo le tempie con le mani trattenevo la vita nei capelli non compitavo l’esistenza … Continua a leggere

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La distanza è una fatamorgana

dove c’eri una volta o forse mai ci sono coordinate d’aria e fuoco mari senza la linea d’orizzonte sensi d’inanità giorni in cui cedo all’innocente male che separa o al bene irragionevole che incalza dovrei sapermi tramandare storia fra tante … Continua a leggere

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In fondo Bukowski

Sulla strada c’era e nel mucchio selvaggio si sparava o si fuggiva lungo le rotaie per non perdere il tram dei desideri. Sostare in quarantena per scommessa e preparare borse per partire senza sapere il punto d’atterraggio _ci si adegua_ e si … Continua a leggere

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Sconnessioni apparenti

  Finito il tempo delle arance rimangono parole senza nido uova di pietra che nessun calore porterà alla schiusa le chiocce tutte han smesso di covare assiderate e arrese all’ultima volata di stagione in una nebbia che si va infittendo … Continua a leggere

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Stralcio

  c’è un semaforo piccolo da tavolo tra i suoi pensieri e i miei col rosso fisso quando chiude la luna nei cassetti e vive in me la sua controfigura pipistrello d’argento si aggrappa ai miei capelli alle mie braccia … Continua a leggere

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Di chiaro

  In una lingua indicativa senza bisogno di grammatica in assenza di sillabe _al massimo una o due_ pronunceremo il titolo del film (la nostra vita in presa diretta) addurne scuse se malfunzionante ogni sistema pratico ricorriamo all’onirico almeno avremo … Continua a leggere

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L’acquiescenza delle carte

scivolano giù dal letto le scritture formano una pozzanghera d’inchiostro sullo scendiletto _ma se non hai mai avuto tappetini!_ è vero, non li ho avuti, ma soltanto per scelta ché ho smesso da tempo d’abitarmi e scrivermi graffiti dal seno … Continua a leggere

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Lila (il Grande Gioco)

Nuvole sparse in una stanza, e non è il freddo. È un attraversamento lento da parete a parete. È ferma al centro, abbandonata nell’enorme poltrona che sembra ingoiarla. Alcuni fogli volteggiano tentando di farsi leggere, le si alternano davanti agli … Continua a leggere

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L’acquiescenza delle carte

scivolano giù dal letto le scritture formano una pozzanghera d’inchiostro sullo scendiletto _ma se non hai mai avuto tappetini!_ è vero, non li ho avuti, ma soltanto per scelta ché ho smesso da tempo d’abitarmi e scrivermi graffiti dal seno … Continua a leggere

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La visita

da storia al singolare a distoglierla un giro di pensieri       tipo la folla al supermarket       i biscotti allo zenzero       l’improvviso gelarsi nella doccia       o la cronaca nera       tanto per dire abbracci di vittoria e di … Continua a leggere

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